Qui Pantelleria: tutto bene

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Seh, magari: sono tornata.
Almeno fisicamente.

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Ci siete mai stati? Sarebbe la quarta isola italiana, ma questa definizione freddamente geografica non le rende giustizia. Diciamo piuttosto che è un mondicciolo a sé dove comanda Natura.

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I venti, innanzi tutto: soffiano forti e decisi quasi sempre, alleggeriscono il caldo, raffrescano le macchine parcheggiate al sole coi finestrini aperti, intrecciano i capelli delle donne e fanno cantare le fronde e gli sterpi.
Poi c'è il sole: tremendo, severo. Inutile cercare un'ombra: è roba rara. Lui infuoca le rocce nere, secca l'origano, ritaglia le luci dalle ombre.

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La terra è vulcanica.
E bolle: trovi acque termali fra gli scogli del mare, trovi saune naturali fra le rocce della Montagna Grande, trovi fumi di zolfo e li senti "respirare".

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Il mare te lo devi conquistare.
Ti piace la spiaggetta col baretto e l'ombrellone? Vai da un'altra parte. Ti piace la movida serale, il locale modajolo e la festa in spiaggia? Smamma.
Il mare è freddo, profondo, trasparente e pieno di vita. Puoi fare il bagno dove il vento lo permette.
E se questo non succede puoi comunque farlo al lago.

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Sì c'è anche un lago: era la bocca del vulcano spento (perché è spento, vero?). L'acqua qui è addirittura tiepida, mentre i fanghi sono una manna per la pelle.

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Da tutta questa arsura ostile e inespugnabile nascono almeno tre miracoli: l'uva, l'origano e i capperi.

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Le viti sono bassissime, così come gli olivi: tanto vento, poca acqua e troppo sole. Meglio stare bassi. Se volete assaggiare il meglio chiamate il signor Ferrandes e raggiungetelo nel suo vecchio dammuso sul monte. Sono decenni che non scende al mare, Ferrandes. Neanche si vede, il mare, dalla sua tenuta. E' un uomo di montagna lui, come le sue viti, incastrate in un terreno che ha due parti di sasso e una di terra. Il suo passito è un nettare denso e intenso.

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Oppure chiamate Gabrio Bini: se c'è, vi farà vedere le anfore sotterrate in giardino, dove fa un vino vivo e straordinario. Vi farà assaggiare i suoi capperi, non infestati né da insetti né da insetticidi perché pure lui sta in montagna. Solo da lui potrete assaggiare capperi non dissalati perché la sua mente creativa li ha fatti sposare col fior di sale di Guerande.

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L'origano invece arriva col vento facendo una passeggiata, sudando al sole, pensando ad altre cose: all'improvviso, ecco quel profumo.
Insomma se non ci siete mai stati, andate a Pantelleria. Affittate un dammuso, una macchina scassata o uno scooter, e vivetela il più possibile.

Dove mangiare:
- colazione: pasticceria Katia, Pantelleria centro. Non si vede ma ha anche la macchinetta del caffè. Da non perdere: il bacio pantesco.
- pranzo/cena a casa: pescheria Franco e Lisa, Pantelleria centro. Prendete i pesci meno conosciuti: saranno i più sorprendenti.
- pranzo/cena al ristorante: volendo fare una piccola classifica, 1) La Vela a Scauri - piatti semplici ma curatissimi, sapori genuini, location ottima; 2) Osteria il Principe e il Pirata, lungo la costa sotto Khamma - aspettative un po' superiori ai risultati ma comunque valido, location pazzesca; 3) Zubebi, sopra Pantelleria - relais affascinante, tempi lunghi, piatti discreti, costo superiore alla media; 4) Acquamarina a Pantelleria - piatti semplici senza pretese, frequentabile solo ed esclusivamente in giornate poco affollate.
- aperitivo: La Nicchia sul mare, Pantelleria centro, oppure U' Friscu café, a Scauri.

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Dove dormire: affittate un dammuso da un privato. Se siete ben organizzati potete anche non badare alla posizione, ma se vi piacciono le comodità, prendetelo fra Pantelleria e Khamma, altrimenti potreste dover fare chilometri e chilometri per qualsiasi necessità.

Cosa vedere, come minimo (grazie Erica per le dritte):
- lago di Venere, Montagna Grande (sauna, favare, grotte ecc), Balata dei Turchi (occhio: strada dissestata), laghetto delle ondine (Punta Spadillo), Gadir (terme in mare), Cala Levante e Cala Tramontana, giro dell'isola in macchina, giro dell'isola in barca (in giorni infrasettimanali, altrimenti il prezzo dell'affitto aumenta), arco dell'Elefante, qualunque caletta fra Pantelleria e Khamma. C'è poi un'altra grotta termale fra Pantelleria e Scauri ma non ricordo il nome: non siamo riusciti ad andarci.

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