30/12/10

questa ve la devo raccontare!

focacciadolceanice


ho rischiato di uccidere la mia pasta madre. è successo che per un po' l'ho tenuta sempre in frigo...  per carità facendo sempre i miei rinfreschi, però senza grande attenzione alle temperature e a farla riattivare prima e dopo il rinfresco. insomma... la mia p.m. aveva perso quasi tutta la sua bolliciosità. grazie al pronto soccorso di beatrice, che mi ha spiegato come e quanto rinfrescare per resuscitarla, ho ritrovato lo splendore di una volta. grazie bea! ho imparato che è bene tenerla a volte fuori dal frigo, specie in inverno, quando le case sono più fresche e le lievitazioni più lente. d'altronde l'inverno è il momento della pazienza, dell'attesa, del riposo. ma non della morte! :-P veniamo al dolce. sono veramente orgogliosa perché, per la prima volta, ho ottenuto un ottimo risultato con dosi e procedimento assolutamente "inventati", e per di più in un campo minato (almeno per me) come quello dei lievitati! l'ho fatto non per pigrizia nel cercare una ricetta né per presunzione nel saperla ideare: solo perché voglio prendere dimestichezza con le consistenze, le temperature, le bolle, e imparare a capire come comportarmi caso per caso. questo è un dolce paziente ma semplicissimo che, mangiato a colazione con una cucchiaiata di marmellata, batte qualunque colazione compra sulla faccia della terra. provatelo: ci tengo, è troppo buono. a questo punto non resta che scrivere la ricetta, augurarvi  
il miglior 2011 possibile 
e ricordarvi ancora di scaricare il mio qalendario stagional-cuciniero :-)

FOCACCIA DOLCE ALL'ARANCIA E ANICE

ingredienti per una teglia tonda da 24 cm

ore 14.00
500 gr di pasta madre appena rinfrescata con stesso peso in farina e metà peso in acqua
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di miele

impastare tutti gli ingredienti in una ciotola di ceramica e lavorare a lungo. coprire con un foglio di carta forno inumidito, avvolgere il tutto in un panno e lievitare in un ambiente tiepido. io ho messo la ciotola nei pressi del termosifone, ma casa mia è sempre piuttosto freddina.

dopo il raddoppio (io alle 9.00 di mattina del giorno dopo)
2 uova codice 0
100 gr farina
50 gr manitoba
150 gr zucchero

aggiungere gli ingredienti all'impasto e lasciar lievitare come sopra.

ore 14.00
160 gr burro morbidissimo
la buccia grattugiata di una grossa arancia biologica
semi di anice a volontà
cannella, noce moscata e zenzero in polvere a piacere (io poco di tutto)

aggiungere gli ingredienti all'impasto e lavorare a lungo. inumidire e strizzare un foglio di carta da forno, farlo aderire alle pareti di una teglia e versarvi l'impasto, livellando con una spatola inumidita. lievitare al caldo come sopra.

dopo il raddoppio (io alle 8.00 di mattina del giorno dopo)
cuocere a non più di 170° per 40 minuti circa: la superficie si colorerà molto e il dolce lieviterà in forno un altro po'.
sfornare, raffreddare e servire. si conserva a lungo avvolto nella pellicola.

23/12/10

questa volta rinuncio al titolo che inizia con la q: storia semicomica di un'amicizia semiseria

risolenticchiebaccala


son passati due anni e mezzo da quando, dulcis in furno, sara incontrò la sua amica serena sotto un'ombra nel portico. è stata una giornata memorabile: la loro passione gourmet si espresse subito nella piccola bottega dello zucchero, quando davanti a un omin di pampepato iniziarono insieme la loro metamorfosi rosa. non se ne sono subito rese conto: per loro era solo un normale dejeuner de soleil e invece, in quel caffè di via delle rose, incontrarono il maiale ubriaco. pare che, a quel tempo, la dispettosa cuoca pasticciona lavorasse nella cucina di calycantus: si divertiva ad infilare gocce di gusto nel pasto nudo dei suoi clienti, al giardino dei ciliegi. il maiale, sentendo quel buon profumo di biscotti, seguì la scia e si ritrovò davanti ad un marikaretto irresistibile: il pan di panna. la cuoca pasticciona disse: "assaggialo, è my best food!" il maiale, davvero spigoloso, si tuffò gustosamente sul dolce con la sua forchettina irriverente. lampi, fulmini, saette: in un attimo i gatti golosi  scapparono dalla gatteria e lui si ritrovò tarantolato nella casetta delle pesche. quando riprese pienamente conoscenza, arrivò la niki errante che gli disse: "non ti spaventare, quando ti danno da mangiare tu porgi l'altra pancia!" e il maiale rispose: "sì ho capito, ma qui se salvo il mio quintoquarto è grasso che cola!" la niki continuò: "adesso hai un compito: devi trovare sapori e consistenze, così che sara e serena possano scrivere il loro diario di una passione". il maiale si fece rosso di sera, ma con coraggio intinse il suo gambetto nella zuppa magica ed accettò. per trovare le due amiche doveva solo seguire il suo sesto gusto, e fra foto e fornelli, con calme et cacao, le avrebbe rintracciate. camminò e camminò, ci mise anima e gusto, e alla fine si ritrovò a genova. l'arietta rosmarina solleticava la sua coda arricciolata, un languorino si fece sentire e decise di farsi uno tzatziki a colazione. mentre sorseggiava la sua bevanda in infusione si ricordò le parole di cioccolato che gli disse da piccolo la mercante di spezie: "maiale, in kitchenconfidential ti dico queste parole: quando ti senti perduto annusa un fiordivanilla, solo così potrai trovare l'essenzalimentare!" improvvisamente il maiale avvertì un dissapore e sputò tutto, ma ormai era troppo tardi: si era ubriacato. sarebbe stato inutile ingozzarsi di fiordifrolla: doveva proseguire in queste condizioni e trovare le due sciagurate. pensò: "almeno speriamo che, dopo averle trovate, mi facciano finalmente tornare al cibo commestibile". e fu così che, ciondola di qua ciondola di là si ritrovò nell'anemone's corner, dove l'acquacotta del mare si incontra con l'acquolina del lago. e fu allora che cominciò a capire. "ma che posto è mai questo? come fa il mare ad incontrarsi con un lago? fiordizucca! sono loro!" si mise a correre guardandosi intorno nervosamente "devono essere qui vicino, forse da chez babs, forse nella cucina di albertone..." poi le vide. una era alta, mora, con un vestito color radicchio di parigi e un decolté come due belle mele al forno. l'altra aveva i capelli lunghi, bianca sul viso come meringhe alla panna, e giocherellava con un cucchiaino di alice. lì per lì pensò: "adesso scatto una foodografia e me ne vado". ma poi prese coraggio e si avvicinò. "buongiorno, sono il maiale ubriaco" e serena: "eh, si sente: quando parli non sento una flagrante delicia..." sara scoppiò a ridere come una pera cotta, poi disse "maiale dai non ti offendere, siediti con noi, prendi uno spilucchino, aiutaci ad infilare una cobrizoperla con un filo d'erba cipollina!" il maiale preoccupato disse "ma questo non è il mio compito: io devo fare in modo che voi scriviate il vostro diario di cucina, ma in tutto questo casino ancora non ho capito come cavoletto dovrei fare"! sara e serena si guardarono e capirono: allora non è un caso, allora questi appunti di gòla non sono inutili: servono per fare in modo che tutto questo trashfood abbia un senso! sorrisero, si abbracciarono e ringraziarono il maiale che se ne andò con la coda a punto interrogativo e una colica d'acqua. sara e serena tornarono ognuna nella propria piccola casa, una al mare e una al lago, e non scordarono più che la cucina è più bella insieme a tè.

foto, ricetta e idea di dividersi i compiti di serena lastrico, quella più sana di mente (balle, in realtà è fuori come un orologio a cucù)
testo sconclusionato e neuroni bruciati per i link di sara bardelli, quella che sana di mente non è e neanche si sforza di apparirvi

RISOTTO E LENTICCHIE ALL'ANICE STELLATO E CANNELLA CON QUENELLE DI BACCALA' MANTECATO

ingredienti per 2 persone:

180 gr. di lenticchie
160 gr. di riso vialone nano
qualche fiore di anice stellato
una spolverata di cannella
olio e.v.o.
una noce di burro
200 gr. di baccalà ammollato
400 ml. di latte
1 lt. di acqua

portare a bollore l'acqua con l'anice stellato e la cannella leggermente (molto leggermente) salata e cuocervi le lenticchie precedentemente lavate per circa 45 minuti.
pulire e cuocere nel latte il baccalà per circa 20 minuti.

quando le lenticchie saranno cotte, mantenere il liquido di cottura e tostarle nella pentola dove cuocerete il risotto per alcuni minuti, con un giro di olio e.v.o.  aggiungere il riso e tostare un paio di minuti. a questo punto aggiungere l'acqua di cottura delle lenticchie e sfumare, proseguire fino a che avrete acqua e se non vi basterà aggiungere dell'acqua bollente. aggiustare di sale se necessario.

nel frattempo frullare il baccalà con una goccia del latte di cottura e qualche cucchiaio di olio e.v.o. ed un pizzico di cannella (più olio c'è e più morbida risulta la crema di baccalà).

al termine della cottura del riso e lenticchie, mantecare con una noce di burro e dopo qualche minuto servire con due quenelle di crema di baccalà e, volendo, un filo di olio e.v.o. a crudo.

con questo post io e serena ci siamo accopp(i)ate per partecipare al contest di genny:


22/12/10

qalendario 2011 :-)

 qalendario

cari amici, per augurarvi di trascorrere al meglio le prossime festività ho pensato di fare un calendario virtuale con 12 ricette che ho pubblicato quest'anno. sono alcune tra le ricette che ho preferito e che vi consiglio decisamente di provare: dalle più semplici alle più complesse, per tutti i gusti e tutti i livelli di abilità ;-) naturalmente nella pagina di ogni mese ho riportato i prodotti stagionali, così quando vi verrà voglia di comprare una zucchina a dicembre avrete la mia virtuale bacchettata sulle mani! allora che aspettate a scaricare il Qalendario 2011? cliccate la scritta qui sotto!


ps 1: in lavorazione una versione chiara stampabile, ché non voglio avere il vostro toner sulla coscienza per la mia mania darkettona ^-^

ps 2: se avete problemi a visualizzarlo ditemelo eh :-)

13/12/10

qualcosa di bianco(cocco)natale

omini di cocco mod

ah, il tempo, il tempo! no non quello meteorologico: il tempo per fare le cose, il tempo libero, il tempo vero e proprio. mi manca, mi manca! ho da fare, e tanto: dunque sulla letterina per babbo natale quest'anno il tempo sarà in cima alla lista dei miei desideri. ma voi cosa regalate a natale? io devo ammettere di aver sviluppato negli anni una forte allergia ai regali ad ogni costo, e dunque da diverso tempo ormai mi limito ad un pensiero per le persone più vicine giusto perché mi fa piacere, ma non perché lo ritenga dovuto. e mi aspetto di ricevere altrettanto, o anche meno. anche perché più passa il tempo meno capisco cosa abbiano a che vedere l'abbondanza, lo spreco e il lusso col natale. però questi omini di cocco s'han da fare! se da crudi gli traforate la testa con una cannuccia (che detta così non è granché elegante ma rende l'idea) potete appenderli al vostro albero. oppure potete lasciarli illesi e regalarli così come sono. perché secondo me non c'è pensiero più gradito di quello fatto con le proprie mani. se volete approfondire, su spigoloso c'è tutto il procedimento per fare il burro di cocco; i biscotti invece si fanno così:

OMINI AL BURRO DI COCCO E ZENZERO

ingredienti per circa 15 pezzi

170 gr farina 0
50 gr burro di cocco
50 gr burro normale
60 gr zucchero semolato
1 tuorlo
zenzero in polvere a piacere
zucchero a velo per decorare

mescolare i due burri senza scioglierli. unire lo zucchero e mescolare ancora ma sempre senza sciogliere il composto. unire tutti gli altri ingredienti e formare una palla. riporre in frigo mezz'ora coperta di pellicola. stendere su una spianatoia non infarinata, ritagliare i biscotti e cuocere a 150° per 15-20 minuti: non devono colorire. da tiepidi, immergere nello zucchero a velo. da freddi, cospargere ancora di zucchero a velo.

04/12/10

qualcosa da sapere (sulle uova)


cari amici, vi segnalo questo mio post su dissapore: è un piccolo approfondimento sulle uova, su come riconoscerle e sceglierle consapevolmente senza farsi fuorviare da etichettature ingannevoli. conoscevate i codici delle uova? come vi comportate di solito? è un tema interessante su cui riflettere.. andate a vedere e buon fine settimana a tutti!

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