31/01/08

qualcosa in dispensa...



...reclamava attenzione da un pezzo: un barattolo di salsa di sapa, pagato un occhio, che avevo cercato per mesi! poi l'ho trovato, comprato, e dimenticato nell'armadietto dove tengo tutti i miei intrugli. la sapa è detta anche mosto cotto o succo d'uva cotto: si usa come salsa per dolci e carni, come dolcificante, come ingrediente per l'aceto balsamico e per tanti altri usi che la fantasia consente. ne esistono di vari tipi ma non sono un'esperta! qualche post fa, mi aveva lasciato un commento il titolare di una piccola azienda che produce la sapa (o saba) mi pare a ferrara: spero di ritrovare il post e di ricontattarlo, così magari può darci qualche spiegazione in più :-)
la sapa che ho io viene dalla costa smeralda, ed è molto fluida: quella che avevo acquistato qualche anno fa era invece più densa. col risultato che l'ho divorata a cucchiaiate, tipo nutella :P
stavolta dunque, con questa sapa più liquida ho provato a fare un dolce, usandola al posto dello zucchero ed unendola allo yogurt di capra: l'asprigno di quest'ultimo ho pensato che si sposasse bene con la dolcezza della salsa; infine, per richiamare l'aspro latente dello yogurt, ho farcito la torta con una crema al pompelmo, una preparazione molto versatile perché si può fare con tutti i tipi di succo (ovviamente puro, senza zucchero né additivi) e perché è senza latte: chi fosse intollerante non esiti a segnarsela!

TORTA DI SAPA E YOGURT CAPRINO CON CREMA AL POMPELMO

ingredienti per una torta piccola (diametro 18)

per la torta:
2 uova
100 gr di farina 0
2 cucchiaini di lievito
4 cucchiai di sapa
1 vasetto di yogurt di capra
un pizzico di sale
circa 25 gr di burro

per la crema:
1 uovo
1 cucchiaio di fecola
1 cucchiaio di zucchero a velo non vaniglinato
1 grosso pompelmo
mezzo limone
un cucchiaino d'olio evo oppure un ricciolo di burro

in una ciotola mescolare bene i tuorli con la sapa e lo yogurt. a parte, montare gli albumi con qualche goccia di limone e tenere da parte. unire al composto liquido il burro fuso e mescolare bene, aggiungere il sale e la farina setacciata col lievito. unire gli albumi amalgamandoli lentamente con movimenti dal basso verso l'alto. versare in una tortiera imburrata e infarinata e cuocere per almeno 30 minuti a 160°: se necessario coprire oltre metà cottura per non far colorire troppo. fare la prova stecchino, nel caso lasciare la torta nel forno caldo e spento per qualche altro minuto. se raddoppiate le dosi, prolungate i tempi di cottura.

in un tegame mescolare l'uovo con l'olio, la fecola e lo zucchero, sbattendo bene per evitare grumi. a parte, spremere il pompelmo e il limone, setacciandone il succo. scaldare a fuoco basso il composto finché sia denso, unire un po' alla volta il succo e cuocere fino alla densità desiderata: si staccherà dalle pareti della pentola, diventando leggermente gelatinoso e sodo.

spaccare la torta quando fredda e farcire, decorando con gocce di sapa. è squisita!

29/01/08

qualcuno m'ajuta! (la nonna)


al bosco i corbezzoli son tutti caduti ormai. ma nell'aia di mia nonna quell'unico cespuglio, chissà perché, fino a domenica aveva ancora i suoi frutti. le galline, inspiegabilmente, ignoravano perfino le bacche cadute a terra: troppo facili da beccare? boh! comunque, facendoci largo fra le cacche e i pennuti, io e la nonna abbiamo pazientemente raccolto tutti i frutti maturi. e basta chiamarli corbezzoli!! in dialetto si chiamano "lellaroni" :-) sembravano pochi, invece hanno un peso specifico abbastanza elevato, e da un solo cespuglio abbiamo tirato fuori ben 2kg e 700gr di frutti :O la cosa più immediata che ho pensato di farci è stata la marmellata. mia nonna ha detto di averla fatta una volta, ma "con tutti quei semini me giva nfra la dentiera e me faceva tribb'la'!" :-D così ho provato a togliere i semini: sia mai che debba metter la dentiera anch'io un giorno...


CONFETTURA DI CORBEZZOLI (LELLARONI)

2700 gr di frutti maturi e puliti
700gr zucchero bianco
600gr zucchero di canna
1 mela
il succo di un limone

lavare e scolare i frutti, metterli in una pentola con lo zucchero bianco e lasciar macerare per una notte.
il giorno dopo, unire la mela a dadini e cuocere per 15 minuti. passare tutto al passaverdure col disco dai fori molto piccoli e rimettere sul fuoco, unendo il resto dello zucchero e il succo di limone. mentre la marmellata bolle pianissimo, metterne un po' alla volta in un colino e girare forte con un pestello di marmo: i semini si attaccheranno al pestello e la polpa cadrà nella pentola. procedere così fino ad esaurimento della pazienza :-)
bollire per circa un'ora, o almeno fino a raggiungere la consistenza desiderata, invasare in vasi sterilizzati, capovolgere fino a raffreddamento avvenuto. coi biscotti è una delizia!

25/01/08

qualcuno che conta e qualcosa che conta :-)




















prima parte

quando ho aperto questa specie di ricettario virtuale:
1) non pensavo che qualcuno avrebbe commentato i miei post, o almeno non così presto :-)
2) non pensavo di conoscere tantabelagente, come direbbe il gabibbo, animata della mia stessa passione (o cibomania, per i più osé)
3) non pensavo che si potessero pure vincere dei premi virtuali: beh, la cosa mi piace! :-) ringrazio tantissimo cookie (e chiunque altro eventualmente lo farà) per avermi messo nella sua lista del You make my day Award ... onoratissima!
se date un occhio, la lista dei blog/siti che clicco è lunghissima... questo vuol dire che da OGNUNO di voi/loro traggo ispirazioni, idee, sorrisi, informazioni, dritte, consigli e buoni motivi per essere contenta di aver aperto e tenere in vita questo piccolo diario.
detto ciò, copio la frase dell'award:
"Dai il premio a 10 persone che hanno un blog capace di trasmetterti gioia ed ispirazione,un blog che ti faccia sentire bene quando lo visiti.
Fai sapere a queste persone di averlo vinto lasciando un commento sul loro blog.
ovviamente questa cosa non continuerà in eterno: ci sarà un momento di saturazione del mercato degli award, in cui tutti ne avranno collezionato uno o più, e vivremo tutti felici e contenti :-) troppo ottimista? il punto è che... non me la sento di nominare 10 della mia preziosa lista ed escludere gli altri! troppo diplomatica? è la pura verità: consideratevi TUTTI nominati, e calorosamente ringraziati dalla sottoscritta :-)

***

seconda parte

ho inserito sulla destra (sì, proprio qui accanto... a destra in alto.. sì sotto le pere rosse... ecco, lì! :-D) un testo che sarà fisso. ovvero, tutti quelli che passeranno di qui se lo dovranno sorbire :-) è una sorta di lista della spesa per i prodotti di stagione, che verrà aggiornata ogni mese. ci tengo tanto, per vari motivi. brevemente: vengo da una famiglia contadina, e, senza parlare di cavoli privati di cui non interessa a nessuno, fino a quando sono andata a roma a studiare non ho mai mangiato qualcosa fuori stagione, semplicemente perché a casa mia non si coltivava né tanto meno si comprava. a roma, passando tutte le mattine attraverso il mercato, vedevo le arzille massaje tutte intente a scegliersi le zucchine più perfette e i peperoni più rossi. il tutto, ovviamente, in pieno inverno. beh io ho provato a comprare quella roba, ma del sapore intenso e aromatico che conoscevo neanche l'ombra. per non parlare dei prezzi: da capogiro. inoltre la frutta/verdura fuori stagione crea inquinamento, perché la fragola coltivata in serra a dicembre deve essere (oltre che appestata di conservanti) trasportata dalle serre situate chissàdove fino a, che so... a cantù, con puzzolenti emissioni atmosferiche dei camion che nessuno ama respirare a pieni polmoni. detto questo, invito tutti i simpa-amici in lettura, che RIPETO hanno appena vinto il simpa-award in massa (:-D) a fare un piccolo sforzo quotidiano, nei limiti del possibile, nello scegliere i prodotti di stagione, per salvaguardare questo povero pianeta rotante, le proprie tasche e le proprie papille gustative: se saremo sempre di più a farlo, piano piano le cose cambieranno. troppo ottimista? :-)

24/01/08

quanti buoni propositi!


















ohhh finalmente riesco a contribuire al diet-meme di fiordisale! il suo è un intento nobile: sfatare il mito che un piatto leggero debba essere anche sciapo, insapore, triste e brutto. niente di più falso! ah, altro mito da sfatare: che cucinare qualcosa di buono richieda necessariamente un sacco di tempo. falso anche questo: basta azzeccare gli ingredienti e le cotture (chiaro che un brasato non va bene!) e il tempo non sarà nemico. da persona che vive da sola da diverso tempo, ho pensato ad un piatto unico, tra l'altro molto economico: ceci, aringhe e prezzemolo sono ingredienti poveri ma gustosi. per sfatare l'ultimo mito: che cucinare un buon piatto costi necessariamente un'eresia.
con l'occasione, aggiungo un'altra nobile causa a questa: per chi non lo sapesse, in commercio esistono alimenti provenienti dalle terre confiscate alla mafia. se ne occupa liberaterra, un'associazione che riunisce cooperative di giovani che coltivano questi terreni, di proprietà dei comuni interessati e affidati alle cooperative in comodato d'uso gratuito. secondo me è un'iniziativa importantissima: facciamo in modo che resti viva e attiva acquistando i loro prodotti, che fra l'altro sono di ottima qualità :-)

ARINGHE AL VAPORE PROFUMATO SU CREMA DI CECI

ingredienti per 1 persona a dieta in modo intelligente:

100gr di filetti di aringa (sono 2 filetti)*
100gr di ceci in barattolo liberaterra
qualche anello di cipolla
un bel ciuffo di prezzemolo
un cucchiaino d'olio extravergine
un cucchiaino di aceto di mele oppure succo di limone
sale e pepe
tutti gli aromi possibili: rosmarino, alloro, maggiorana, timo ecc...

*per la stagionalità e la sostenibilità ambientale del pesce, consultate la colonna centrale di questo blog

adagiare i filetti, dalla parte della pelle, sulla grata per la cottura al vapore, in modo da poter chiudere bene con un coperchio. mettere tutti gli aromi nell'acqua (poca) della pentola, incoperchiare e cuocere: bastano 5-8 minuti. spegnere e lasciare coperto: gli aromi nell'acqua profumeranno delicatamente il pesce.
nel frattempo, versare i ceci con la loro acqua di salamoia in una pentola stretta ed alta con la cipolla. aggiungere acqua a coprire e cuocere finché siano molto morbidi. frullare al minipimer, aggiustare di sale.
frullare al mixer il prezzemolo col limone (o aceto) e l'olio. io non avevo tempo: andrebbe frullato ancora più fine di come ho fatto io, in modo da ottenere una specie di pesto.
impiattare disponendo uno strato di ceci livellato con una spatola, il prezzemolo a righe e i filetti di aringa, ai quali andrà tolta la pelle.

CALORIE:
aringa 190
ceci 56
olio 40
altro 14
TOTALE 300

AGGIORNAMENTO: l'amica enza mi suggerisce di specificare che i prodotti liberaterra si trovano facilmente nei supermercati coop e ipercoop.

23/01/08

qualcosa che non c'è... più! :-P


"nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma", disse giustamente il grande lavoisier. così le meline dei miei nonni: quelle che non sono cadute nella mia bocca ed in quelle degli amici passati a casa mia, si sono trasformate in un dolce al cucchiaio veramente goloso. per di più non particolarmente grasso, per essere un dolce: stavo quasi pensando di dedicarlo al diet-meme di fiordisale, ma poi ho pensato che posso fa' de mejo quanto a calorie va' :-P dicevo, dolce facile e buono, fatto con ingredienti che avevo in casa (w il riciclo) nonché soggetto a molte possibilità di variazioni sul tema, che me piacciono 'n bel po' :-) un grazie di cuore a tutti quelli che mi hanno dato preziosi consigli su come usare questi frutti: avrò modo di applicarli, visto che nessuno ha tagliato quegli alberi, e visto che mia madre per lavoro vende mele ^_^'


BUDINO MORBIDO DI MELE, BAILEYS E MARRON GLACE'


dosi per 3 bicchieri di budino

75 gr fecola patate
250ml di baileys
50ml di latte intero
un ricciolo di burro
250gr di mele mondate
3-4 marron glacé
1 cucchiaio scarso di zucchero di canna
1 bastoncino di cannella
1 uovo
granella di nocciole
granella di zucchero
acqua

mettere a bagno i marron glacé nel latte, mentre si prepara il resto.
cuocere le mele tagliate a dadini con un ricciolo di burro, la cannella, lo zucchero di canna ed acqua quanto basta a coprire. quando sono morbide e prive di liquido, togliere la cannella e frullare finemente al mixer unendo il latte ed i marron glacé.
in un pentolino antiaderente, con spandifiamma e fuoco bassissimo, addensare la fecola col baileys mescolando ininterrottamente, fino al formarsi di una crema soda e liscia che già da sé è uno spettacolo.
lasciar raffreddare quasi completamente la crema e nel frattempo sbattere l'uovo in un ciotolino, quanto basta per amalgamare tuorlo ed albume.
unire adesso le tre preparazioni (mele, bailays e uovo), mescolare bene e rimettere sul fuoco sempre bassissimo e con spandifiamma. cuocere per qualche minuto, finché la crema "fuma", sempre mescolando. versare in bicchieri e riporre in frigo per alcune ore. servire con granella di zucchero e nocciole.
VARIANTE: versando il liquido in un recipiente graduato, misurarne la quantità e disciogliervi la giusta quantità di colla di pesce (ammollata e strizzata), come riportato sulla confezione: si otterrà un budino sodo.
ALTRA VARIANTE CHE PROVERO' (forse) STASERA: cuocere in forno a bagnomaria la crema in stampini di silicone, sperando che si assodi! c'è l'uovo: dovrebbe funzionare ;-) AGGIORNAMENTO: ha funzionato! anzi, il risultato è ulteriormente migliorato: una consistenza soda e per niente viscida come a volte risultano i budini :-)

22/01/08

qualcuno è in ritardo! (io...)



per mancanza di tempo, ho zompato a piè pari il carbonara-day. ho zompato pure il carbonara-the-day-after che mi ero ripromessa... vale lo stesso la carbonara il 21 gennaio? :-P qualche mese fa ho mangiato un appetizer molto sfizioso in questo splendido ristorante: era un rigatone fritto e ripieno di sugo all'amatriciana. volevo assolutamente provare a farlo prima o poi... finalmente ieri sera ne ho avuto la possibilità. non sapendo esattamente come procedere, ho lessato una manciata di pasta, ne ho scolata un po' a metà cottura e il resto al dente. meglio la seconda: quella cotta a metà è rimasta troppo dura dopo la frittura. l'altra invece si è cotta bene: non è venuta leggerissima come quella originale (sigh... ma come hanno fatto?) però la croccantezza c'era. e, tutto sommato, me pare 'na bella ricettina :-) chiamarla "carbonara" però mi sembra irrispettoso... vediamo se trovo un nome più adatto:






METACARBONARA CON LARDO, CAPRINO E BROCCOLI

6 mezze maniche a testa
3 fette di lardo stagionato alle erbe a testa (io avevo il lardo di sauris, che è divino...)
1 fettina di guanciale molto sottile a testa
poca cipolla
1 broccolo ogni 3 persone
1 uovo ogni 2 persone
1 robiola di capra ogni 2 persone
pecorino grattugiato a volontà
olio extravergine
olio di semi di mais per la frittura
sale
pepe nero appena macinato

cuocere i broccoli al vapore conservando l'acqua, nella quale, aggiustando di sale, cuocerete la pasta scolandola al dente.
preparare il ripieno per le mezze maniche:
rompere le uova in una ciotola, mettendo da parte un po' di albume, che monterete a neve (diciamo 1/3 degli albumi): servirà per i broccoli. condire le uova col pepe e poco sale, unire il pecorino a cucchiaiate, un po' alla volta, fino ad ottenere una consistenza cremosa. passare tutto al mixer per rendere ancora più fine e senza grumi. conservare in un pentolino a bagnomaria con acqua tiepida finché si prepara il resto.
in una padella, soffriggere pochissima cipolla col guanciale, unire i broccoli, aggiustare di sale e saltare per pochi minuti. frullare tutto unendo la robiola di capra e l'albume montato a neve.
disporre la mousse di broccoli in un bicchiere.
friggere la pasta in abbondante olio caldo per pochissimo tempo: quando sollevando i rigatoni con una pinza da cucina sentirete che sono duri, allora è pronta. non deve dorare altrimenti indurisce.
asciugare al volo, disporre subito la pasta sul piatto, farcire con la crema di carbonara tiepida, arrotolare il lardo intorno ai rigatoni e servire. ah, per tappare il fondo dei rigatoni, si può usare un pezzettino di pecorino, o un pizzico di robiola.
anche senza broccoli, è un ottimo finger food :-)

21/01/08

qualcosa che non c'è: proposte pliiis :-)

















è una canzone bellissima di elisa, ma è anche una mela in via d'estinzione. pare che infatti queste piccole mele, che mio nonno coltiva da decenni nel suo frutteto, appartengano ad una specie rarissima, ormai introvabile. per rendere l'idea della loro piccolezza le ho fotografate insieme ad un'arancia. il nome della specie? boo... non ne ho idea. sono informazioni che ci ha dato un agronomo che qualche tempo fa le ha viste, ma la memoria mi è fallace. ora, a parte la rarità del frutto, sempre di mele si tratta. prima che avvizziscano nel mio monolocale, cosa ci faccio? aiuto!! pensavo alla marmellata di mele e bacche di ginepro che mi piace tanto, ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensino gli amici golosi in lettura :-)
caratteristiche: hanno un gusto dolcemente acidulo e una consistenza soda, poco granulosa; buccia sottilissima e deliziosa: peccato sprecarla.
dichiaro aperte le consultazioni!

18/01/08

qualche esperimento per non sprecare...















...i tantissimi semi di papavero che avevo cotto (o meglio, insaporito con latte, miele, cannella e cedro). anzi, a dire il vero era questa focaccia lo scopo "primo" dell'uso dei miei semini ormai prossimi alla scadenza (c'avevano armasto 'no sciampo, come si dice da 'ste parti :-)). volevo usare la caciotta "brancaleone da norcia" che avevo già sbocconcellato qui, nonché gli albumi avanzati dalla preparazione della crema. insomma, cornetti&focaccia&fonduta si sono rincorsi negli ultimi giorni sgraffignando l'uno all'altro qualche ingrediente. ergo, ho provato a fare una focaccia con solo albumi, sia mai che risparmiassi due grammi di colesterolo ;-) gusto interessante: la cannella sta bene col formaggio, il miele pure ovviamente, e nel complesso devo dire che mi sia proprio piaciuta, anche perché mi interessano molto i gusti ambigui (dolce? salato?) nonché le consistenze variabili (morbido, croccante, et-cetera et-cetera). ah, bon uic-end!

FOCACCIA SPEZIATA AL FORMAGGIO E PAPAVERO

ingredienti per una focaccia che entra in un fornetto come il mio:

2 albumi
80gr di caciotta mista
2 cucchiai di parmigiano appena grattugiato
4 cl di olio extravergine
5 cl di latte intero
100 gr di farina 00
sale
pepe nero appena macinato
1 cucchiaino colmo di lievito istantaneo per pizze (si può dire "pizzajolo paneangeli"?)
semi di papavero cotti come illustrato qui

unire in una ciotola gli albumi con l'olio e il latte, mescolare bene. setacciare il lievito e la farina insieme, unirvi il parmigiano e la caciotta tagliata a dadini molto piccoli. mescolare con una frusta schiacciando ulteriormente il formaggio, salare e pepare abbondantemente. unire adesso i liquidi e mescolare bene. versare subito in una teglia ricoperta di carta forno e livellare, cospargervi sopra i semi di papavero livellando ancora, cuocere a 170°-180° fino a doratura.

io ho lasciato raffreddare, ho tagliato a cubetti e capovolto i cubetti uno sull'altro, infilzandoli con degli stecchini. hanno un bel sapore "mediorientale"... e poi quando coi dentini si becca un pezzo di cedro è una vera goduria!

17/01/08

qualcosa d'altri






la mercante di spezie (che ringrazio e saluto caramente :-)) qualche giorno fa ha postato una ricetta velocissima per fare la pasta sfoglia: la "sfoglia dei poveri", secondo la definizione di sua nonna. beh, a parte la storia bellissima di questa ricetta, che potete leggere sul suo blog, si tratta di una preparazione rapida ed efficace. certo, il risultato non sarà identico a quello di una sfoglia fatta coi giri & rigiri, ma è comunque molto molto mooooolto soddisfacente :-D
e questa è la prima parte.
poi c'è la storia dei semi di papavero: l'altra sera ne ho cotti una valanga pensando di farci una pizza, e invece ancora non ne ho avuto il tempo... speriamo che si conservino un altro po'! avendone così tanti ho pensato di utilizzarli per i cannoli, insieme alla crema al limone.
bel risultato: la sfoglia è sublime, la crema pure, e i semini ci stanno benissimo :-) ed ecco la mia colazione di stamattina, con una bella tazza di tè verde...


CANNOLI DI SFOGLIA POVERA CON CREMA AL LIMONE E PAPAVERO AL MIELE


per la sfoglia:
lavorare velocemente 250gr di burro con 25ogr di farina e 250gr di ricotta, un po' di zucchero (io ne ho messo solo un cucchiaino perché la volevo abbastanza neutra); formare una palla e mettere in frigo per mezz'ora. stendere su un piano infarinato, formare i cannoli con le formine d'acciaio e infornare in forno caldissimo (almeno 230°) fino a doratura. io o fatto metà dose e son venuti una decina di cannoli.


per la crema:
scaldare mezzo litro di latte con una buccia di limone, poi da rimuovere, e un cucchiaino scarso di miele. a parte, montare 4 tuorli con 100gr di zucchero e 40 gr di farina 00. versarvi adesso il latte a filo mescolando bene. rimettere sul fuoco e bollire piano, mescolando per 2 minuti. trasferire in una ciotola coperta di pellicola per evitare la formazione della pellicina.


per il papavero:
scaldare 250gr di latte con due cucchiai di cedro candito triturato ed ammollato in liquore, un cucchiaio di miele e un bastoncino di cannella, poi da rimuovere. versarvi 150gr di semi di papavero e cuocere fino a completo assorbimento del latte. è tantissimo: lo userò per qualcos'altro :-)

farcire i cannoli con la crema fredda, alternando a piccole spruzzate di semi di papavero.

16/01/08

qualcosa di me-me



















uff... mannaggia sereeeeeeeeeeeeeeeeee che m'ha tirato dentro a questa cosa del meme su se stessi... ma io ho un'immagine da manterere! ma inZZZomma! :-P comunque, alla fine è stato pure divertente...
che devo fare? ah: qui c'è l'elenco dei mesi, e sotto riporto il mio, novembre, tradotto nelle parole meno comprensibili, e commentato parola per parola. se vi annojate, cambiate canale :-)
ah, attenzione: 12 s-fortunati stanno per essere coinvolti in questa cosa... non ho tempo di verificare se già altri l'abbiano coinvolti, per cui: a chi tocca 'n se 'ngrugna!
eccoli:
miciapallina
il gatto goloso
basilico
enza
caravaggio
aiuolik
gallina
aracoco
cipolla
gloricetta
adina
dolcetto
(ihihihihhh!!)


AH! ecco il mio mese: novembre

- Has a lot of ideas. già, sempre una di troppo...
- Difficult to fathom. difficoltà ad andare fino in fondo? una fatica mostruosa! però alla fine la spunto...
- Thinks forward. yes, guardo avanti. ho imparato a farlo alle elementari: per non guardare avanti ho dato 'na capocciata clamorosa su un albero...
- Unique and brilliant. mo' non esageriamo...
- Extraordinary ideas. sì, il nobel per la pizza :-)
- Sharp thinking. acuta come una punta di spillo
- Fine and strong. come una birra?
- Clairvoyance. eccone un altro che mi dà della strega!
- Can become good doctors. azz.. ho sbajato lavoro...
- Dynamic in personality. sì, ma che vor dì?
- Secretive. ho i segreti di uno 007
- Inquisitive. curiosissima, già
- Knows how to dig secrets. dei segreti abbiam già detto...
- Always thinking. se ci fosse un tasto rosso me lo spegnerei volentieri, il cervello, ogni tanto :P
- Less talkative but amiable. ma se non m'azzitto mai!!
- Brave and generous. 'na pia donna
- Patient. pure troppo
- Stubborn and hard-hearted. testa di mulo e cuor di leone: un incrocio horror!
- If there is a will, there is a way. volere è potere: il mio proverbio preferito
- Determined. sì sì anche qui, già detto.. oh finora parrebbe quasi ch'i' non abbia difetti... quando arriva la parte brutta?
- Never give up. pare 'l titolo de 'na canzone :-) ripeto: volere è potere!
- Hardly becomes angry unless provoked. no no, m'inalbero ben bene in certi casi...
- Loves to be alone. solo quando non c'è nessuno :P
- Thinks differently from others. questa pare la pubblicità della pepsi :D toglierei le ultime 3 parole e lascerei la prima: è suff.
- Sharp-minded. furba? chi, io?
- Motivates oneself. beh, ci provo
- Does not appreciate praises. vero: apprezzo di più il confronto costruttivo che non gli sterili elogi
- High-spirited. amen
- Well-built and tough. ricompare il mitologico incrocio fra un mulo e un leone..
- Deep: che non è il famoso attore jonny (depp): se è il contrario di superficiale, sì, lo accetto
- Romantic. oh oh: qui si va nel privato! ma sono una che ha un sacco di segreti, e con questa scusa glisso la questione :P
- Uncertain in relationships. e che vuol dire? perché, qualcuno è forse certo delle proprie relazioni?
- Homely. in che senso? che amo stare in casa? no, amo viaggiare. oppure che sono alla mano? pare di sì... uff maledetto dizionario dei sinonimi!
- Hardworking. quando non cazzeggio, lavoro come un mulo col cuore di leone :-)
- High abilities. so camminare su una mano a occhi chiusi e tenendo un acino d'uva fra i mignoli dei piedi :P
- Trustworthy.fedele o attendibile? va beh, ma sì... direi entrambi
- Honest and keeps secrets. aridaje coi segreti... già detto: muuuta sono :P
- Not able to control emotions. verissimo
- Unpredictable. imprevedibile, già... è un difetto? ah! siamo alla fine? beh allora non è andata tanto male... andrò all'inferno? ^_^'

15/01/08

qualche intruglio per smaltire avanzi (& chili di troppo)

non che mi senta una cicciona, per carità... sarebbe una balla. però le feste mi hanno reso un po' insofferente alle abbuffate, che tra l'altro sento di non aver fatto (tranne una) ma le ho viste fare (e ho pure contribuito in cucina :-P). insomma, basta: chissenefrega dei (2) chili di troppo! parliamo del riciclo degli avanzi, che è più importante, e dell'uso di quelle cose, mezze avviate o mezze "invecchiate", che stanno in frigo da un po' e rischiano di andare a male. come un pezzo di formaggio, un uovo, un finocchio... tutte cose che prese singolarmente non sfamano un pulcino, ma messe insieme magari sì :-) metto le virgolette al nome del piatto per non rischiare di ledere la sensibilità dei nordici, che proverebbero sicuramente un brivido di orrore a veder chiamare "fonduta" la pappetta gialla che ho mangiato ieri sera! però ha un sapore interessante: il finocchio rinfresca molto al palato, e contrasta bene con la piccantezza del curry. uovo e formaggio rendono cremoso il tutto, senza prevaricare.

"FONDUTA" DI FINOCCHIO, CACIOTTA E UOVO AL CURRY

1 pezzo di caciotta semistagionata mista mucca&pecora (io ho usato la "brancaleone" di norcia :-))
1 uovo
1 finocchio
parmigiano grattugiato
brodo vegetale
cipolla
curry
sale
olio evo
pane croccante da intingere

in una pentola fonda e stretta, soffriggere in pochissimo olio extravergine qualche anello di cipolla tagliata sottile. unire i finocchi, lavati e affettati, girare qualche minuto e coprire completamente di brodo. chiudere la pentola e cuocere a fuoco lento, finché i finocchi siano morbidissimi. aggiustare di sale, frullare col minipimer, unire il formaggio a dadini (più ne mettete, più è buona, meno è "dietetica" ma chissene...), accendere la fiamma bassissima (o meglio, a bagnomaria) e cuocere mescolando finché il formaggio sia sciolto. nel frattempo sbattere l'uovo con due forchette, un pizzico di sale e uno di parmigiano. quando la "fonduta" è pronta, unire l'uovo e un bel pizzico di curry, girare per amalgamare e servire in ciotole calde, accompagnate da pane croccante.

14/01/08

qualcosa che scrocchia!


adoro le cremine, le salsine, le moussine le zuppine... sì ok, ma finché ho la fortuna di avere denti funzionanti e sani (nonostante i dolciumi :-P) sgranocchiare qualcosa di croccante non mi dispiace affatto... prendiamo ad esempio il cioccolato di modica: scrocchia sotto i denti perché la sua lavorazione è fatta a crudo, per cui i cristalli di zucchero non si sciolgono e restano integri. conosco molte persone a cui non piace, perché ha una scioglievolezza molto diversa da una normale cioccolata, assimilabile più a quella di una zolletta di zucchero. a me piace moltissimo: il modo migliore per degustarla (secondo me eh!) è quello di staccarne un pezzetto e lasciarselo sciogliere in bocca: gli aromi a quel punto si sprigionano poco a poco, e alla fine resta solo qualche briciola da scrocchiare :-) detto ciò, avevo una tavoletta di cioccolato dell' antica dolceria rizza aromatizzata alla menta selvatica che reclamava attenzione da mesi. ne avevo mangiata solo 1/4, non perché non mi piacesse, ma perché si trovava in lista d'attesa insieme a taaaaante altre stecche di cioccolata & dolciumi vari. con la tavoletta rimanente ho cercato di fare dei biscotti che mantenessero (più o meno) la consistenza della tavoletta. ah, per onorare ulteriormente l'artigianalità della mitica cioccolata modicana, mi son fatta il burro in casa con un metodo semplicissimo e l'ho usato per i biscotti :-)

BISCOTTI MODICANI ALLA MENTA SELVATICA & BURRO FATTO IN CASA

ingredienti per pochi ma spessissimi biscotti

3/4 di tavoletta da 100gr di cioccolata modicana alla menta selvatica
3 cucchiai colmi di zucchero
180gr di farina 00 (più eventualmente un cucchiaio)
100 gr di burro fatto in casa*
un bel pizzico di sale di mothya a granelli medi
1 cucchiaio colmo di cacao amaro

*per il burro: in un contenitore dai bordi alti, montare della panna fresca di ottima qualità (ben fredda di frigo) con le fruste elettriche. quando la panna è spumosa, continuare a montare per diversi minuti, finché sul fondo si depositerà un liquido opaco (una sorta di latticello non fermentato, che non si butta!), mentre sulla parte superiore si accumuleranno dei granelli pastosi. questo è il burro: fermare le fruste e raccoglierlo con le mani strizzandolo bene un po' alla volta, formando un panetto da riporre in frigo, in un recipiente chiuso. con 500ml di panna si ottengono (a occhio.. non l'ho pesato!) circa 220gr di burro, che sarà tanto più buono quanto più la panna sia di ottima qualità.

per i biscotti:
in un mortaio di marmo, pestare la cioccolata di modica riducendola in polvere (avrei potuto farlo col mixer, ma il mortaio mi diverte di più :-))
riunire in una ciotola il burro, lo zucchero, la cioccolata sbriciolata, il cacao, il sale e amalgamare con le mani. unire la farina un po' alla volta, finché non si riesca a formare un cilindro compatto e regolare di diametro 4cm, che va avvolto nell'alluminio e riposto in frigo per diverse ore.
tagliare i biscotti allo spessore di 1cm, non un millimetro di meno. infornare a 170° per 10-12 minuti, finché si formeranno delle crepe. sfornare e raffreddare su una gratella.

risultato:
scrocchiano davvero! e la menta selvatica si sente molto bene. il procedimento è simile a quello per fare i sablé a cioccolato&fior di sale di pierre hermé, che non mi abbandonano più da quando un anno fa li ho fatti per la prima volta :-)

10/01/08

qualche volta ci vuole...

















...un contrattempo: spesso da un cambio improvviso di programma può venir fuori anche qualcosa di inaspettatamente buono. praticamente un modo prolisso per dire: "non tutto il male vien per nuocere" :-) male poi? no, direi bene: non avevo cucinato questo tonno causa improvviso (nonché gradito :-)) invito a cena di un amico. così, mentre io me la spassavo al ristorante, il mio tonno si lasciava placidamente marinare in frigo. il giorno dopo, l'ho ripescato dalla sua ciotola e l'ho fatto così:

TONNO MARINATO E SCOTTATO CON SABLE' DI CAPPERI

dosi per 1 persona: moltiplicare a piacere!

per il tonno:
tagliare il trancetto a fette spesse quasi due centimetri. marinarle nel succo di un limone, olio extravergine, abbondante erba cipollina e uno spicchio d'aglio intero e con la buccia. riporre in frigo, al chiuso.
il giorno dopo, scolare le fette dalla marinatura e tenere da parte mentre si prepara...

il sablé:
dissalare un pugno di capperi (quelli grandi, col picciolo e i semi) sotto l'acqua corrente, frullarli al mixer, mettere il frullato su di un colino e spremere bene per eliminare eventuale liquido. unire ai capperi lo stesso volume di burro e il doppio del volume della farina. mescolare velocemente formando una palla morbida, disporla schiacciando bene in uno stampino rotondo di silicone, cuocerla in forno a 180° per 10-12 minuti, o finché sia colorita. sformare, attendere un minuto, tagliare in 4 spicchi.

preparazione:
scottare, in una padella antiaderente appena unta d'olio e ben calda,le fette di tonno per 8-10 secondi su ogni lato e sui bordi: all'interno resteranno rosa.
disporre sul piatto le fette più grandi a trancetto irrorate d'olio extravergine, e la coda, ulteriormente tagliata, sugli spicchi di sablé.

risultato: buonissimo! il trancetto che avevo era la coda del tonno: pesava in tutto 130 grammi ed era proprio adatto per essere fatto così. infinite varianti sono possibili, specie con il sablé di capperi: l'ho barbaramente improvvisato e invece mi è piaciuto moltissimo :-)

08/01/08

qualcosa di raro, ma chissà che...

polentaroveja



...non si trovi anche dalle parti vostre, in qualche bel negozio di specialità alimentari? sto parlando della roveja (o rubiglio, o corbello), un antichissimo e quasi scomparso legume, praticamente un pisello selvatico. è abbastanza diffuso soltanto in valnerina, che fra legumi, salumi, tartufi, formaggi e paesaggi naturali è una sorta di commovente paese della cuccagna. almeno una volta nella vita (specie a giugno) val la pena farsi il viaggio.. :-) detto questo, la roveja di Cascia (presidio slow food) si trova sia intera, sotto forma di piselli secchi multicolore, sia in farina. ne ho comprata un sacchetto qualche mese fa ad una fiera, ma già la conoscevo, solo che la prima volta ne ho comprata una più economica e senza presidio. differenze sostanziali poche, anche se quella più costosa m'è parsa più fine nella grana e leggermente più saporita: quanto basta per preferirla. certo, 4 euro per 250grammi sono tantissimi... vedremo! cosa si può fare con questa farina? qualsiasi cosa: la polenta (o farecchiata), i biscotti, le focacce: valgono tutte le regole delle altre farine, tenendo conto che in più è priva di glutine. io l'ho usata eseguendo alla lettera la ricetta più tradizionale che c'è: farecchiata con acciughe ed aglio. val la pena assaggiarla: ha un sapore che somiglia un po' alle fave, un po' ai piselli, un po' a chissàche; ha un profumo di erba tagliata e una consistenza cremosa ma per nulla appiccicosa. e poi: non siete curiosi? :-)

FARECCHIATA: POLENTA DI ROVEJA CON LE ACCIUGHE

ingredienti per due curiosi non troppo affamati

100gr di farina di roveja
600ml d'acqua
olio extravergine
1 spicchio d'aglio
6 acciughe sotto sale
una grattugiata di pecorino stagionato
sale grosso

mettere l'acqua in una pentola antiaderente dai bordi alti, aggiungere un po' di sale grosso (non troppo: le acciughe son già saporite) accendere il fuoco e disciogliervi subito la farina, versandola poco a poco e mescolando con una frusta. continuare la cottura facendo bollire a fuoco bassissimo e mescolando spesso per circa un'ora se fate grandi quantità, ma basterà mezz'ora per due-tre porzioni. nel frattempo, aprire e spinare le acciughe, dissalare per una mezz'ora in acqua fredda, soffriggere in olio e.v.o. lo spicchio d'aglio e metà delle acciughe (che si scioglieranno), tenendo da parte le altre per la presentazione. quando la polenta è pronta, bella soda, cremosa e priva di grumi, saltarla in padella con l'intingolo preparato, servire calda con le acciughe rimaste e una lieve spolverata di pecorino. se piace (o se non siete a dieta...) ci sta benissimo una fetta sottile di lardo... :-)
IL GIORNO DOPO: la polenta avanzata, tagliata a fette impanata e fritta o rimessa al forno col pecorino a scaglie, è una roba da urlo!

07/01/08

qualcosa in cui credo

qualche buona novità

trilite

forse potrà sembrare cosa strana (beh... forse lo è!) ma in umbria, negli ultimi anni, sono nati e cresciuti alcuni allevamenti di struzzi. anche noi in famiglia c'abbiamo provato, una decina d'anni fa: abbiamo dovuto smettere per motivi del tutto personali, ma chi ha potuto farlo con costanza ed impegno ha ottenuto, pur a fronte di sacrifici, dei buoni risultati. ricordo che quando la nostra femmina di struzzo ha fatto le prime uova, mia madre mia nonna ed io abbiamo cucinato per una giornata intera per consumarne una sola: 1 uovo di struzzo equivale a circa 24 uova di gallina! :-O la pasta e i dolci fatti con questo uovo risulteranno più chiari: il tuorlo è giallo anziché rosso, ma quanto a sapore le differenze non sono sostanziali. per quanto riguarda la carne, è un prodotto ottimo perché quasi privo di colesterolo: fibre tenere, scure, gustose. in un grande punto vendita che si trova dalle parti del mio paese sono in vendita sia carni fresche che uova ma anche salumi: ho provato la coppa, ieri sera, ed era veramente buonissima. è venduta a tranci sottovuoto alti un centimetro abbondante, quindi ideale da fare a cubetti e gustare con un po' di carta musica. la foto è un trilite, in omaggio a chi mi dà dell'"architetto fotografico" :-)))

04/01/08

qualcuno conosce...



... il sito di taccuini storici? è un interessantissimo portale che raccoglie ricette tradizionali di tutti i tempi, da roma antica ai giorni nostri. è davvero importante, secondo me, mantenere viva la memoria storica di ciò che mangiavano i nostri avi; primo, per non cucinare emerite schifezze ;-) secondo, e soprattutto, per scoprire o riscoprire sapori che per il nostro palato potrebbero essere delle vere sorprese. non ho provato molte delle ricette pubblicate sul sito, ma ce n'è una, semplice e golosa, a cui sono particolarmente affezionata perché è davvero di grande effetto: la frittata all'arancia. l'ho fatta diverse volte, ogni volta con qualche piccola variante: oggi a pranzo, essendo da sola a casa, l'ho fatta solo per me, aggiungendovi il cavolo cappuccio (ovviamente riciclato, o meglio avanzato crudo e chiuso in busta!), ed è venuta eccezionale come e più del solito! ah, attenzione: nel sito quasi mai si danno delle dosi precise: bisogna sapersi regolare, ma anche questo renderà divertente il gioco, e la ricetta risentirà della sensibilità di ciascuna mano che la esegue :-)

FRITTATA ALL'ARANCIA E CAVOLO CAPPUCCIO

ingredienti per 2 persone, così non impazzite a grattugiare mezza arancia

2 uova
1 cucchiaio molto scarso di parmigiano
1 cucchiaio di farina
olio e.v.o.
1 arancia (buccia e succo)
una bella manciata di cavolo cappuccio finemente tagliato
sale
pepe
coriandolo, se gradito

grattugiare l'arancia e mettere da parte la buccia.
spremerne il succo e disciogliervi accuratamente la farina.
rompere le uova, condirle con sale, pepe, coriandolo, buccia d'arancia grattugiata, parmigiano, farina&succo, e mescolare senza sfibrare troppo, e soprattutto senza che si formi la schiuma.
nel frattempo, appassire nell'olio la manciata di cavolo cappuccio, salando alla fine, nel padellino in cui dopo farete la frittata. togliere i cavoli, ungere di nuovo il padellino se necessario, mescolare cavolo e uovo, versare subito nel padellino caldo uniformando la superficie e cuocendo a fuoco bassissimo finché sia ben cotto il primo lato. rovesciare la frittata (io la rovescio in un'altra padella, così non sbaglio!) e cuocere stavolta a fuoco vivo il secondo lato per pochissimi minuti. servire tiepida: è squisita!

qualche altro riciclaggio natalizio

questi biscotti sono nati lo stesso giorno di quelli alla banana. però, per motivi di priorità (mie :-)) li iscrivo nella mia "anagrafe del disordine" solo adesso. primo riciclo: i tuorli. per fare i famosi torciglioni (di cui prima o poi posterò la ricetta...) serve solo l'albume. ne abbiamo fatti tantissimi: erano avanzati 9 tuorli! con quel ben di dio c'è scappata una crema di zucca&uovo, due teglie di biscotti alla banana e due di biscotti all'arancia e pepe :-) secondo riciclo: le mandorle. per i torciglioni servono tante mandorle. ne erano avanzate un bel po': ci sono scappati i cubetti al cioccolato e i biscotti all'arancia, pepe e mandorle :-) terzo riciclo: le bucce d'arancia. la mamma insegna di bere tante spremute durante l'influenza... con tutte le arance che ho fatto fuori ci sono scappate due teglie di biscotti all'arancia, pepe&mandorle :-) mai buttare la buccia degli agrumi: se li pelate o grattugiate prima di usarli, conservando le bucce in una scatolina ermetica da frigo, si mantengono diversi giorni, e sono sempre a disposizione! Detto questo, i biscottini di cui sotto sono facili, come tutti i biscotti, gustosi e sfiziosi: il pepe ci sta benissimo!

BISCOTTI ALL'ARANCIA, PEPE & MANDORLE

per due teglie di biscotti

2 tuorli
300 gr di farina 0
150 gr di burro
60 gr di zucchero bianco + 2 cucchiai per rotolare i biscotti
40 gr di zucchero di canna a grana abbastanza grossa
buccia grattugiata di 1 arancia
un cucchiaio di succo d'arancia
un pizzico di sale
una bella macinata di pepe nero
cannella
mandorle tostate a scaglie

spezzettare il burro, unirvi lo zucchero (60 + 40) e schiacciare grossolanamente con una frusta. unire adesso le uova, l'arancia, il sale, il pepe e e un po' alla volta la farina, mescolando con le mani non troppo a lungo. formare un cilindro, arrotolare nella carta forno e riporre in freezer per 10-15 minuti. srotolare, tagliare i biscotti, rotolarli nei 2 cucchiai di zucchero mescolati a una bella spolverata di cannella, schiacciarvi sopra una scaglia di mandorla, infornare a 180 per 10-12 minuti, asciugare per qualche ora su una griglia, conservare al chiuso.

02/01/08

qualche cucchiaiata arancione


il primo post del nuovo anno è dedicato al mio colore preferito: l'arancione! ma come, non era il rosso? eh no, quello era per confondere le idee :P dunque... mio nonno aveva un campo di zucche, che son state premurosamente raccolte e depositate in magazzino per farle maturare/conservare; dopo di che, negli ultimi due-tre mesi, ci stiamo (mi sto, quando vado dai miei) impegnando a cucinarle tutte prima che vadano a male. fino a pochi anni fa dalle mie parti solo i maiali mangiavano le zucche: se lo sanno i ferraresi è la fine! :D invece sono ortaggi gustosi e versatili: ormai credo che nessuno possa dire di non aver mangiato una crema di zucca. qualche sera fa, nel pieno della mia influenza, con un pezzo di zucca prelevato da un esemplare di 15 kg, mi son fatta 'sta bella cremina calda, arricchita con ingredienti che avevo in casa, per amor di riciclaggio e disprezzo per lo spreco come al mio solito ;-) il tuorlo era avanzato dai torciglioni (dolci tipici di natale per i quali serve solo l'albume), mentre le noci di macadamia stavano nella mia dispensa da un paio di mesi (sono squisite palline salate/oleose tipo grosse nocciole, si trovano nei sacchetti come le arachidi).

CREMA DI ZUCCA & TUORLI CON NOCI DI MACADAMIA

soffriggere in poco burro una manciata di cipolla bianca affettata in modo sottile. unire la zucca tagliata a dadini e mescolare per un minuto. coprire, attendere che si formi un po' di liquido a fuoco basso, unire brodo di verdure ben caldo quanto basta a coprire per metà la zucca, cuocere col coperchio chiuso e poi mezzo aperto finché i dadini siano teneri. insaporire con sale, pepe e noce moscata, frullare col minipimer. unire adesso il tuorlo e frullare di nuovo. riaccendere il fuoco facendo riprendere il bollore per assodare un po', servire con noci di macadamia grossolanamente sminuzzate.

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