
il titolo assurdo significa che sto parlando di ciambelline al vino, o meglio "tisichelle", come le chiamiamo in umbria, perché grigiastre come il colorito di qualcuno che non è in perfetta forma. invece le tisichelle sono piene di salute e di buoni propositi, ovvero:
1) utilizzare il vino stappato da un paio di giorni
2) fornire alla sottoscritta dei biscotti sani e leggeri da sgranocchiare
3) fornire alla sottoscritta un pretesto per parlare del vino "da cucina".
quando vado a fare la spesa, se per disgrazia mi cade lo sguardo nei carrelli altrui rabbrividisco nel vedere cosa la gente sia capace di comprare. parlo di cibi, ma anche di vini. sono quasi totalmente inesperta in materia (ma mi sto informando eh...), questo però non mi proibisce di avere un minimo buon senso quando compro il vino, sia quello "da bere" che quello "per cucinare". scusate, ma che differenza c'è? solo che il primo va direttamente in pancia mentre l'altro passa prima per la padella? beh sinceramente non mi basta per scegliere un vinaccio sospetto. è chiaro che tendo a non cucinare con un vino da 50 euro, ma quando mia madre anni fa stappò inconsciamente una bottiglia di chianti dell'85 per fare il salmì, ricordo che fu il migliore spezzatino di cinghiale della mia vita. queste tisichelle sono fatte con un chianti "glifo" del 2007 (
che costa pochissimo: mi pare fra i 4 e i 5 euro) avanzato dalla festicciola di capodanno: il 3 gennaio mattina ho ri-stappato la bottiglia, ho sentito che il profumo era ancora quello giusto, e mi sono messa ad impastare. e sfido qualunque altra tisichella fatta con vino "da cucina" ;-P
TISICHELLE SI', MA AL CHIANTI DOCG
ricetta tratta dal libro "le cucine dell'umbria" di salvatore marchese
500 gr farina 00
un filo d'olio extravergine
un bicchiere di buon vino rosso
200 gr di zucchero
1 cucchiaio di semi di finocchio selvatico
1 cucchiaio di cremor tartaro
setacciare la farina e unire tutti gli ingredienti. l'olio deve essere pochissimo affinché le ciambelline vengano durette, ideali da pucciare: davvero un filo dunque, come per condire un piattino d'insalata. mescolare a lungo l'impasto e lasciarlo riposare al fresco per 15 minuti. formare dei cordoni larghi e lunghi come un dito, quindi chiuderli a ciambella e appoggiarli sulla teglia coperta di carta da forno. cuocere a 180° per 12 - 15 minuti. sfornare e raffreddare su una gratella. se si conservano in scatole di latta restano leggermente più morbidi, se si conservano all'aperto si induriscono, diventando ancora più adatti ad essere pucciati nel vino passito.
NB: questa è la ricetta tradizionale, ma nessuno vieta di sostituire il finocchio con altro aroma gradito.