posso affermare che finalmente sì: sto imparando a riconoscere alcune erbe spontanee. ogni volta che vado dai miei ci provo: le raccolgo, interrogo mia nonna e faccio tesoro. l'unico neo è che di molte esse non saprò mai altro nome se non quello dialettale, ma tant'è. che il tarassaco lo chiamiamo "pisciacane" ve lo risparmio :-) il rosolaccio invece è il papavero raccolto prima della fioritura: le foglie sono molto gustose. questo è un momento magico per la natura: mai come in primavera essa ci rende omaggio di tanti preziosi (e gratuiti...) ingredienti. solo siate certi di raccoglierli dove inquinamento, pesticidi e veleni non arrivino. con questo bel mazzo di erbe ho preparato dei ravioli. le dosi: ehm... uhm... ho fatto tutto a occhio. mi perdonate? non avevo tempo di pesare niente e mi sono lanciata fidandomi dei sensi: è andata bene :) sulla sfoglia però devo dire di aver trovato forse la mia dose ideale: viene bella ruvida, sottile e morbida. la foto è così e così, ma voi ve la sareste sentita di lasciarli raffreddare?
musica
musica
RAVIOLI DI ERBE SELVATICHE CON BRICIOLE ALLA COLATURA DI ALICI
ingredienti per 3 porzioni
per il ripieno:
un mazzo di erbe selvatiche
ricotta fresca vaccina
parmigiano, limone, sale, pepe, olio e noce moscata
(il rapporto erbe/ricotta deve essere 2/3-1/3)
per la sfoglia:
2 uova + 1 tuorlo codice "0"
semola di grano duro 50%
farina di grano tenero 00 50%
(più o meno 250 gr in tutto)
un pizzico di sale
semola di grano duro per la spianatoia per il condimento:
due fette di pane secco
olio extravergine
aglio
un peperoncino piccolo (che poi dovrete rimuovere)
colatura di alici di cetara
mondare accuratamente le erbe e lavarle. tuffarle in acqua bollente leggermente salata e scolare due minuti dopo che abbiano ripreso il bollore. scolare bene e terminare la cottura in padella con aglio e olio e poca acqua se necessaria: al momento di tritarle e mescolarle alla ricotta dovranno essere fredde e quasi asciutte. aggiustare il sapore con i condimenti elencati e tenere da parte.
disporre la farina a fontana, versarvi le uova e il sale e mescolare con una forchetta. amalgamare la farina un po' alla volta, prima con la forchetta poi con le mani e formare una palla: non dovrà essere troppo dura. stendere la sfoglia sottile e regolare formando un rettangolo da tagliare a metà. disporre il ripieno a mucchietti con un cucchiaino. appoggiare la seconda metà della sfoglia partendo da un lato ed accostando le due sfoglie un po' alla volta per eliminare l'aria. sigillare bene le due sfoglie in ogni punto e ritagliare con la rondella. appoggiare i ravioli su vassoi spolverati di semola.
mentre l'acqua della pasta si scalda, scaldare aglio olio e peperoncino in padella. aggiungere il pane non grattugiato ma grossolanamente sbriciolato e tostare a lungo, finché diventi color ambra. aggiungere la colatura di alici e saltare un'ultima volta.
scolare i ravioli, disporre sui piatti e condire con olio extravergine, briciole e parmigiano a scaglie lunghe.














Oh meraviglia delle meraviglie, quel mazzo fa la mia felicità!
RispondiEliminaIn effetti apparte tarassaco, pimpinella e rosolaccio non ho mai sentito gli altri nomi: mi piace però impararne di nuovi :)
Sei stata bravissima con questi ravioli e hai fatto proprio bene a mettere in secondo piano il set fotografico ;)
Un abbraccio,
wenny
Io vivo in una casetta circondata da un orto e mille erbe....fino a tarassaco e girasoli ci arrivavo poi...no!
RispondiEliminaPer i ravioli uso la boraggine e le ortiche che ahimè sono ovunque e in abbondanza!
Il tuo condimento è fantastico, veloce e sicuramente un trionfo di profumi intensi!
Un caro saluto...Fabi
le briciole alla colatura d'alici devono essere una cannonata. Grazie!
RispondiEliminaAnch'io avrei in mente alcuni piatti con le erbe selvatihe ma, la mia conoscenza è più limitata...e mi manca il campo dove raccoglierle!Speriamo che l'we che viene il mio babbo mi accompagni!
RispondiEliminaQuanto ai ravioli...farebbero la felicità delle mie papille!
bacione
Alcune erbe le conosco altre no,la colatura di alici,invece nella mia isola si usa in molti piatti.Complimenti!!!
RispondiEliminafai bene a fare tesoro degli insegnamenti della nonna, sei fortunata!
RispondiEliminache buoni i tuoi ravioli, e che condimento!!!
Che spettacolo!!! Anche a me piacerebbe imparare a riconoscere erbe e fiori selvatici, trovo che siano ai piatti un sapore antico da renderli irresistibili! Per ora mi accontento di saper distinguere alcune piante molto comuni (radicchio, rucola, tarassaco, finocchietto, ortiche) però sarebbe davvero bello saperne di più!
RispondiEliminaI tuo ravioli sono una favola, davvero complimenti!
Un bacione
fra
Che bello avere qualcuno che ti insegna questi 'magici' segreti!
RispondiEliminaLe rare volte che posso provo anch'io a raccogliere erbe spontanee e affini, ma a parte i girasoli e le ortiche dei quali sono certa, per gli altri devo spesso lasciar perdere dato che non sono sicura al 100% di cosa siano...meglio non rischiare :(
Nadia - ALTE FORCHETTE -
Quel mazzetto di erbe non ha prezzo!
RispondiEliminaooooooohhhh me l'aspettavo mi mancano all'appello le vitalbe e quei germogli che postasti un pò di tempo fa quelli della nonna, quelli delicati che sembrano vetro.
RispondiEliminama si chiamano così?
sulla foto non parliamone proprio ma vuoi mettere qual'è il piacere della musica che hai messo di sottofondo, il piacere di leggere della sfoglia con la farina di semola (personalmente io uso tutta semola) anzi...perchè hai tagliato la semola con la 00? codice 0...se ti sente tua nonna ti disereda :)))
pensa poi se ti legge mia mamma che l'altro giorno mi ha chiesto quanto tempo esatto ci voleva a fare il pollo al forno.
dura la vita per gli istintivi come noi.
enzina me fai mori' :-D
RispondiEliminadunque, le erbette "tenere come la brina" erano i pioli, ma ormai son tutti spigati :) la farina... ho tagliato la semola perché volevo una pasta morbida. la musica... sai che a cantare è un uomo? sovrumano
davvero davvero golosi questi ravioli!!!! con le briciole poi anche un pò croccanti :-)))
RispondiEliminaeh dovrei andare domani, ma piove, però magari ci vado anche se piove, che poi passa il momento...
RispondiEliminasempre affascinata dal mondo delle erbe selvatiche ..avere il tempo per imparare a conoscerle e raccoglierle1
RispondiEliminaintanto mi immagino i tuoi ravioli celestiali!
L'erba buscia non la conosco :-(. Forse qui non viene. Neanche la pimpinella riesco a trovare. la prossima primavera mi prenoto da tua nonna
RispondiEliminaMmmm tutti con i ravioli ripieni...che bontà!
RispondiEliminaio non le so riconoscere tutte e in città mi accontento di comprarle dal contadino...però ti invidio! ;-)
Mmmm tutti con i ravioli ripieni...che bontà!
RispondiEliminaio non le so riconoscere tutte e in città mi accontento di comprarle dal contadino...però ti invidio! ;-)
PS sono passata su un nuovo blog, ma sono sempre Castagna...passa a trovarmi, mi farebbe MOLTO piacere
sai che anche da noi il tarassaco lo chiamano "pisacan" o "pisalett"???.... depurativo no vero?
RispondiEliminae ce lo comperiamo pure in tintuta madre in erboresteria, se proprio nn bastasse!
:-)
ciao sara
un abbraccio
Che riddere del nome di tarassaco:DDD...Chi sa perchè;))...
RispondiEliminaBellissima ricetta di ravioli, te la rubo;))
Un bacione!
Spettacolare! Grazie, grazie, grazie...mi sono appena rifatta gli occhi!
RispondiEliminasai cos'è che ti invidio più di tutto? le chiaccherate con la tua nonnina... cosa che per me purtroppo non è più realizzabile... baci e abbracci affettuosi (e un pochetto invidiosi)
RispondiEliminache bel bouquet!! sicuramente farebbe la mia felicità molto più di un mazzo di rose...
RispondiEliminano, non avrei resistito nemmeno io :) Io vivo in campagna, ma non riconosco niente se non i "luertis" tradotti in asparagi selvatici (che però sono protetti e quindi è vietato raccogliere :( ... sono sicura che prenderei l'unica erba non commestibile in un raggio di 2 km :) Però è bellissima questa cosa... e sei fortunatissima ad avare la nonna che ti insegna queste cose meravigliose :)
RispondiEliminagrazie a tutti :)))
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