31/08/10

qualcosa di nerocacao (e nerocaffè)

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strana la vita. pensavi di conoscerlo, pensavi che ti andasse bene così com'era, invece a un certo punto capisci che non è più quel che fa per te, che meriti di meglio. pensavi di sapere com'era fatto, in quale strano modo ti trasmetteva il suo calore, ma sapevi anche che non sarebbe stato per sempre.
sì, avete capito bene: sto parlando del mio forno.
eh eh eh :-)
la cosa per me sconvolgente è che questo forno nuovo ha dei tempi di cottura che incredibilmente collimano con quelli delle ricette! e per me è una novità, visto che negli ultimi 6 anni ho dovuto combattere con un coso che sbagliava pure a scaldare un tozzo di pane.
ma veniamo ai biscotti: ho letto la ricetta in un libro però, come al solito, non l'ho rispettata. solo la dose di burro (anche se io l'ho messo salato) e farina alla fine coincide con quella scritta, il resto invece è tutta interpretazione, anche perché i 30 grammi di caffè solubile e i 50 di cacao amaro indicati mi parevano un'eresia. l'impasto è una meraviglia perché si riesce a spruzzare decentemente con la siringa senza farsi venire i bicipiti di tyson. il sapore, amarognolo e avvolgente, è quel che ci vuole per partire la mattina. la consistenza è croccante ma scioglievole al palato... chi ne vuole uno? :)

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BISCOTTI 3C: CAFFE', CACAO, CARDAMOMO

ingredienti per 1 teglia grande di biscotti

200 gr farina integrale biologica
175 gr burro salato
8 grammi di caffè solubile in polvere
35 gr cacao amaro
75 gr zucchero di canna
3 bacche di cardamomo
2 cucchiaini di cremor tartaro con bicarbonato

ammorbidire il burro a temperatura ambiente e mescolarlo a spuma con lo zucchero. aprire le bacche di cardamomo e pestare finemente i semini interni. aggiungere questi all'impasto insieme col caffè e il cacao. mescoalre bene, aggiungere la farina e il lievito setacciati, mescolare accuratamente ed inserire l'impasto nella siringa. se non l'avete, fate delle palline con un cucchiaino, ma non verranno così belli :P fare delle spirali sulla carta forno e cuocere a 180° per 15 minuti. sfornare, trasferire su una griglia e, quando freddi, conservare in scatola di latta.
ps: vi avverto, sono piuttosto amarognoli, per cui, se li gradite più dolci, potete aumentare un po' la quantità di zucchero, oppure cospargerli di zucchero a velo.


23/08/10

questa per me era una novità assoluta...

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...ovvero: la pasta coi tenerumi. sono le foglie e i getti della pianta delle "cucuzzedde" siciliane, delle specie di zucchine rampicanti tutte contorte. le loro foglie sono lisce come il velluto: toccarle è rilassante come accarezzare un gatto ;-) è stato il mio amico paolo, reduce da varie incursioni in sicilia, a cucinare questo piatto giovedì sera. ammetto che quando l'ho visto spezzettare gli spaghetti ho rabbrividito (noooo gli spaghetti rotti noooo!) ma lui si è difeso subito dicendo che così ha visto fare in sicilia, che trattasi di una zuppa e che la bontà del piatto sarebbe stata di gran lunga superiore alla sua bellezza.

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infatti a vederlo sembra una roba strana venuta male... il sapore invece è fa-vo-lo-so! avremmo dovuto usare i pomodori normali, invece l'orto ha fornito solo ciliegini: poco male, ci siamo volentieri arrangiati. pare che questo piatto possa essere consumato anche freddo, o riscaldato il giorno dopo, ma non oso immaginare le dimensioni che assumerebbero gli spaghetti in quel caso (tipo banane :P). siciliani in lettura: avete consigli?

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PASTA COI TENERUMI di paolo reduce dalla sicilia

ingredienti per 3-4 persone

130 gr di spaghetti di ottima qualità
una busta (eh eh) di tenerumi da mondare
5-6 pomodori medi
2 spicchi d'aglio
mezzo peperoncino piccante piccolo
una manciata di basilico
sale e olio extravergine
formaggio tipo provolone o caciocavallo da grattugiare.

lavare i tenerumi e gettare via la parte più grossa dei rami. tritare il resto e tenere da parte. in una pentola capiente soffriggere l'aglio nell'olio, aggiungere i pomodori, salare e cuocere per qualche minuto. unire i tenermi tritati, aggiustare di sale e girare un po' affinché appassiscano. aggiungere abbondante acqua, portare a bollore, salare e gettare gli spaghetti. cuocere finché questi ultimi siano al dente; a un minuto dal termine aggiungere il basilico tritato con le mani e il peperoncino finemente frantumato. servire con un filo d'olio crudo e del formaggio (in foto non compare: l'ho messo dopo).

18/08/10

qualcosa di rossopomodoro(secco)

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incredibile quanto un ortaggio dolce, acquoso e asprigno come il pomodoro possa diventare sapido ed intenso quando essiccato. qui da me non c'è abbastanza sole per fare i pomodori secchi, infatti non ne abbiamo l'abitudine: facciamo la conserva o i pelati, e stop. ma come resistere a quelli che si trovano nei mercatini? ne avevo un po' in frigo in attesa di essere utilizzati ed è così che, in uno sprazzo di tempo, ne ho fatto dei biscotti salati. o pseudopanini. o pasticcioni. boh, come li chiamereste voi? al di là del nome, che poco conta, vi dico fa-te-li perché sono buonissimi! farciteli con qualcosa di cremoso e fresco, o utilizzateli come fossero pane... tranquilli niente pasta madre stavolta, ma del banalissimo lievito istantaneo per 10 minuti di lavoro, 15 di cottura e 5 di godimento ;-)

BISCOTTI SALATI AL POMODORO SECCO, TIMO E FORMAGGIO MORBIDO

ingredienti per 14 pezzi

200 gr circa di farina 0
150 gr di formaggio fresc
50 gr di pomodori secchi non sott'olio
2 rametti di timo
1 uovo codice "0"
40 gr di olio extravergine d'oliva
un pizzico di sale
mezza bustina di cremor tartaro già addizionato di bicarbonato

in una ciotola di ceramica mescolate l'uovo, il formaggio, l'olio e i pomodori tritati. unite tutti gli altri ingredienti tranne il lievito, mescolate velocemente finché la pasta si stacchi perfettamente dalle vostre mani e dalla ciotola. se necessario aiutatevi con poca altra farina ma vedrete che non ce ne sarà gran bisogno. aggiungete il cremore, mescolate ancora e formate 14-15 palline. disponetele su una placca coperta di carta forno e cuocete a 180 gradi in forno statico per non più di 15 minuti. sfornate e servite preferibilmente tiepidi.

09/08/10

qualcosa di giallogirasole

girasolecapelli


"Portami il girasole ch'io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l'ansietà del suo volto giallino.

girasoleconape


Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura delle venture.

girasolesemi

Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce".
E. Montale

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