29/07/08

qualcosa di (quasi) tradizionale ;-)


questa è una semplice pasta fredda. fatta con semplici ingredienti di stagione. quali? più o meno quelli della classica peperonata. solo che è (quasi) tutto utilizzato a crudo :-) mi è piaciuta molto: già adoro la peperonata, piatto popolare dalle mille varianti regionali, ma il gusto "crudo" di questa ulteriore variante si adatta alla perfezione al clima caldo di questi giorni. stavolta niente abbinamenti arditi, niente stramberie, niente esperimenti: solo tanta fame di cose buone ;-)


PASTA FREDDA CON PEPERONATA (QUASI) CRUDA

ingredienti per ogni persona

pasta q.b. a seconda della fame
1 peperoncino piccante
2 peperoni "cornetto" di grandezza medio-piccola (non sono quelli piccanti!)
1 cucchiaino di capperi sotto sale
1 spicchio d'aglio
8-10 pomodori ciliegini
qualche anello di cipolla
olio extravergine
prezzemolo
basilico
sale

qualche ora prima:
mettere il peperoncino in una tazzina con dell'olio extravergine. coprire e tenere al buio.
lavare e tagliare i peperoni a rotelle abbastanza sottili, adagiarle su una teglia coperta di carta forno e cuocere a 150° per non più di 10 minuti. tagliare i ciliegini e metterli in una ciotola con i peperoni, l'aglio spaccato a metà e privato dell'anima, gli anelli di cipolla, i capperi dissalati sotto il rubinetto, un filo d'olio extravergine, basilico, prezzemolo ma niente sale. mescolare e riporre in frigo per qualche ora.
durante la cottura della pasta:
salare il misto di verdure e mescolare; scolare la pasta cotta in abbondante acqua salata, passare sotto l'acqua del rubinetto per qualche secondo per fermare la cottura. condire con l'olio al peperoncino e tenere in frigo per almeno mezz'ora, o fino al momento di servire, ma non troppo altrimenti i pomodori rilasciano eccessiva acqua.


25/07/08

questo è un altro esperimento!


rieccomi: la foodpairing-mania ormai si è impossessata di me. non posso più farne a meno. è troppo stimolante. per questo, l'altra sera, ho provato un altro divertente mix: amarene e caffè. meno azzardato, sicuramente, degli altri provati finora, ma di grande soddisfazione gustativa. ho fatto una semplice tartina di pasta brisé al caffè, molto leggera, con un ripieno allo yogurt e delle visciole sciroppate (simil-amarene, no?) che avevo fatto circa un mese fa, regalatemi fresche dai miei vicini di casa e diligentemente messe in conserva dalla sottoscritta, che inspiegabilmente non se l'è pappate tutte subito :-P questo dolce partecipa alla bellissima raccolta di ricette a base di caffè di imma. approfitto del post per anticipare i miei auguri a serena che... domani si sposa! :-D farò una levataccia ma ne sono davvero felice: le porterò gli auguri di tutti quelli che la conoscono solo tramite blog e non hanno idea di quanto sia una bellissima persona. e anche simpaticamente pazza. aahhahah :-D buon fine settimana a tutti!

TARTINE AL CAFFE' CON CREMA DI YOGURT E VISCIOLE

per la pasta brisé (circa 6 tartine):
150 gr farina "0"
40 gr burro
2 cucchiaini di caffè macinato per espresso
1 cucchiaio scarso di sciroppo di glucosio
2-3 cucchiai d'acqua
un pizzico di sale
zucchero a velo q.b. da usare dopo aver sfornato
per la farcia:
1 vasetto di yogurt compatto Kyr, non zuccherato
1 cucchiaio colmo di zucchero
1 cucchiaio di latte
1 tuorlo
mezzo cucchiaino di agar agar

visciole sciroppate per guarnire
disporre la farina a fontana in una ciotola, versarci lo sciroppo di glucosio, il caffè ed il sale, mescolare rapidamente e aggiungere il burro freddo tagliato a dadini, lavorare velocemente aiutandosi con l'acqua, formare una palla e riporre al fresco e al buio per 30 minuti. stendere l'impasto e ripiegarlo su se stesso per 2 volte, riposare qualche minuto, spianare allo spessore di 3 millimetri e ritagliare 6 dischi. disporre l'impasto in formine da muffin, bucherellare, lasciar riposare una decina di minuti. ricoprire di carta forno e riso o fagioli secchi, cuocere a 200° fino a leggera doratura, eliminare il riso e la carta, ripassare cinque minuti in forno, sfornare, cospargere leggermente di zucchero a velo e lasciar raffreddare completamente.sbattere il tuorlo con lo zucchero, unire lo yogurt e mescolare fino a formare una crema. a parte, stiepidire leggermente il latte con una cucchiaiata di questa crema e aggiungere l'agar agar, unire al resto e mescolare bene. tenere in frigo per almeno un'ora. al momento del servizio, riempire le formine di pasta brisé con la crema allo yogurt e le visciole.


23/07/08

qualche primizia ;-)

 
le more si stanno maturando. ho fatto un giro in uno dei miei posti "segreti" domenica mattina, e sono addirittura riuscita a mangiarne 2... fra una settimana o poco più comincia la produzione! dopo la passeggiata sono andata a pranzo da mia nonna e le ho detto delle more. e lei: "cocca ma va' su all'aja che ce n'è na pianta piena!" :-O ho spiccato il volo, armata di busta e buona volonta, ed ho raccolto tutta festante queste more giganti di una pianta senza spine. mai vista: ma che è? transgenica? invece no, è semplicemente un tipo di mora ornamentale che fa i frutti più grandi di quelli di rovo e non ha praticamente nessuna spina, in più la maturazione è di qualche settimana in anticipo. il sapore è un po' meno intenso della mora selvatica, ma è buonissimo lo stesso, e poi sono sicura che nell'aia di mia nonna al massimo ci transitano le galline, e niente più ;-) nel pomeriggio poi ho trovato una "piantagione" di melissa sotto casa mia, lungo il viottolo che va all'uliveto. che profumo di limone! ho messo insieme i due ingredienti e ne ho fatto dei muffin, dal gusto dolce acidulo e dalla consistenza morbidissima :-)

MUFFIN MELISSA E MORE CON BAGNA AL LIMONE

ingredienti per 12 muffin medio-grandi

2 uova
280 gr farina (di cui 40 gr di fecola)
80 gr di zucchero
1 bustina scarsa di cremor tartaro
200 ml latte fresco
70 gr burro
3 rametti di melissa più qualche fogliolina
150 gr more pulite

per la bagna:
2 cucchiai di succo di limone
4 cucchiai di zucchero a velo non vaniglinato

scaldare il latte con le foglie di melissa tolte dai rametti e spezzettate con le mani. quando sale il bollore, spegnere il fuoco, aggiungere il burro e coprire. lasciar raffreddare quanto basta per non cuocere l'uovo (temperatura minore di 63°). setacciare per eliminare la melissa, unire adesso le uova e mescolare. aggiungere gli ingredienti secchi e setacciati: farina, fecola, lievito, zucchero. mescolare e aggiungere infine le more e le ultime foglie di melissa tritate. infornare a 160-170° per 25-30 minuti. quando sono freddi, toglierli dalle formine e bagnarli con il liquido ottenuto stemperando brevemente sul fuoco zucchero e limone.

20/07/08

quest'anno i fichi...


...predicano bene e razzolano male. con le copiose piogge di giugno i frutti si sono gonfiati in abbondanza sui rami, ma adesso che sarebbe la stagione di maturazione dei tramoni (o fioroni), cotanta produzione stenta a decollare. forse è mancato il sole cocente di giugno... chissà. fatto sta che per racimolare una decente quantità di frutti da ben 15 alberi di fico che abbiamo a casa ci vuole un certo impegno, nonché una lotta all'ultima beccata con gli uccelli dei dintorni. come se non bastasse, due mesi fa uno stormo di pappagalli è scappato da chissà quale allevamento per venire a rifugiarsi proprio intorno casa dei miei: altri pretendenti per i fichi ;-( in ogni caso, qualche giorno fa sono riuscita a preparare questa terrina con fegati e cuori di pollo, fichi e sapa di miele. sì, la tua ;-)


TERRINA DI FEGATI E CUORI DI POLLO CON FICHI E SAPA DI MIELE

ingredienti per 4 persone

330 gr di fegati e cuori di pollo puliti
olio exravergine
alloro, rosmarino, chiodo di garofano, cipolla, aglio, maggiorana
2 cucchiai di cognac, oppure rum
brodo di pollo oppure vegetale
una noce di burro
sale, pepe
6 fichi (uno e mezzo a testa)
sapa di miele q.b.

preparare una padella con olio, uno spicchio d'aglio privato dell'anima, mezza cipolla piccola sminuzzata, gli odori freschi. lasciar scaldare a fuoco lento, quando la cipolla è imbiondita alzare la fiamma e versare i fegati e cuori di pollo tagliati a metà. saltare un po', quindi rimuovere l'aglio e il chiodo di garofano. sfumare con un cucchiaio di cognac, quindi abbassare la fiamma e cuocere lentamente pre circa 15 minuti aggiungendo un goccio di brodo caldo per non far attaccare. rimuovere l'alloro e il rosmarino, trasferire tutto il contenuto della padella nel mixer, aggiungere una noce di burro, un altro cucchiaio di cognac o rum e frullare finemente. nel frattempo, lavare i fichi e spaccare a metà, senza togliere la buccia. adagiare su una teglia coperta di carta forno ed infornare per 10 minuti a 150°. preparare 4 formine e coprirle di pellicola in modo che questa trabordi bene fuori e aderisca al perimetro. adagiare sul fondo mezzo fico, coprire di patè di pollo e pressare bene, aggiungere ancora mezzo fico, coprire di patè sempre presando bene, terminare con l'ultimo mezzo fico. trasferire in frigo per almeno 1 ora, ma il giorno dopo è più buono. dopo aver sformato le terrine, capovolte su un piatto, aggiungere mezzo cucchiaio abbondante di sapa di miele liquida e servire.

18/07/08

qualcosa di osso :-P


ho la mania delle formine da biscotti. non potevo quindi non avere uno stampino a forma di osso, vero sere? :-) avevo pensato di usarlo per fare dei biscotti per cani, di cui ho reperito varie ricette in rete, ma non ho resistito... e l'ho usata per una cheesecake. capito trattoria? :-) questo dolce nasce anche grazie alle ormai familiari pagine di foodpairing nonché dal burro al dragoncello che avevo fatto qualche giorno fa. vero cicuzza? :-) ho usato per base i "novellini" gentilini, quelli al latte e miele, ho smorzato il burro al dragoncello con del burro puro, ho cotto la banana in forno con la buccia per pochi minuti per farla ammorbidire, ed ho guarnito con una riduzione del limoncello che facciamo in casa coi nostri limoni. risultato? fresco e delizioso, adatto per la bella raccolta di aiuolik. buon week end :-)


CHEESECAKE AL DRAGONCELLO E BANANA CON SALSA AL LIMONCELLO

ingredienti per 4-5 persone

per la base:
100 gr biscotti novellini gentilini
25 gr burro al dragoncello
20 gr burro normale

per la crema:
200 gr di formaggio fresco morbido
2 banane
3 cucchiai di zucchero
il succo di mezzo limone
una puntina di agar-agar

per la salsa:
limoncello fatto in casa

tritare i biscotti finemente e mescolarli con le mani ai due burri. riempire le formine o lo stampo unico, livellare e pestare bene in modo da ottenere una base compatta alta 5 millimetri. riporre in frigo.
nel frattempo, mettere in forno scaldato a 150° le due banane, intere, con la buccia. togliere dal forno dopo 8 minuti (la buccia sarà nera, l'interno bianchissimo), attendere 10 minuti prima di sbucciarle. passare al mixer le banane calde col succo di limone e lo zucchero e mixare. trasferire in pentola e cuocere per pochi minuti mescolando in modo da far addensare l'agar agar. spegnere, attendere qualche minuto mescolando, aggiungere infine il formaggio e mescolare. disporre la crema  ormai fredda sulle basi di biscotto e riporre in frigo per almeno 6-8 ore. al momento di servire, ridurre della metà sul fuoco 2 cucchiai a testa di limoncello. versare sulla cheesecake estratta dalle formine e servire.

16/07/08

quanto mi diverto...


...con gli esperimenti! stavolta, per colpa (ahahha) di foodpairing, ho fatto un mezzo pasticcio. che ho poi recuperato. mi è servito per fissare una regola fondamentale che fino ad ora avevo solo vagamente in testa ma di cui non avevo compreso appieno l'importanza: se si uniscono 2 elementi in assonanza ce ne vuole obbligatoriamente 1 a contrasto. dunque, ho aperto la pagina del peperone, ed ho visto che sta bene sia col tè verde che col grano saraceno. avendo in casa tutti gli ingredienti mi sono buttata. risultato: il tè verde rafforza enormemente l'amarezza del grano saraceno, e l'amarezza del peperone ci mette il carico da 11, per usare un gergo da bar. al primo assaggio una tempesta amara: buono, come sapore, ma squilibrato nei toni. ci son voluti un limone di sorrento tagliato a cubetti e un pizzico di zucchero di canna tritato finissimo per fare ordine sul palato, ottenendo così un buon risultato. dunque, pro memoria: mai unire 2 o più elementi in assonanza senza equilibrarli con 1 o più elementi a contrasto! ;-)


GRANO SARACENO AL TE' VERDE CON PEPERONI E LIMONE DI SORRENTO

dosi per ogni persona

mezzo peperone rosso
50 gr di grano saraceno decorticato
mezzo cucchiaino di tè mat-cha
mezzo limone di sorrento q.b. (succo, buccia e bianco)
mezzo cucchiaino di zucchero di canna
sale
pepe bianco
olio extravergine

cuocere il grano saraceno come riportato sulla busta: quello che ho io si cuoce in 18 minuti, con tanta acqua quanto basta a ché evapori completamente. quando mancano 2 minuti alla cottura, aggiungere il tè, mescolare a fuoco bassissimo, spegnere e trasferire in una ciotola immersa in acqua e ghiaccio per raffreddare. nel frattempo, tagliare il peperone a listelli lunghi e porli sulla vaporiera dal lato della buccia. cuocere 10 minuti e staccare la pelle. scaldare bene una padella antiaderente leggerissimamente unta d'olio, adagiarvi i peperoni e cuocere da entrambi i lati per pochi minuti a fuoco molto alto. tagliare a cubetti e mescolare al grano. unire il succo del limone e la buccia, compresa della parte bianca, tagliata a dadini. unire lo zucchero pestato al mortaio, aggiustare di sale e condire con extravergine. riporre in frigo per un'ora.

14/07/08

questi li ho fatti...


...col burro di cocco! dunque, qualche tempo fa ho trovato questa ricetta per preparare il burro di cocco. come potete vedere, non accenna minimamente al fatto che si possa mangiare: lo dà come prodotto da spalmarsi sulla pelle. ho proseguito la mia ricerca e finalmente wikipedia mi ha confortata: si mangia! :-))) il fatto è che, mi son detta: se il burro di cocco si mangia, prima di spalmarmelo addosso fatemelo assaggiare! :-P così l'ho fatto, l'ho assaggiato (buono!!) e poi l'ho usato per fare dei biscotti. ci vuole tanta farina di cocco per ottenere poco burro: con i 6 cucchiaioni che ho usato io ne ho ottenuti solo 30 grammi, infatti i biscotti hanno anche una parte di burro normale. appena posso però lo rifaccio, in dose industriale, e provo a fare dei biscotti con solo burro di cocco. ha un colore candidissimo e un gusto di cocco molto delicato. buonissimo!


BISCOTTI AL BURRO DI COCCO E TIMO LIMONE

ingredienti per circa 14 biscotti

30 gr burro di cocco
30 gr burro vaccino
1 tuorlo
mezzo cucchiaio di limoncello fatto in casa
3-4 rametti di timo-limone
75 gr zucchero
200 gr farina 0
sale

per il burro di cocco, da fare il giorno prima:
mescolare 6 cucchiai colmi di farina di cocco con 6 cucchiai d'acqua in una pentola. accendere il fuoco e, aggiungendo acqua come per un risotto, cuocere per almeno 20 minuti dalla bollitura. deve bollire dolcemente, e l'acqua non deve mai mancare, proprio come per un risotto. alla fine avrete ottenuto un composto morbido e abbastanza omogeneo.adesso occorre setacciare accuratamente, raccogliendo il liquido in un vaso largo. io ho passato al colino schiacciando con un cucchiaio, poi ho ulteriormente strizzato il cocco con le mani per essere sicura di aver raccolto tutto il liquido. il cocco esausto si può usare come concime :-) il vaso con il liquido va invece chiuso con un tappo e riposto in frigo per tutta la notte. il giorno dopo si può filtrare, gettando via la parte liquida e conservando il burro ben chiuso. è molto morbido: va tirato fuori dal frigo all'ultimo momento.

biscotti:
mescolare appena il burro normale, freddo di frigo, tagliato a dadini, con lo zucchero e le foglioline di timo limone. aggiungere il burro di cocco e mescolare ancora poco. unire il tuorlo, il sale, la farina setacciata. aggiungere un goccetto di limoncello e formare una palla, da riporre in frigo per un'ora circa. stendere su un piano infarinato allo spessore di poco meno di mezzo centimetro, ritagliare con delle formine e cuocere a 160° per 10 minuti, o fino a leggera doratura dei bordi.

11/07/08

questa è buona!


la mia amica ciciuzza l'altra sera mi ha regalato un mazzettone enorme di dragoncello. grazie milleeeeeeee :-D è una piantina aromatica che a casa dei miei non è mai entrata ma che invece a me piace moltissimo: il cinghiale al dragoncello che fanno in una festa paesana dalle mie parti è una cosa sublime! e dunque, cosa fare di tutto quel ben di dio? visto che son da sola e che nei prossimi 2-3 giorni non posso cucinare, l'ho sistemato un po' col burro e un po' con l'olio. per la salsa al burro ho seguito i consigli di ciciuzza, per la salsa all'olio mi sono rifatta a queste preziose indicazioni riportate su taccuinistorici.

salsa al dragoncello
ammorbidire 40 gr di pane toscano in poco aceto di mele. mondare e lavare un mazzetto di dragoncello, metterlo nel mixer con uno spicchio d'aglio privato dell'anima, il pane e un pizzico di sale. azionare il mixer e colarvi a filo dell'olio extravergine fino a raggiungere una consistenza cremosa. conservare in frigo coperta d'olio. si usa per carni bollite, crostini e molti altri piatti.

burro al dragoncello
scottare per 1 minuto il dragoncello in acqua bollente. scolare, raffreddare e strizzare, nel frattempo tirare fuori dal frigo il burro ad ammorbidire. tagliare finemente il dragoncello e mescolarlo col burro aiutandosi con una spatola. conservare in frigo.

dopo tutto questo spignattare, affamata e incuriosita dall'aroma del dragoncello, ho improvvisato un couscous veloce e poco ortodosso, ma tanto, tanto buono. un'occhiata veloce alle pagine di foodpairing: dragoncello e pomodoro? ok! si mangia :-) e buon week end a tutti!


COUSCOUS AL DRAGONCELLO, POMODORO CILIEGINO E FORMAGGIO MONTASIO

ingredienti per ogni persona

mezzo bicchiere di couscous ferrero medio
mezzo bicchiere d'acqua
un cucchiaino colmissimo di salsa al dragoncello (vedi sopra)
una bella manciata di pomodori ciliegini
formaggio montasio a piacere
sale
succo di mezzo limone
olio extravergine

portare l'acqua leggermende salata ad ebollizione. versare il couscous in una ciotola con un filo d'olio e colarvi l'acqua. mescolare con una forchetta per 2 minuti. aggiungere il succo di limone, i pomodori, la salsa, aggiustare di sale e d'olio e mescolare ancora finché risulti ammorbidito. aggiungere il formaggio a dadini e riporre in frigo per qualche minuto.

08/07/08

questa è una scoperta!


venerdì scorso son tornata a sbirciare in uno dei miei blog preferiti: questo. non smetterò mai di complimentarmi con l'autore per la completezza e la profondità delle informazioni che vi sono contenute. grazie a quel post ho scoperto questo sito: foodpairing, in cui sono rappresentati, tramite semplici alberi "genealogici", gli abbinamenti possibili fra molti alimenti. su che base? analisi scientifiche: si è scoperto che dove non arriva l'intuito dello chef, arriva la scienza, ovvero si può dire che due alimenti stanno bene insieme se hanno in comune alcune componenti aromatiche. l'avreste mai detto, ad esempio, che la banana sta bene con l'origano? :-O altro tema interessante: l'intercambiabilità degli aromi! se non avete il basilico, potete riprodurre il suo aroma mescolando cardamomo, menta, noce moscata, timo e lavanda. magia!
ah... piccolo grande problema: le dosi! ma dove si ferma la scienza, ecco che tornano creatività, tecnica ed intuito a soccorrere chi si vuol cimentare nell'esperimento: la giusta dose di prezzemolo per la banana (sigh!) e la giusta preparazione degli ingredienti sono i temi da affrontare partendo da questi intriganti abbinamenti proposti in modo così "scarno".

MOZZARELLA E LIQUIRIZIA - MOZZARELLA E PESCA

ho provato un paio di semplici esperimenti ieri sera, i più immediati da fare per il poco tempo che avevo. ho preso una mozzarella, ho visto con cosa sta bene: liquirizia, ad esempio. ma anche con la pesca. bene, l'ho tagliata a fette, e metà l'ho cosparsa di liquirizia in polvere, l'altra metà l'ho "accoppiata" a fette di pesca gialla, entrambe le ho poggiate su semplici crostini di pane croccante. consiglio vivamente entrambi i mix: nel primo, la liquirizia quasi scompare poiché si ottiene in bocca un gusto freschissimo e vagamente piccantino di mozzarella. nel secondo, la dolcezza della pesca (magari stavolta senza pane...) esalta a sua volta quella della mozzarella. è stata una bella scoperta per me, e sarà l'inizio di tanti divertenti esperimenti :-) chi altro ci prova? :-D

07/07/08

qualche grande personaggio


come ho già accennato, nei giorni scorsi ho fatto un paio di esperienze gastronomiche memorabili. prima qui, il venerdì, poi qui, la domenica. prima dall'allievo (che peraltro già conoscevo bene) poi dal maestro. per me, da appassionata di cucina, è molto importante fare questo tipo di esperienze, un po' come per un appassionato di archeologia vedere le piramidi, o per un cultore delle belle arti visitare il louvre. tale è stata la sensazione che m'è rimasta del pranzo di domenica: quella di aver visitato un tempio della gastronomia, di aver assaggiato la matrice e genitrice della cucina contemporanea. prima di andare mi sono anche sentita in dovere di "studiare": ho letto il codice marchesi, tutto d'un fiato, ed ho cercato di farmi un'idea sul personaggio, sull'importanza che ha (avuto) per la cucina italiana ed internazionale per come ora è concepita. il prezzo da pagare per un pranzo ad erbusco è molto alto, ma anche a questo trovo una giustificazione secondo me più che valida: un grande pittore, alla fine della sua carriera, si fa ben pagare per i suoi quadri, perché ha dedicato la vita ad essi.
questo non vi pare forse un quadro? :-)

dripping di pesce - gualtiero marchesi


quanto all'allievo, a mio vedere risulta più frizzante e accattivante del maestro, ma la mano si riconosce: la scuola è quella, mentre il talento è una sua dote personale. mi piace la sua maestria nel creare bellezza con pochi, semplici elementi. mi piace la purezza dei suoi piatti, tutta marchesiana, mi piace l'omissione di inutili fronzoli, mi piace la sua interpretazione dei grandi classici entrati ormai nella cucina di tutti i giorni.
questo non vi pare forse un cocktail di gamberi? :-)

cocktail di gamberi - paolo loprirore


sono due sottili fette di cocomero, una "gelata" e una a temperatura ambiente, con dentro eccellenti gamberi crudi, maionese leggera e scorzette amarissime d'arancia: un vero capolavoro anni '80 - restyling, do you remember my meeting? :-D

tornando al maestro, non speravamo di trovarlo ad erbusco, visti i suoi numerosi impegni un po' ovunque, e invece c'era! e a posteriori posso dire di esserne felice, perché senza la sua presenza non sarebbe stata un'esperienza "completa". ha prima fatto un rapido passaggio in sala, tanto per buttare un occhio, poi è improvvisamente riapparso al nostro tavolo bacchettando due miei commensali che mangiavano la cotoletta con forchetta e coltello: "no, si mangia con le mani! ho fatto i bocconcini per questo: per recuperare l'uso delle dita! altrimenti che le abbiamo a fare?" :-O

non è forse questa una cotoletta da divorare con le mani? ;-)

cotoletta alla milanese - gualtiero marchesi


il pranzo è iniziato con un aperitivo accompagnato da ottimi stuzzichini, tra cui una crocchetta di testina di maiale davvero eccellente. poi si è aperto il sipario: il lungo quadro sulla parete davanti al nostro tavolo si è sollevato, scoprendo una vetrata sulla splendida cucina.

il sipario


è iniziato lo spettacolo: per me dripping di pesce, raviolo aperto, salmone con rabarbaro e cetriolo, sorbetto alla fragola come predessert e "tre gusti per un dolce". e il sipario si chiude, fine dello spettacolo: ci congediamo con caffè e piccola pasticceria.

raviolo aperto - gualtiero marchesi


auguro a tutti gli appassionati come me di regalarsi, una volta ogni tanto, un'esperienza come questa, perché fa crescere, e fa apprezzare ancor di più il lato artistico, oltre a quello artigianale, della cucina.

02/07/08

qualcosa di giallozafferano ;-)













eccomi qua di ritorno da un lungo ed intenso week end gastronomico, in cui, fra le altre cose, ho avuto il piacere non solo di scambiare due parole con marchesi, ma anche di confrontare la cucina del grande maestro con quella di un grande allievo. riprendo dunque le mie spignattate antistress con il simpatico concorso di giallozafferano. la mia pasta fredda è un timido ed umile omaggio proprio al maestro: dopo un'esperienza del genere ci voleva un po' di "gioco" per elaborare tutte le emozioni provate, ma il bagno di cultura, sapori, colori e profumi resterà per me indimenticabile. ecco dunque il mio "dripping di pasta", ispirato al suo indimenticabile dripping di pesce: gazpacho, pasta, uova, cetriolo ed olio extravergine, ingredienti freschi e di stagione per giocare insieme :-)



"DRIPPING" DI PASTA

ingredienti per 4 persone

per il gazpacho:
600 gr di pomodori "cuore di bue" rossi
1 peperone rosso
1 cetriolo
mezza cipolla rossa media
mezzo spicchio d'aglio
80 gr di pane raffermo (solo la mollica)
3 cucchiai di aceto di vino bianco leggero
4-5 cucchiai di succo di barbabietole rosse
acqua q.b.
olio extravergine, sale, pepe bianco

per completare il piatto:
250 gr di pasta formato "calamarata" trafilata al bronzo
1 cetriolo
2 uova
foglie fresche di origano
olio extravergine

per il gazpacho (da fare il giorno precedente):
ammollare il pane con l'aceto ed acqua quanto basta a coprire. praticare un taglio a croce sul fondo dei pomodori, tuffarli in acqua bollente per 5-10 secondi, estrarli e spellarli, quindi togliere i semi. privare di semi e filamenti il peperone, sbucciare il cetriolo, tritare la cipolla, tritare l'aglio privato del germoglio interno, mettere tutto nel mixer coi pomodori e frullare bene. aggiungere il pane strizzato e frullare ancora. mettere il liquido in una profonda ciotola, aggiustare di sale, pepe e olio, unire il succo di barbabietola e frullare ancora col minipimer. filtrare al setaccio per eliminare eventuali bucce di peperone non tritate od altre piccole impurità: trasferire in frigo per un giorno

preparazione e composizione dei piatti:
lessare la pasta in acqua abbondantemente salata, scolare al dente, passare per qualche secondo sotto il rubinetto per fermare la cottura, trasferire in una ciotola, condire con olio extravergine, mescolare e lasciar riposare. nel frattempo, mettere le uova a temperatura ambiente in un pentolino con acqua a temperatura ambiente. portare ad ebollizione col coperchio e spegnere. lasciare coperto per 10 minuti, scolare e passare sotto l'acqua fredda, trasferire in freezer per 5 minuti, sbucciare. separare bene l'albume dal tuorlo, mettere in 2 ciotoline distinte, unire un cucchiaino d'olio per parte e setacciare. sbucciare il cetriolo, frullare con pochissimo sale e un filo d'olio, ripassare al minipimer e al setaccio per scolare il liquido in eccesso. riporre in freezer per qualche minuto, finché si prepara il resto. distribuire il gazpacho sul fondo di larghi piatti quadrati, disporvi la pasta, decorare a piacere con albume e tuorlo usando una siringa da pasticcere, riempire di cetriolo fresco alcuni "calamari", decorare con foglie di origano, sgocciolare olio extravergine sul tutto per terminare.

01/07/08

qualcosa in breve!

















ciao a tutti! scusate l'assenza, ma il mio week end gastronomico è stato lungo, intenso e per nulla tempestoso, bensì afosissimo! ma anche molto, molto appagante ;-) avrò modo di accennare (forse domani) all'argomento, intanto, nell'attesa, approfitto di questo minuto libero che ho per ringraziare tutti coloro che mi hanno dato dei premi nei mesi scorsi, sperando di non dimenticare nessuno:

yummiblogaward: passioneecucina

premio meme revolution: mirtilla, quelfottutobianconiglio, acquacotta, cookie-corner

premio arte y pico: evaluna

premio brillante weblog: lenny

premio Iloveyouthismuch award: dolcezza

premio al buen corazon: dolcezza

a tutti dico GRAZIE, grazie per avermi pensato e premiato con parole ogni volta lusinghiere ed affettuose nei miei confronti: SMUACCK! riassegno i premi ai mittenti e a tutti coloro che passando di qua fanno un sorriso, una riflessione, una risata fragorosa da scappare in bagno a far la pipì, o hanno qualunque altro sintomo di buon auspicio ;-P

concludo il post con l'elenco delle domande a cui rispondere del premio "buen corazon", per appagare la curiosità dei lettori in merito alla sottoscritta ;-)

Un colore: nero
Un numero: 7
Un libro: le città invisibili di italo calvino
Una canzone: almost blue di chet baker
Una pietanza: uhm... questa è difficile... pasta al pomodoro
Un dessert: crema pasticcera fredda a cucchiaiate
Un posto: castelluccio di norcia
Un film: into the wild
Un momento del giorno: la mattina
Blogs, forum o chat?: quel che mi interessa
Un punto di riferimento attuale: nessuno
Un punto di riferimento storico: gandhi
Un punto di riferimento nella finzione: la finzione non esiste (uhm... forse)
Un caffè: tre al giorno
Progetti immediati: presentare un paio di progetti...
Sei felice?: mi sforzo di esserlo!
Osi dire la tua età?: ovviamente sì! vado per i 31

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