15/03/10

questa è una vecchia ricetta...

ciaramicola2

...della ciaramicola, dolce tipico umbro del periodo pasquale per il quale, come al solito, esistono ormai diverse versioni. c'è chi ci mette la farina di mandorle (che secondo me non c'entra niente), c'è chi lo fa a ciambella e chi a pagnotta, c'è chi ci mette lo strutto e chi il burro... gli ingredienti che però non devono mancare secondo me sono: 1) lo strutto, che dopo la macellazione del maiale in gennaio è a disposizione delle massaie ma non troppo oltre la pasqua altrimenti irrancidisce; 2) l'alchermes, perché ci va e basta; 3) la meringa e 4) i confettini colorati. purtroppo. perché, come è noto, sono contraria ai coloranti, ma sulla ciaramicola i confettini ci vanno, specie se la fate per il compleanno di vostra nonna, che ci tiene tanto, ai confettini: scontentereste mai un'85enne? :-) la ciaramicola era tradizionalmente il dolce che le promesse spose regalavano ai propri fidanzati il giorno di pasqua, e siccome un paio di blogger che conosco (senza far nomi......) stanno per sposarsi ho pensato che potesse essere una dedica degna :-) pare che la ciaramicola sia stata inventata da un fornaio incaricato di affiancare una torta dolce alla tipica torta di pasqua salata. costui si ispirò alla pietra rosa di assisi con cui sono costruite molte chiese umbre ed inventò questo dolce colorato e festoso infarcito di sacro e profano, come le migliori tradizioni comportano. ma torniamo all'inizio: vecchia ricetta. proviene da un quaderno dei primi decenni del '900 e mi è stata dettata al telefono dal mio amico paolo, che a sua volta l'ha reperita da una conoscente, che a sua volta l'ha ereditata da sua madre... insomma, è una ricetta abbastanza vecchia da essere misurata in once (o unce, come dice mia nonna, ma tranquilli le misure sono già convertite!), ed è una dose perfetta, ma lo sarebbe stata ancor di più se avessi avuto la pazienza di far lievitare il dolce per un altro po'! voi però pazientate eh? :-)

ciaramicola1

CIARAMICOLA

ingredienti per 1 torta da 12 porzioni, minimo

5 uova codice "0"
212 gr zucchero
85 gr di cui metà strutto (di maiale felice) e metà olio extravergine
750 gr farina 0
43 gr alchermes
la buccia grattugiata di un piccolo limone
una spruzzata di cannella
165 gr di pasta di pane lievitata

4 albumi e 120 gr di zucchero a velo per la meringa
confettini colorati

il giorno prima:
fare la pasta di pane con una qualsiasi ricetta di pane comune sciapo, perché a perugia il pane è senza sale. poi quando aggiorno il post vi dico come ho fatto io, che ora non ho l'appunto sotto mano.

il giorno dopo:
setacciare la farina a fontana, mettervi al centro le uova e lo zucchero quindi mescolare. aggiungere i grassi e tutti gli altri ingredienti a parte l'alchermes e il lievito, e mescolare bene. infine aggiungere anche il liquore e la pasta di pane e formare un bel cordone lungo, da arrotolare a mo' di ciambella su una placca rivestita di carta da forno. coprire con un panno inumidito, mettere a lievitare in un luogo tiepido senza mai spostare la placca finché la torta non sia raddoppiata di volume: abbiate pazienza.
infornare a 175° per 40 minuti, nel frattempo preparare la meringa frullando l'albume con lo zucchero a velo. sfornare il dolce e lasciare il forno acceso mentre si sistema la meringa ordinatamente sul dolce. coprire di confettini colorati, reinfornare e spegnere il forno, in modo che la meringa si asciughi e resti bella bianca.

27 commenti:

  1. le vecchie ricette sono bellissime...almeno quanto quelle margheritine tutte nuove:D

    RispondiElimina
  2. assomiglia ad un dolce spagnolo, il rosco che peró si mangia a natale! Complimenti per le belle foto!

    RispondiElimina
  3. Che bella questa ricetta della tradizione!La amo sia per la genuinità, sia per il significato che ci sta dietro.E passino anche i confettini dai..;)
    Bacione

    RispondiElimina
  4. Ricetta della memoria, promesse di matrimonio, strutto fresco e confettini colorati. Un mix di tradizione che si rinnova, rispettando la stagionalità e tutto ciò che suona come una storia nuova che cerca forza e struttura nel passato. Mi piace. Ho passato la mia infanzia e l'adolescenza 3 mesi l'anno in un paesino...dove confettini di tradizione, mani che impastano e sospiri si sono rinnovati sempre, anno dopo anno! Complimenti :)

    RispondiElimina
  5. Che belle queste ricette più tradizionali! Scaldano il cuore...
    Un dolce buonissimo per Pasqua

    RispondiElimina
  6. Amo le vecchie ricette e la ciaramicola mi mancava proprio!

    RispondiElimina
  7. Che bella ricetta "antica"!Auguri alla tua nonna 85enne!

    RispondiElimina
  8. Proprio bello e colorato! non lo abbiamo mai assaggiato..e non sapevamo ce ne fossere più versioni!
    ce ne mandi una versione mignon del tuo?! ci sembra riuscito davvero benissimo!!
    un bacione

    RispondiElimina
  9. anche la mia nonna per pasqua fa un dolce simile, rigorosamente con un po' di strutto, l'alchermes e gli zuccherini colorati (senza non sarebbe più la stessa!!), ma senza glassa e pasta di pane. Lei le chiama pasqualine, sono semplici ma buonissime, come dev'esserlo questa!
    un saluto
    Valeria

    RispondiElimina
  10. le vecchie ricette della tradizione hanno sempre il loro fascino, con la storia che portano con sè..e poi sono pure buone!

    RispondiElimina
  11. In effetti quando ho visto i confettini colorati mi sono chiesta se ero nel blog giusto ;-) Ma per la nonna (e per la tradizione) una volta si può fare, no?

    RispondiElimina
  12. Le vecchie ricette non deludono mai!!! questa è molto colorata...un bacio Luciana

    RispondiElimina
  13. Ci devo provare, pasta di pane sciapo e margherite di campo comprese. E confettini con coloranti (semel in anno...). Una ricetta d'altri tempi come questa non posso farmela scappare... Grazie!
    A presto

    Sabrine

    RispondiElimina
  14. Ma è tenerissima...
    Una ricetta vecchietta e dolce dolce :)
    Buona serata,

    wenny

    RispondiElimina
  15. grazie a tutti! mi raccomando provatela: è davvero buonissima...

    RispondiElimina
  16. che bella ricetta tradizionale! con la glassa e gli zuccherini colorati... una meraviglia! ciao Ely

    RispondiElimina
  17. Aaaaallora, senti che ne pensiamo qui dall'altrapartedell'e45 :D
    -la farina di mandorle puresecondome non c'entra niente
    -l'alchermes mi pare che da ste parti non ci si mette..
    -la meringa qui diventa glassa semplice, andiamo al risparmio..
    - i confettini si, un must!
    - mi pare che qui nella conca si chiami...Pigna..se non sbaglio, si si la Pigna di Pasqua.

    oooh, ora detto ciò, ci credi se ti dico che non l'ho mai fatta? la fanno nello stesso stampo della pizza di formaggio, che invece faccio sempre e mi piace anche di piu'. Vuoi risanare le mie radici umbre? :-)

    Ti abbraccio cara!

    RispondiElimina
  18. Anche da noi in Abruzzo esiste la tradizione della torta regalata dalla promessa sposa al fidanzato (ma non credo abbia un nome e non è neanche una torta ben precisa). E il giorno di Pasqua i parenti ne devono mangiare un pezzetto.
    I confettini a questo punto sono un must :-)
    Un abbraccio
    Alex

    RispondiElimina
  19. io non mi stancherò mai di stupirmi della bellezza e richezza della cucina italiana. Ogni ricetta ha una storia, un legame profondo con la terra di origine. La tua "vecchia ricetta"..è dobbiamente bella perchè ha una tua storia legata insieme alla tradizione.
    Complimenti come sempre

    RispondiElimina
  20. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  21. il commento eliminato qui sopra l'avevo lasciato io ma usando l'identità del mio amore così l'ho eliminato
    lo riscrivo: grazie per questa bellissima vecchia ricetta!!!!!!
    una signora di origini umbre ogni anno per pasqua mi regala questo bellissimo dolce, pieno di storia, di tradizioni, di ricordi!
    grazie per la ricetta, la farò pazientemente!

    RispondiElimina
  22. Non conoscevo questo dolce, ma credo che sarebbe davvero di mio gusto! E' sempre bello scoprire riccette tradizionali che hanno il sapore di altri tempi!
    Un bacione e buona giornata
    fra

    RispondiElimina
  23. grazie a tutti! e scusate la latitanza ma son stata 2 giorni fuori città :-)
    benedetta: ahahah la pigna! beh questa la voglio assaggiare, anche perché mi pare diversa dalla ciaramicola, no? qui l'alchermes ci va proprio, ne fa parte integrante :-))) risaniamo le radici del pino? :D

    RispondiElimina
  24. Ciao!
    Partecipa anche tu al Contest di Marzo de LA CUCINA ITALIANA dedicato al TIRAMISU'!

    Per info:
    http://www.lacucinaitaliana.it/default.aspx?idPage=862&ID=337208&csuserid=2112&ar=

    Scade il 10/04/10.
    Buon lavoro!

    RispondiElimina
  25. mi ricorda il casatiello dolce napoletano, che si fa anch'esso a Pasqua. Forse la meringa e i confettini un tempo erano segno di festa e ricorrenze, perchè anche nel casatiello sono d'obbligo! al posto della pasta di pane si può usare lievito madre secondo te?

    RispondiElimina
  26. -dodò: credo proprio di sì! :)

    RispondiElimina
  27. vecchia ricetta provoca nuove acquoline nella mia bocca! delizioso, e basta!

    RispondiElimina

lasciate un commento, un suggerimento, un saluto, ma firmatevi sempre: i commenti anonimi saranno cancellati. grazie!

post precedenti

Fioritura_2016_25 Torta_Bastarda_1 Tortine_Mele_Tahina FioriPortulaca Castelluccio_2015_15 Biscotti_polvere_lamponi UOVO_CAMICIA2 RicottaMustia_5 TiuEttoriSTAG0 Sardegna14 TiuEttori_1 TortelliSedano Bitto_4