13/01/09

qualcuno vuole un goccio di biscotti?


il titolo assurdo significa che sto parlando di ciambelline al vino, o meglio "tisichelle", come le chiamiamo in umbria, perché grigiastre come il colorito di qualcuno che non è in perfetta forma. invece le tisichelle sono piene di salute e di buoni propositi, ovvero:
1) utilizzare il vino stappato da un paio di giorni
2) fornire alla sottoscritta dei biscotti sani e leggeri da sgranocchiare
3) fornire alla sottoscritta un pretesto per parlare del vino "da cucina".
quando vado a fare la spesa, se per disgrazia mi cade lo sguardo nei carrelli altrui rabbrividisco nel vedere cosa la gente sia capace di comprare. parlo di cibi, ma anche di vini. sono quasi totalmente inesperta in materia (ma mi sto informando eh...), questo però non mi proibisce di avere un minimo buon senso quando compro il vino, sia quello "da bere" che quello "per cucinare". scusate, ma che differenza c'è? solo che il primo va direttamente in pancia mentre l'altro passa prima per la padella? beh sinceramente non mi basta per scegliere un vinaccio sospetto. è chiaro che tendo a non cucinare con un vino da 50 euro, ma quando mia madre anni fa stappò inconsciamente una bottiglia di chianti dell'85 per fare il salmì, ricordo che fu il migliore spezzatino di cinghiale della mia vita. queste tisichelle sono fatte con un chianti "glifo" del 2007 (che costa pochissimo: mi pare fra i 4 e i 5 euro) avanzato dalla festicciola di capodanno: il 3 gennaio mattina ho ri-stappato la bottiglia, ho sentito che il profumo era ancora quello giusto, e mi sono messa ad impastare. e sfido qualunque altra tisichella fatta con vino "da cucina" ;-P


TISICHELLE SI', MA AL CHIANTI DOCG
ricetta tratta dal libro "le cucine dell'umbria" di salvatore marchese

500 gr farina 0
un filo d'olio extravergine
un bicchiere di buon vino rosso
200 gr di zucchero
1 cucchiaio di semi di finocchio selvatico
1 cucchiaio di cremor tartaro

setacciare la farina e unire tutti gli ingredienti. l'olio deve essere pochissimo affinché le ciambelline vengano durette, ideali da pucciare: davvero un filo dunque, come per condire un piattino d'insalata. mescolare a lungo l'impasto e lasciarlo riposare al fresco per 15 minuti. formare dei cordoni larghi e lunghi come un dito, quindi chiuderli a ciambella e appoggiarli sulla teglia coperta di carta da forno. cuocere a 180° per 12 - 15 minuti. sfornare e raffreddare su una gratella. se si conservano in scatole di latta restano leggermente più morbidi, se si conservano all'aperto si induriscono, diventando ancora più adatti ad essere pucciati nel vino passito.

NB: questa è la ricetta tradizionale, ma nessuno vieta di sostituire il finocchio con altro aroma gradito.

43 commenti:

  1. Veloci e squisitamente rustici...mi sto già innamorando di questi biscotti!
    Un abbraccio e buona giornata :D
    fra

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  2. Ciao! hai ragione, ogni tanto anche noi sbirciamo nei carrelli altrui..e ti viene da chiederti come mangiano!
    Noi non siamo esperte di vini, ma qualcosa capiamo e ci piace molto abbinare ogni vino al pasto più adatto! ecco, difficilmente utilizziamo le bottiglie migliori per cucinare, anche se non mettiamo in dubbio che su certi piatti (tipo il brasato, un risotto ecc...) forse sono in grado di rendere di più!
    buonissime davvero queste ciambelline..la prossima volta che apriremo una bottiglia di Chianti...faremo in modo di lasciarne un pò, ok?
    un bacione e bravissima...come sempre!

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  3. Lo sai che cercavo una ricetta di biscotti al "vino" qualche tempo fa?! Se solo te lo avessi chiesto...
    Io per quanto riguarda l'uso del vino nelle ricette ho idee discordanti. Usare il vino buono anche in cucina è obbligatorio ma dopo averlo utilizzato mi dispiace perchè mi sembra sempre "sprecato". E allora che fare?! Aspettare di avere una bottiglia di buon vino a metà e magari cogliere l'occasione per preparare dei biscottini favolosi come i tuoi!
    Un bacio e buona mattinata baby!
    Sere - cucinailoveyou.com

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  4. Buon dì cara! Mi associo pienamente al fatto di usare vini buoni anche per cucinare. Il mio brasato lo preparo sempre con un buon barolo. All'inizio l'idea di consumare una bottiglia che costa un po' per cucinare mi dava un po' fastidio, ma quando ho assaggiato il brasato non mi sono ricreduta e uso sempre bottiglie di un certo tipo. Per le ciambelle io ho del nero d'avola dici che ci sta bene comunque? Un abbraccio

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  5. ma che chicca! adesso vado a vedere sè ho del vino buono avanzato buona giornata

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  6. Ma dai! Non sapevo del nomignolo!
    Niente Tavernello??? Quanto hai ragione!

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  7. ebbrava sarina!Mi ridai l'opportunità di rifare gli 'mbriachelli, dopo il flop dello scorso anno..adoro i biscotti, specie di questo tipo!Replicherò, ma mi sa con vino binaco(che ho aperto!)
    bcioni

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  8. io odio il vino in brick, oppure quello nei bottiglioni da 5 lt...
    concordo con te, inorridisco!
    questi biscotti devono essere davvero buoni. Hai provato con il chianti a fare gli spaghetti al vino?
    *
    cla

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  9. Son di quelli da puciare.
    Mi piacciono.
    ciao

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  10. tarallucci e vino... lo sapevo che finiva così. salvatore marchese è un grande scrittore di cibo e vino e il suo libro è delizioso, oltre che molto colto. se non fosse stato per lui non avrei mai conosciuto la cucina, pardon, le... cucine dell'umbria. af

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  11. Da quando cucino "seriamente", cioè più consapevolmente, anche io uso il vino che berremo a tavola. Se siamo in due apro un po' prima e lo uso per cucinare..il resto non avanaza mai ih ih ih!
    E per quanto riguarda i carrelli, io non faccio troppo caso al vino ma sui cibi c'è davvero da mettersi le mani nei capelli..
    Chissà come mai il banco dei precotti è sempre mezzo vuoto...

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  12. ps: cmq rabbrividisco anche quando vedo ricette di presunte pizze sui blog stranieri...perchè?!perchè?!perchè?!

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  13. @anna: perché no? prova e fammi sapere :-)
    @claudia: questa degli spaghetti al vino me la devo segnare! grazie!
    @consumazione: concordo, è un libro eccezionale. se non fosse per la ricetta del torciglione: toppata alla grande nelle dosi :)

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  14. Non c'è dubbio che con ingredienti migliori si fanno prodotti migliori, ma è anche indubbio che sarebbe meglio sospendere il giudizio sugli aquisti altrui: c'è anche chi non ha accesso, economicamente e culturalmente, alla cucina fatta con ingredienti superiori. O che magari non ha tempo per cucinare, ogni sera, una cenetta coi fiocchi, e ricorre suo malgrado ai precotti. Lo dico perchè leggere questo blog mi piace, ma a volte il tono saccente dei post o dei commenti è veramente irritante.

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  15. Saruz!
    mi piacciono tantissimo i biscotti al vino! non conosco questa versione umbra; i miei preferiti sono quelli dei castelli romani. ma si assomiglieranno senz'altro.
    Il vino.. questione molto lunga.
    Sinceramente sono d'accordo a metà. per la sfumata di vino bianco su un soffritto non me la sento di aprire un Mueller Thurgau.
    per un brasato al brunello.. ci vuole il brunello. per uno stinco al prosecco ci vuole un ottimo prosecco, per un risotto all'amarone.. ci vuole l'amarone, ok. ma farei attenzione.
    Io non sono una grande esperta anche se mi documento molto sul vino e lo bevo molto perchè LO ADORO :) ma anche i sommelier ti direbbero: il vino buono bevilo e cucina con un vino "normale" :)

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  16. @ciciuz: ma certo! il vino "buono" che intendo io mica è quello da 50 euro: il glifo l'ho pagato mi pare 4,50! ahahha :D

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  17. Ah Saruz! tutto chiaro ora :) con quel prezzo stiamo parlando di un vino da tavola. quindi di un vino "normale" magari buon rapporto qualità/prezzo accessibile a tutti che può fare le due funzioni; giusto! in fondo il concetto non è diverso dal vino fatto "dal contadino" quello che io e te conosciamo benissimo, che si usa per farsi una bella mangiata di pane, cacio e prosciutto, ma anche per la corposa sfumata del sugo della domenica :)

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  18. @spetta, fermi tutti: mai cucinato in vita mia un qualunque piatto con vini da 50 euro: anzi, sinceramente credo di non aver mai speso tale cifra per un vino. mi sa che non è chiaro dal post che quel che è successo a mia madre è stato un "incidente" enologico che non mi sognerei mai di replicare! ;-)

    @kina: mi spiace di ispirarti tanta irritazione: probabilmente dipende dal fatto che mi spiego male. ci tengo a sottolineare che non sono ricca, e che conosco perfettamente le difficoltà che può avere tanta gente nel fare acquisti. anzi mi ci metto io per prima: mai mi sognerei di comprare aragoste, caviali e chissà cos'altro visto che non posso permettermelo: preferisco prendere un cavolfiore, un pacco di pasta, un po' di pesce azzurro, con lo sforzo magari di tirarne fuori un piatto decente con ingredienti poveri.
    in ogni caso aggiungo subito il prezzo del vino che ho utilizzato per i biscotti al testo del post, così sarà chiaro che il mio scopo non è quello di sbandierare una saccenza che non ho, ma solo di condividere, se possibile, un minimo di cultura gastronomica.

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  19. scusate se mi intrometto.... ma... in quanto amante "folle" della buona cucina devo difendere a spada tratta il punto di vista della mia cara amica Salsadisapa.
    Spesso le persone si accaniscono sull'acquisto di prodotti precotti, preconfezionati, surgelati già pronti da "saltare in padella". Avete mai fatto caso al costo di questi prodotti!?
    Sarebbe molto più semplice comprare un pacco di pasta da condire anche con un filo d'olio nuovo, avere una confezione di uova e preparare una semplice frittata. Il tempo che ci vuole è pressochè identico, si risparmia e si mangia sano!
    Dopo tutto questo discorso, sono fermamente convinta che ognuno fa quel che gli pare... ma giudicare chi fa "bene" è peccato!

    Sere - cucinailoveyou.com

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  20. Grazie per avermi prontamente risposto, spiegate così le cose vanno decisamente meglio. Perdona se ho frainteso.

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  21. Al vino allo stato liquido sono allergica, ma nessuno mi impedisce di "berlo" sotto forma di biscotti.

    Anche io inorridisco spesso a vedere cosa c'è nei carrelli altrui - e sono certa che qui la situazione è ancora più tragica. Famiglie che si cibano interamente di prodotti pronti. Incredibile.
    Un abbraccione
    Alex

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  22. Salsa allora vai a guardare la ricetta che ho scopiazzato ad un ristorante montecatinese...semplicissima e strepitosa ***
    Cla

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  23. ...guarda un po' se ti sconfinfera e poi mi dici
    ;)
    *
    aricla

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  24. che buoni...io di vino nessuna esperienza..mi accontento di usare il vino che ci regalano quando qualcuno ci viene a trovare...se avanza finisce in pentola!

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  25. @lo: giustissimo ragionamento :D
    @kina: grazie a te!
    @alex: vero... la cosa drammatica è che poi i cibi pronti costano di più! speriamo che pian piano si diffonda un po' di cultura ;)
    @cla: ho visto... non mi sfuggiranno :)))

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  26. Guarda che anche le più grandi eroine dell'opera erano tutte tisichelle, a partire dalla Traviata ...eppure....quanti applausi riscuotono, e quante emozioni muovono! Proprio come questi graziosi ,sgranocchievoli biscottini...Per quanto riguarda la scelta del vino....parole sante! Meglio un buon bicchiere di acqua fresca che un vino scadente, che fa solo male allo stomaco e al palato! Bacioni

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  27. Il vino in cucina viene spesso sottovalutato e per questo si ricorre al vino in brick o quello a basso costo, ma invece è assai importante se non fondamentale. Belli questi rustici

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  28. ma guardatu???? l'idea l'ho avuta anch'io, con i residui di vino che ancora non riesco a terminare e girando girando trovo le ciambelline...l'idea mi piace molto e vado a spermentare questo fine settimana.
    baci

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  29. Condivido in pieno Salsadisapa! Un vinaccio può rovinare anche l'ingrediente più ricercato, così come un buon vino (e non significa per forza costoso!) può esaltare degli ingredienti semplici.
    Detto questo, voglio provare le tue ciambelline.

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  30. anche io le ho fatte in occasione dello swap, le ho anche fotografate, sembravano caccole :)
    purtroppo andando di corsa mi son fermata alle foto anche dei post precedenti ma credimi mi bastano per stare bene :)

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  31. ho assaggiato qualcosa di simile, forse a Roma, ed ho un ottimo ricordo, unito alla tua ricetta docg mi ha fatto nascere un'altra idea peccaminosa per la testa, ecco :))

    La tua panzanella d'incerno dell'anno scorso mi ha ispirato, anche se una cosina piu' semplice....ma ora sono partita, e chi mi ferma! Un bacio!

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  32. queste si fanno anche nel lazio, sono meravigliose fate con il moscato.

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  33. Io, io ne voglio un goccio, ma anche due!!!
    Lo vedo che sono ottimi e cndivido in pieno la tua indignazione per la distinzione così assurda per i vini da bere e da cucinare..
    Alla fine tutta finisce nella pancia, no?.. E perché dobbiamo rovinare il cibo, magari delle ottime carni con del vinello scadente?
    Insomma, le ciambelline sono spettacolari!
    Un abbraccio!

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  34. ecco, stavo proprio per chiedereti, prima di arrivare in fondo al post, con cosa potessi sostituire il finocchio che nei dolci non mi ispira. so che tu sei una patita di abbinamenti insoliti, non so se questo sia davvero insolito, ma...hai mai provato a mettere i semi di finocchio con i carciofi? io l'ho fatto in un risotto e secondo me si abbinano benissimo!! da allora li metto sempre insieme!

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  35. la loro rusticità sono solo l'aspetto che meglio gli caratterizza in positivo, effettivamnete si parla poco dei vini da cucina, invece credo che anche per cucinare un buon vino sia importante, una votla ho fatto un risotto al bonarda barricato beh è un altra cosa..... o del laghe rosso per del brasato, la qualità conta e fa la differenza

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  36. non sono una gran conoscitrice di vini ma concordo in pieno con il tuo discorso ;)
    ps
    ho una piccola quantità di farina di roveja umbra e anche della roveia, mi piacerebbe prepararci del pane, hai qualche consiglia da darmi ???
    grazie mille!!!

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  37. @val, grazie, detto da te poi ha un valore in più :))
    @moscerino: no mai provato, ma ora son troppo curiosa di farlo!! prova anche finocchi e semi di finocchio: si rafforzano l'un l'altro :)
    @panettona: interessante! non ho mai fatto il pane con la farina di roveja, però ti consiglio di mescolare una parte di farina di roveja ed una di farina di grano: non ho idea di come reagisca la roveja in lievitazione :) per quanto riguarda la roveja secca, se è poca facci un bel risotto: riso, roveja e prosciutto (o pancetta, o quel che ti pare), sentirai che bontà!

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  38. Hai ragione spesso le scelte di cibi e vini fanno rabbrividire.
    Ricordo che mia zia stappò un Barolo dell'89 per il brasato e poi naturalmente mangiò tutto il sughetto di nascosto in cucina..

    Non conoscevo le tisichelle, bella anzi buona scoperta!

    ciao

    A.

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  39. Quello di guardare dentro i carrelli degli altri è uno dei miei passatempi preferiti quando entro al supermercato. Ho visto cose che voi umani... Blade Runner a parte :-) spesso mi vengono le bolle... mi pare che si sia persa la conoscenza del cibo, il suo legame con la salute e la felicità. Anche io tendo a usare in cottura vini di qualità: non mi piace risparmiare su quello che nutre me e chi amo... la bellezza va cercata sempre, anche in queste scelte... come chi usa tutti i giorni posate e piatti e bicchieri brutti, sbeccati, perchè tanto che fa mentre il servizio 'bello' se ne sta chiuso nella credenza ad aspettare Natale!!! ma che dico, siamo i figli dell'oca bianca???! E adesso a fare le ciambelline!!! un saluto :-)

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  40. certo però che il nome è ingiusto... tisichelle non sembrano, anzi! qui toccherà sperare che avanzi presto un po' di vino...

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  41. a me il finocchio piace assai. magari li provo però con del carvi, che un po' lo ricorda, e che ho appena comprato! mi ispira che ci stia bene...

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  42. mi è successa la stessa cosa con la qualità della birra in cottura. il discorso dei carrelli andrebbe davvero approfondito e credo che un corso a molte persone farebbe comodo. sia dal punto di vista nutrizionale che dal punto di visto economico. a parte grandi marche e qualità che non sempre coincidono...provo a fari con un avanzo di bianco dolce? per il resto ho tutto in casa...

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  43. - silvia: ma certo, perché no! il colore sarà diverso, ma verranno sicuramente buonissimi :)

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