28/12/11

qualcosa da dire? buon anno!

clicca qui per scaricare il qalendario 2012


le pentole fanno muffa in questo periodo: poco tempo per cucinare e tante cose da fare. ma non mollo mica eh? intanto stasera con i tuorli avanzati dai torciglioni di natale faccio un tot di pasta e biscotti, poi si vedrà. nel frattempo beccatevi il qalendario 2012 di qualcosadirosso: stavolta l'ho fatto in versione stampabile senza svuotare la cartuccia dell'inchiostro, ovvero su fondo bianco. 
ma voi che fate il 31 sera? a me non è mai fregato un tubo del capodanno, e da anni lo festeggio in modo molto semplice e sobrio, preferibilmente a casa, fra pochi pochissimi e cari amici. forse, ma dico forse, quest'anno ce ne andremo al ristorante, alla faccia della crisi. o forse anche no, chissà. in ogni caso starò lontana anni luce dai botti, che ooodio intensamente.
a proposito... auguro un intenso 2012 a tutti quelli che passano di qua :-)

13/12/11

qualcosa da dire (sul "santa lucia")

 raggiodisole

arcobaleno1

arcobaleno2

niente ricetta oggi: solo immagini di luce e qualche parola che spero sia utile a rafforzare una voce. quella di chi si batte perché il santa lucia non chiuda. è un centro che si occupa di riabilitazione neuromotoria di bambini affetti da gravi problemi: è un lavoro delicato e di altissima specializzazione, indispensabile affinché i bimbi e le loro famiglie abbiano anche solo la speranza di vivere una vita il più possibile, diciamo, "normale". ebbene, il santa lucia rischia di chiudere per mancanza di fondi. ora pare che la regione lazio abbia garantito la copertura economica, ma il post di oggi a blog unificati è comunque d'obbligo per far capire che cosa sono in grado di fare le persone quando mosse da motivazioni profonde. il mio in bocca al lupo va a caris che si è fatta promotrice di questa iniziativa, a suo figlio e a tutti i bambini che come lui hanno il diritto di essere bambini, e quello di diventare adulti.


02/12/11

qualcuno in cucin@: noi!

 copertina in cucina

finalmente è uscito! è il libro a cui molti blogger hanno contribuito per accompagnare il lettore in un anno di ricette provate e di sicura riuscita, sfiziose e originali, con dentro un po' di ciascuno di noi. grazie a silvana sarti che ha ideato e coordinato il tutto e ad arsenale editore che ha realizzato il progetto!
sui blogger coinvolti c'è sempre stato un grande riserbo: personalmente ne sono venuta al corrente solo a cose fatte, e devo dire che questa sorta di "appuntamento al buio" in libreria è stato divertente. il libro è già disponibile in libreria oppure, se preferite, potete acquistarlo online. se lo comprate fatemi sapere!

PS

approfitto per ricordare che è ancora disponibile per pochi giorni l'anteprima de "la cucina ritrovata", libro cui ho partecipato con ilmangione.it e il cui ricavato andrà a chefs sans frontières. qui tutte le informazioni!

28/11/11

qualcosa di negroamaro (cantele)

fagottini ragu agnello 3

paolo cantele mi ha chiesto di partecipare al suo contest diversi mesi fa: si trattava di ideare una ricetta da abbinare a uno dei suoi vini. siccome il rapporto liquidi/solidi a tavola è tra i più affascinanti nel mondo della gastronomia, ho detto subito di sì. paolo ha inviato a ciascun partecipante più bottiglie del medesimo vino: ha così dato a tutti la possibilità di assaggiarlo e studiarlo un po' prima di decidere a cosa abbinarlo. in genere si fa esattamente il contrario: in base al menu si decidono i vini in abbinamento. stavolta abbiamo dovuto fare il percorso inverso: un modo intelligente e originale di approcciarsi al tema.

fagottini ragu agnello 2

appena ho saputo che il "mio" vino sarebbe stato il negroamaro ho subito pensato: "agnello". un gusto deciso, senza compromessi, una speziatura fine ma evidente, profumo di ciliegie e una piacevole freschezza finale. è il mio modo di descrivere il negroamaro "teresa manara" di cantele, ma userei le stesse parole per un piatto di agnello con le cime di rapa, amorevolmente cuciti insieme a questo bel vino.

fagottini ragu agnello 1

FAGOTTINI RIPIENI CON RAGU DI AGNELLO E SALSA DI CIME DI RAPA

ingredienti per 3/4 persone

per la pasta:
400 gr farina di tipo 1 o 0
1 uovo medio codice "0"
200 ml scarsi di acqua
sale q.b.

per il ragù:
300 gr di polpa magra di agnello
olio extravergine d'oliva
per il soffritto: sedano, carota, cipolla, gambi di prezzemolo, aglio in camicia, chiodo di garofano, un peperoncino piccolo secco, rosmarino e salvia legati insieme
350 gr pomodori pelati
un bel goccio di vino negroamaro "teresa manara" 

per la salsa:
un mazzo di cime di rapa
olio extravergine d'oliva
sale

per completare il piatto: 
pecorino stagionato da grattugiare
olio extravergine d'oliva fruttato intenso (io un monocultivar di moraiolo, in alternativa: coratina pugliese)

in una pentola larga, preparare il ragù di agnello tritando la carne al coltello molto finemente. soffriggere gli odori ben sminuzzati (sedano, carota, cipolla, prezzemolo), l'aglio con la sua camicia, il chiodo di garofano, il peperoncino, il mazzetto aromatico. quando il tutto è ben caramellato, unire la carne e rosolare bene. aggiungere il vino e coprire per un minuto, quindi scoprire e lasciar evaporare. dopo poco aggiungere i pelati opportunamente schiacciati e il loro succo. portare a cottura lentamente senza coperchio, cercando di far evaporare bene il liquido: dovendo infatti usare il sugo come ripieno occorrerà che sia piuttosto asciutto. io per sicurezza l'ho fatto riposare una notte in frigo. dopo venti minuti dall'inizio ricordatevi di togliere il mazzetto aromatico, il chiodo di garofano, l'aglio e il peperoncino.

per la pasta, setacciare la farina ed impastare tutto massaggiando bene con le mani. ogni farina assorbe l'acqua a modo proprio: la pasta non dovrà essere molto dura ma neanche troppo appiccicosa, quindi regolatevi con l'acqua. una volta formata la palla, copritela e lasciatela riposare per venti minuti.

stendere la pasta su una spianatoia ben infarinata. formare dei quadrati di 4/5 cm di lato, appoggiarvi al centro un cucchiaino colmo di ripieno (cioè il ragù) e chiudere accuratamente a sacchetto. se resta un ciuffo troppo grosso potete tagliarne una parte. 

per la salsa, privare le cime di rapa dell'eventuale costa dura. sminuzzare e tuffare in poca acqua bollente leggermente salata. portare a cottura e scolare conservando una parte dell'acqua.

frullare le cime di rapa con un goccio d'acqua di cottura, olio extravergine d'oliva e un pizzico di sale. passare al setaccio per ottenere una crema liscissima e vellutata, leggermente cremosa. versarla in un pentolino e portarla a temperatura. se fosse troppo liquida potete farla bollire un po' per ridurla. 

tuffare i fagottini in acqua bollente salata facendo attenzione che stiano ben larghi e non si ammucchino. grattugiare il pecorino sui piatti (oppure dopo, sopra la pasta), disporre la salsa calda sui piatti, appoggiarvi i fagottini scolati delicatamente con un colino dopo 5 minuti di ebollizione, completare con olio extravergine d'oliva fruttato intenso. servire con un bicchiere di negroamaro "teresa manara".


23/11/11

qualcosa di buono: la cucina ritrovata per chefs sans frontieres

forse pochi di voi sanno che, fra le altre cose, collaboro da anni con ilmangione.it, sito che si occupa di recensioni di ristoranti in tutta italia e all'estero fatte dagli utenti. ebbene, il nostro direttore ha ideato e realizzato, col contributo di alcuni recensori, la redazione di un libro originalissimo: "la cucina ritrovata", il cui ricavato andrà a chefs sans frontières, l'associazione che si occupa del recupero di ragazzi africani di strada avviandoli alla professione di cuoco. abbiamo girato i ristoranti delle nostre regioni alla ricerca dei piatti dimenticati delle tradizioni locali, riscoprendo sapori perduti e preparazioni complesse o anche semplicissime ma cadute in disuso. oltre alle recensioni ci sono naturalmente anche tutte le ricette. il libro uscirà in libreria a gennaio 2012, ma è già in vendita una prestampa a tiratura limitata da prenotare entro il 5 dicembre, che potete approfondire ed acquistare qui.
quest'anno a natale fatevi e fate un regalo buono e giusto :-)

17/11/11

qualcosa di buono: acCORdiamoci

immagine di cobrizoperla


c'erano due ragazze appassionate di cucina che avevano un sogno: aprire un piccolo ristorante. hanno fatto sacrifici, investito tempo e denaro: ce l'hanno fatta, l'hanno aperto. dentro ci sono le loro giornate, la loro fatica, la loro passione.
poi è arrivato il fango, sporco, impietoso e cattivo, a radere al suolo la loro piccola nuova creatura. e con essa giornate, fatica, passione.

possiamo fare qualcosa per loro adesso: DONARE. queste sono le coordinate:

IBAN: IT86T0617501410000001648580
Intestato a: OFFICINA DI CUCINA S.N.C. FONDI ALLUVIONE 2011 NEGOZIO
Banca Carige – Swift Code: CRGE IT GG 110

c'è anche una pagina facebook con cui, grazie all'impegno di molti foodblogger, si sta ricostruendo l'officina di cucina. e voi cosa potete fare? rinunciate a una rivista, una pizza o qualcosa che vi sembra normale comprare, e con la stessa cifra contribuite alla restaurazione di un sogno, di una vita, di una passione.

14/11/11

quanti giorni sono passati...

 tortino100mandorle

...dall'ultimo post? boooh! per pudore ho tolto la data. però ho avuto una buona scusa (oltre al lavoro, che già vale): abbiamo raccolto le olive. tante. belle. abbiamo fatto l'olio. l'olio nuovo. tanto. ma si sa, quest'anno va bene, l'anno prossimo magari andrà male... chissà: prendiamo quel che viene, viviamo il presente. e nel presente, a novembre, c'è l'olio nuovo :-) questi tortini sono una delle cose migliori che abbia fatto nell'ultimo anno. e ne ho fatte di ciofeche (non postate, naturalmente), quindi mi devo imporre di pubblicarli. avete presente la crema di mandorle 100%? quella in barattolo, che si trova nei negozi bio, con dentro solo mandorle finemente tritate e ridotte in pasta? ecco, l'ho usata come fosse burro. o olio, fate voi. l'ho usata per questi tortini alla farina di mandorle per ottenere un gusto 100% deciso di mandorla. sono di una morbidezza e avvolgenza uniche. li ho abbinati a una riduzione di succo d'arancia, gocce di olio nuovo e fiori di mentuccia. uno degli oliveti di mio nonno è letteralmente tappezzato di mentuccia: mentre raccogliamo le olive la respiriamo a pieni polmoni... è bellissimo.

tortino100mandorle2

TORTINI 100% MANDORLE, RIDUZIONE D'ARANCIA, OLIO NUOVO E FIORI DI MENTUCCIA

ingredienti per 12 tortini

2 uova codice 0
130 gr crema di mandorle 100% (mi raccomando, che sia purissima, senza alcun altro ingrediente)
90 gr farina di mandorle
50 gr farina
60 gr fecola
100 gr zucchero
100 gr latte intero
1 cucchiaino colmo di cremor tartaro con bicarbonato
succo di limone

montare le uova con lo zucchero, aggiungere i grassi e i liquidi. unire le farine e infine il lievito. versare negli stampini (tipo muffin ma più bassi) e cuocere a 170° per 25 minuti circa, a seconda del forno: devono colorire e screpolarsi.

per la riduzione d'arancia:
spremere 2 arance, filtrare il succo, aggiungere 2 cucchiai colmi di zucchero, ridurre sul fuoco in un pentolino largo fino a raggiungere una consistenza leggermente cremosa.

servire con la salsa, l'olio nuovo a gocce e i fiori.

13/10/11

qualcosa di diverso: frolla choux (o quasi) di paolo lopriore

biscotti frolla choux 1


uno dei primi libri di sciefffs superfamosi che ho comprato è stato "0-24: una giornata in cucina" di paolo lopriore, cuoco visionario della certosa di maggiano a siena. sono stata a mangiare alla certosa almeno 5 volte negli ultimi tre anni, e mai sono tornata indifferente. la sua forza è la capacità di sfrondare e semplificare fino a toccare l'anima degli ingredienti. a volte il suo ragionamento è quasi inespugnabile, ai limiti del comprensibile, come spesso accade quando si ha a che fare con personalità in odore di genio. tant'è che ho trovato alcuni suoi piatti ai limiti del commestibile: una violenza di sapori in bocca. 
sì va beh, ma noi comuni mortali? noi apriamo il suo libro e cerchiamo di imparare qualcosa va' ;-)
ad esempio, questi biscotti. no, non li trovate nel libro: me li sono inventati io (e non ci voleva poi molto) a partire dalla base della sua torta al limone. che sembra una normale torta di pasta frolla e crema, e invece, leggendo la ricetta, vien fuori che la base si cuoce in pentola come la choux dei bignè. ora, siccome non avevo uova a sufficienza per rifare la torta para para, ho pensato di usare la base come impasto per dei ravioli dolci, o biscotti ripieni. ho scoperto così un impasto nuovo, di grande lavorabilità, di sapore tutto sommato neutrale (quindi lo vedrei bene anche con ripieni salati) e di grande tenuta in cottura. i biscotti in forno non si sono aperti, non si sono deformati, non si sono rotti nonostante la mia capacità innata di fare casino con le operazioni di chiusura dei ravioli... insomma, erano intatti. ma è la facile e agevole lavorabilità della pasta che mi ha stupita di più. penso che diventerà una delle mie basi fisse. se la provate fatemi sapere eh? :-)

biscotti frolla choux 2


BISCOTTI DI PASTA SIMIL-CHOUX CON MELE E AMARETTI
ispirati a una ricetta di paolo lopriore

ingredienti per una grande teglia di biscotti

per la pasta:
450 gr farina 0
100 gr burro
70 gr zucchero
1 grosso pizzico di sale
250 gr acqua

portare ad ebollizione l'acqua con lo zucchero, il sale e il burro. versarvi in un colpo solo la farina, lavorare per un paio di minuti col cucchiaio di legno quindi spegnere il fuoco. formare un impasto e raffreddare il più velocemente possibile. riporre in frigo in un contenitore chiuso in modo ermetico per un giorno. tirare fuori dal frigo almeno 3 ore prima dell'uso.

per il ripieno:
2 grosse mele golden delycious
10 amaretti
3 cucchiai colmi di zucchero
una fetta di burro
il succo di 1/2 limone

tagliare le mele sbucciate a dadini molto piccoli. irrorare di succo di limone, cuocere in padella a fuoco vivo col burro e lo zucchero finché il liquido sprigionatosi in cottura sia quasi completamente evaporato. sbriciolarvi sopra gli amaretti, mescolare e tenere da parte.

composizione:
spianare la pasta ormai a temperatura ambiente allo spessore di 2-3 mm, possibilmente senza infarinare la spianatoia, ma vedrete che non ce ne sarà bisogno. formare delle strisce larghe poco più del coppapasta (il mio è 5/6cm, poi controllo), formare dei mucchietti di ripieno, chiudere con un'altra striscia, sigillare molto accuratamente, tagliare. continuare così fino a terminare l'impasto. se volete fare prima, usate una rotella e fate dei ravioli quadrati. io per una volta ho voluto complicarmi la vita e li ho fatti tondi.
cuocere a 180° fino a leggera coloritura. dopo il raffreddamento sulla griglia, spolverizzare di zucchero a velo (ovviamente non vaniglinato!) se si desidera una dolcezza più marcata.

05/10/11

#noleggebavaglio - post a reti unificate

printscreen da google immagini


probabilmente molti non si stanno rendendo conto di quanto sia inquietante quello che sta accadendo. una sintesi: siamo nel 2011, in italia, e discutiamo di libertà di parola. interessante vero? no, non siamo in cina, né in iran. no non siamo nemmeno nel 1935. ho copiato il testo che segue da valigiablu, ma sono centinaia i blog che lo riportano. nel frattempo anche wikipedia si è autosospesa per protesta. rimando all'hashtag #noleggebavaglio di twitter per saperne di più. meditate gente.

Il disegno di legge di riforma delle intercettazioni ha un impatto significativo sulla rete?
Il ddl di riforma della normativa sulle intercettazioni influisce sulla rete in due modi, innanzitutto perché le limitazioni introdotte dal ddl in merito alla pubblicabilità degli atti di indagine riguarda, ovviamente, anche la rete, relativamente al giornalismo professionale, ma soprattutto perché in esso è presente il comma 29 che è scritto specificamente per la rete. Cosa prevede il comma 29? Il comma 29 estende parte della legislazione in materia di stampa, prevista dalla legge n. 47 del 1948, alla rete, in particolare l’art. 8 che prevede la cosiddetta “rettifica”.

Cosa è la rettifica?
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere dei media unidirezionali e di bilanciare le posizioni in gioco. Nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, un semplice cittadino potrebbe avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie, e comunque ne trascorrerebbe molto tempo con ovvi danni alla sua reputazione. Per questo motivo è stata introdotta la rettifica che obbliga i direttori o i responsabili dei giornali o telegiornali a pubblicare gratuitamente le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti che si ritengono lesi.

Il comma 29 estende la rettifica a tutta la rete?
La norma in questione estende la rettifica a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”. La frase “ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica” è stata introdotta in un secondo momento proprio a chiarire, a seguito di dubbi sorti tra gli esperti del ramo che propendevano per una interpretazione restrittiva della norma (quindi applicabile solo ai giornali online), che la norma deve essere invece applicata a tutti i siti online. Ovviamente sorge comunque la necessità di chiarire cosa si intenda per “siti informatici”, per cui, ad esempio, potrebbero rimanere escluse la pagine dei social network, oppure i commenti alle notizie. Al momento non è dato sapere se tale norma si applicherà a tutta la rete, in ogni caso è plausibile ritenere che tale obbligo riguarderà gran parte della rete.

Entro quanto tempo deve essere pubblicata la rettifica inviata ad un sito informatico?
Il comma 29 estende la normativa prevista per la stampa, per cui il termine per la pubblicazione della rettifica è di due giorni dall’inoltro della medesima, e non dalla ricezione. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”.

E’ possibile aggiungere ulteriori elementi alla notizia, dopo la rettifica?
Il ddl prevede che la rettifica debba essere pubblicata “senza commento”, la qual cosa fa propendere per l'impossibilità di aggiungere ulteriori informazioni alla notizia, in quanto potrebbero essere intese come un commento alla rettifica stessa. Ciò vuol dire che non dovrebbe essere nemmeno possibile inserire altri elementi a corroborare la veridicità della notizia stessa.

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è sostanzialmente quella della legge sulla stampa, la quale chiarisce che le informazioni da rettificare non sono solo quelle contrarie a verità, bensì tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni “da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità”, laddove essi sono i soggetti citati nella notizia. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia. Non si tratta affatto, in conclusione, di una valutazione sulla verità, per come è congegnata la rettifica in sostanza si contrappone la “verità” della notizia ad una nuova “verità” del rettificante, con ovvio scadimento di entrambe le “verità” a mera opinione (Cassazione n. 10690 del 24 aprile 2008: “l’esercizio del diritto di rettifica… è riservato, sia per l’an che per il quomodo, alla valutazione soggettiva della persona presunta offesa, al cui discrezionale ed insindacabile apprezzamento è rimesso tanto di stabilire il carattere lesivo della propria dignità dello scritto o dell’immagine, quanto di fissare il contenuto ed i termini della rettifica; mentre il direttore del giornale (o altro responsabile) è tenuto, nei tempi e con le modalità fissate dalla suindicata disposizione, all’integrale pubblicazione dello scritto di rettifica, purché contenuto nelle dimensioni di trenta righe, essendogli inibito qualsiasi sindacato sostanziale, salvo quello diretto a verificare che la rettifica non abbia contenuto tale da poter dare luogo ad azione penale”).

Come deve essere inviata la richiesta di rettifica?
La normativa non precisa le modalità di invio della rettifica, per cui si deve ritenere utilizzabile qualunque mezzo, fermo restando che dopo dovrebbe essere possibile provare quanto meno l’invio della richiesta. Per cui anche una semplice mail (non posta certificata) dovrebbe andare bene.

Cosa accade se non rettifico nei due giorni dalla richiesta?
Se non si pubblica la rettifica nei due giorni dalla richiesta scatta una sanzione fino a 12.500 euro.

Che succede se vado in vacanza, mi allontano per il week end, o comunque per qualche motivo non sono in grado di accedere al computer e non pubblico la rettifica nei due giorni indicati?
Queste ipotesi non sono previste come esimenti, per cui la mancata pubblicazione della rettifica nei due giorni dall’inoltro fa scattare comunque la sanzione pecuniaria. Eventualmente sarà possibile in seguito adire l’autorità giudiziaria per cercare di provare l’impossibilità sopravvenuta alla pubblicazione della rettifica. È evidente, però, che non si può chiedere l’annullamento della sanzione perché si era in “vacanza”, occorre comunque la prova di un accadimento non imputabile al blogger.

La rettifica prevista dal comma 29 è la stessa prevista dalla legge sulla privacy?
No, si tratta di due cose ben diverse anche se in teoria ci sarebbe la possibilità di una sovrapposizione parziale. La legge sulla privacy consente al cittadino di chiedere ed ottenere la correzione di dati personali, mentre la rettifica ai sensi del comma 29 riguarda principalmente notizie.

Con il comma 29 si equipara la rete alla stampa?
Con il suddetto comma non vi è alcuna equiparazione di rete e stampa, anche perché tale equiparabilità è stata più volte negata dalla Cassazione. Il comma 29 non fa altro che estendere un solo istituto previsto per la stampa, quello della rettifica, a tutti i siti informatici.

Con il comma 29 anche i blog non saranno più sequestrabili, come avviene per la stampa?
Assolutamente no, come già detto con il comma 29 non si ha alcuna equiparazione della rete alla stampa, si estende l’obbligo burocratico della rettifica ma non le prerogative della stampa, come l’insequestrabilità. Questo è uno dei punti fondamentali che dovrebbe far ritenere pericoloso il suddetto comma, in quanto per la stampa si è voluto controbilanciarne le prerogative, come l’insequestrabilità, proprio con obblighi tipo la rettifica. Per i blog non ci sarebbe nessuna prerogativa da bilanciare.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Se ritengo che la rettifica non sia dovuta, posso non pubblicarla?
Ovviamente è possibile non pubblicarla, ma ciò comporterà certamente l’applicazione della sanzione pecuniaria. Come chiarito sopra la rettifica non si basa sulla veridicità di una notizia, ma esclusivamente su una valutazione soggettiva della sua lesività. Per cui anche se il blogger ritenesse che la notizia è vera, sarebbe consigliabile pubblicare comunque la rettifica, anche se la stessa rettifica è palesemente falsa.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica, il titolare del dominio, il gestore del blog?
Questa è un’altra problematica che non ha una risposta certa. La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi è il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Anche qui non è possibile dare una risposta certa al momento. In linea di massima un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

Pensavo di creare un widget che consente agli utenti di pubblicare direttamente la loro rettifica senza dovermi inviare richieste. In questo modo sono al riparo da eventuali multe?
Assolutamente no, la norma prevede la possibilità che il soggetto citato invii la richiesta di rettifica e non lo obbliga affatto ad adoperare widget o similari. Quindi anche l’attuazione di oggetti di questo tipo non esime dall’obbligo di pubblicare rettifiche pervenute secondo differenti modalità (ad esempio per mail).

Pensavo di aprire un blog su un server estero, in questo modo non sarei più soggetto alla rettifica?
Per non essere assoggettati all’obbligo della rettifica è necessario non solo avere un sito hostato su server estero, ma anche risiedere all’estero, come previsto dalla normativa europea. E, comunque, anche la pubblicazione di notizie su un sito estero potrebbe dare adito a problemi se le notizie provengono da un computer presente in Italia.

E’ vero che in rete è possibile pubblicare tutto quello che si vuole senza timore di conseguenze? E’ per questo che occorre la rettifica?
Questo è un errore comune, ritenere che non vi sia alcuna conseguenza a seguito di pubblicazione di informazioni o notizie online, errore dovuto alla enorme quantità di informazioni immesse in rete, ovviamente difficili da controllare in toto. Si deve inoltre tenere presente che comunque l’indagine penale od amministrativa necessita di tempo, e spesso le conseguenze penali od amministrative a seguito di pubblicazioni online, si hanno a distanza di settimane o mesi. In realtà alla rete si applicano le stesse medesime norme che si applicano alla vita reale, anzi in alcuni casi la pubblicazione online determina l’aggravamento della pena. Quindi un contenuto in rete può costituire diffamazione, violazione di norme sulla privacy o sul diritto d’autore, e così via… Il discorso che spesso si fa è, invece, relativo al rischio che un contenuto diffamante possa rimanere online per parecchio tempo. In realtà nelle ipotesi di diffamazione o che comunque siano lesive per una persona, è sempre possibile ottenere un sequestro sia in sede penale che civile del contenuto online, laddove l’oscuramento avviene spesso nel termine di 48 ore.

Ho letto di un emendamento presentato da alcuni politici che dovrebbe risolvere il problema della rettifica. È un buon emendamento?
Già lo scorso anno fu presentato un emendamento da alcuni parlamentari, che sostanzialmente dovrebbe essere riproposto quest’anno, con qualche modifica. In realtà l’emendamento Cassinelli, dal nome dell’estensore, non migliora di molto la norma: allunga i termini della rettifica a 10 giorni, stabilisce che i commenti non sono soggetti a rettifica, e riduce la sanzione in caso di non pubblicazione. L’allungamento dei termini non è una grande conquista, in quanto l’errore di fondo del comma 29 è l’equiparazione tra rete e stampa, cioè tra attività giornalistica professionale e non professionale, compreso la mera manifestazione del pensiero, tutelata dall’art. 21 della Costituzione, esplicata dai cittadini tramite blog. Per i commenti la modifica è addirittura inutile in quanto una lettura interpretativa dovrebbe portare al medesimo risultato, anzi forse sotto questo profilo l’emendamento è peggiorativo perché invece di “siti informatici” parla di “contenuti online” con una evidente estensione degli stessi (pensiamo alle discussioni nei forum). Tale emendamento viene giustificato con l’esempio del blogger che scrive: “Tizio è un ladro”, ipotesi nella quale, si dice, Tizio ha il diritto di vedere rettificata la notizia falsa. Immaginiamo invece che Tizio effettivamente sia un ladro, la rettifica gli consentirebbe di correggere una notizia vera con una falsa. Se davvero Tizio non è un ladro, invece, non ha alcun bisogno di rettificare, può denunciare direttamente per diffamazione il blogger ed ottenere l’oscuramento del sito in poco tempo.

Ma in sostanza, quale è lo scopo di questa norma?
Una risposta a tale domanda è molto difficile, però si potrebbe azzardarla sulla base della collocazione della norma medesima. Essendo inserita nel ddl intercettazioni, potrebbe forse ritenersi una sorta di norma di chiusura della riforma, riforma con la quale da un lato si limitano le indagini della magistratura, dall’altro la pubblicazione degli atti da parte dei giornalisti. Poi, però, rimarrebbe il problema se un giornalista decide di aprire un blog in rete e pubblicare quelle intercettazioni che sul suo giornale non potrebbe più pubblicare. Ecco che il comma 29 evita questo possibile rischio.

AGGIORNAMENTO: approvata la norma salva-blog! :-)

27/09/11

quando ho comprato la farina di spinaci...

 zebra cake spinaci

...ho pensato subito che sarebbe stato interessante usarla per colorare un dolce. sono sempre stata molto scettica nei confronti dei coloranti alimentari, ma da quando ho letto questo libro lo sono ancor di più. il cibo colorato è certamente più appetibile, ma c'è da dire che il cibo... E' colorato. e sarebbe bello sfruttare al meglio le sue potenzialità in modo da trasformare un vezzo (il colore) in qualcosa di sano (un colore naturale). e dunque, coraggio alla mano, ho infilato la farina di spinaci in una torta. lì per lì ho realizzato che effettivamente la farina sapeva davvero di spinaci: non so dire quanto di quel profumo si sarebbe mantenuto dopo la cottura, perché per sicurezza ho "corretto" il sapore con la buccia del lime. a proposito, ma voi dite "LIME" o "LAIM"? io dico lime. sbaglio?
torniamo al dolce. in verità vi dico che avevo anche aggiunto del succo di rape rosse alla metà giallina della torta, ma il bel colore rosato che l'impasto aveva da crudo, in cottura, si è perso. questo significa che bisogna calcare la mano: la prossima volta frullerò la rapa rossa e ci metterò la polpa. tanto la rapa è dolce. ora, prometto che prima o poi mi cimenterò in una creazione con pasta di zucchero colorata con coloranti davvero naturali, ma non garantisco: sarebbe un debutto totale per me, e probabilmente fallirei perché non ho grande pazienza, né tempo né (probabilmente) capacità, anche se in passato qualcosina ho fatto (con risultati quasi agghiaccianti). però, essendo il web pieno di gente bravissima nei dolci decorati e con manualità da urlo, mi piacerebbe tanto che qualcuno accogliesse questa mia provocazione: riuscire a fare un dolce colorato senza coloranti. ok, il colore blu probabilmente andrebbe abbandonato (non a caso è una tinta praticamente assente fra gli alimenti), però credo che gli altri colori, con un po' di fantasia, si potrebbero ottenere. chi ci prova? :-)

ZEBRA CAKE ALLA PANNA, LIME E FARINA DI SPINACI

per una torta di 22 cm circa

250 ml di panna fresca
200 gr farina 0
100 gr fecola di patate
1 uovo + 3 albumi (mi avanzavano dai ravioli)
150 gr zucchero
3 cucchiaini colmi di cremor tartaro con bicarbonato
poco sale
2 cucchiai di olio e.v.o.

per l'impasto verde:
1 cucchiaio di farina di spinaci
la buccia di un lime

per l'impasto rosa:
2 cucchiai di polpa di rape rosse lessate, frullate e setacciate

montare le uova con lo zucchero. unire l'olio e montare ancora. aggiungere la farina e la fecola, il sale e la panna che avrete semimontato in precedenza (ma tenere da parte un cucchiaio o due di panna per l'impasto verde). mescolare senza smontare troppo. dividere l'impasto a metà (meglio se con la bilancia). per l'impasto verde: aggiungere metà del lievito, la farina di spinaci, la panna tenuta da parte e la buccia del lime. mescolare bene. per l'impasto rosa: aggiungere la polpa di rape rosse e l'altra metà del lievito. mescolare bene.
composizione
sembra difficile invece è solo noioso. eheh :) prendere un grosso cucchiaio di impasto verde e metterlo al centro della tortiera (ricoperta di carta forno). con un altro cucchiaio, prendere un altro bel tot di impasto rosa e metterlo al centro della tortiera, sopra quello verde. continuare così alternando le cucchiaiate (sempre abbondanti mi raccomando) e versandole sempre al cento. infornare senza scuotere la teglia, altrimenti addio lavoro certosino. cuocere per 30-35 minuti a 180° o anche meno, a seconda del forno.

PS1: la ricetta è molto simile a quest'altra zebra cake che ho fatto in passato.

PS2: ho comprato qui la farina di spinaci.

16/09/11

queste barrette croccanti...

barrette_1

...le avevo viste da elisa. come dicevo di qua, ho imparato tanto grazie al blog, sto continuando ad imparare e ne sono felice. mo' vediamo pure se mi decido ad imparare a fare foto con la luce gialla di casa in piena notte. sì perché la mia nuova vita presuppone il cucinare solo ed esclusivamente la sera, a parte il week end, in cui comunque non fotografo quasi mai niente. e dunque, per prima cosa mi deciderò ad aprire quel benedetto libricino di istruzioni della macchina fotografica, poi cercherò in internet e chiederò consigli (se ne avete, date date!), quindi preparatevi a vedere una serie di foto-cesso giallone o fotoscioppatissime (tipo quella qui sopra) per tentare di mascherare la mia inettitudine :-)
ma torniamo alle barrette! quando vedo una ricetta che mi acchiappa vorrei tanto farla subito, ma purtroppo non è semplice: magari mi manca un ingrediente, oppure avevo già programmato altre cose... e il tempo passa. l'altro ieri poi al negozio biologico ho visto una confezione di cereali croccanti con frutti di bosco e mi sono ricordata le barrette! elisa mi ha aiutata a ritrovare la ricetta nel suo blog ed eccole qua: ho modificato poche cose per vari motivi che spiegherò nella ricetta ma non l'ho assolutamente snaturata. eli, sono venute benissimo, sono proprio contenta! inoltre mi sono resa conto che con una confezione di cereali si ottengono più del doppio di barrette che si acquistano già fatte: risparmio, divertimento e solo dieci minuti di lavoro. ah! unico piccolo problema: i cereali che ho comprato contengono grasso di palma (purtroppo me ne sono accorta tardi), intorno al quale ruotano una serie interminabile di problemi. pare che i cereali biologici coop non ne contengano... verificherò, ma intanto chiedo a voi: avete una marca da consigliarmi?


BARRETTE CROCCANTI AI FRUTTI DI BOSCO E CAFFE'

ingredienti per un piccolo stampo da plumcake (ma consiglio di farne di più, in una bella teglia grande)
(nb: il mio stampo è 8*25 ed ho ottenuto 6 grosse barrette piuttosto spesse)

180 gr di muesli di cereali croccanti con frutti di bosco
1 cucchiaino di caffè solubile in polvere
1 cucchiaione di miele fluido delicato (acacia ecc...: io avevo un millefiori proveniente da qui)
pochissimo olio extravergine d'oliva
sale

mescolare accuratamente i cereali col caffè, il sale e il miele. foderare lo stampo con carta forno inumidendola in modo che aderisca. pressare molto bene i cereali nello stampo, anche sugli angoli. io ho usato una spatola di plastica che ho unto d'olio ripetutamente, ma nel complesso avrò utilizzato neanche mezzo cucchiaio d'olio. elisa credo l'abbia usato in maggior quantità per via dei semi di sesamo, che io però ho omesso. infornare a 170° per 15-20 minuti: non deve colorire troppo. raffreddare per 10 minuti su una griglia, estraendo il composto dalla teglia prendendolo dai bordi della carta, quindi tagliare e lasciar raffreddare completamente. avvolgere in singoli pacchetti con carta da forno.

13/09/11

qualche parola per le aziende: dodecalogo della proposta al foodblogger


(immagine tratta dal web)

come promesso, dopo lo sconclusionato dodecalogo del neo-foodblogger (al quale ri-dico: non prenderti e soprattutto non prendermi troppo sul serio), oggi mi permetto di dare alcune indicazioni alle aziende che, afferrate le potenzialità della rete, intendano sfruttarle a proprio vantaggio. ad esempio, contattando i foodblogger per farsi pubblicità. nulla di male in questo: parlando per luoghi comuni, la pubblicità è l'anima del commercio e bla bla bla. sì, però il foodblogger non è un fesso, né uno che fa beneficenza per le povere aziende sprovviste di fondi per la pubblicità: è semplicemente un tizio che ha un blog.
indi per cui, spettabili aziende, se volete contattarci per una qualche proposta commerciale, continuate a leggere:

1) il foodblogger è nel 99% dei casi una persona che ha una vita, probabilmente un lavoro e del tempo libero. poco. nel tempo libero magari si dedica al blog. gratis, e per se stesso. nel caso in cui gli richiedeste di "lavorare" per voi in quel tempo libero, dovreste pagarlo.
2) il restante 1% potrebbe essere un foodblogger professionista: a maggior ragione va pagato.
3) è probabile che un foodblogger sia anche leggermente più informato di uno che cucina e mangia per sopravvivere, quindi potrebbe non voler pubblicizzare prodotti di scarsissima qualità. astenetevi, nel caso, dal proporlo.
4) se un foodblogger decide di darvi la sua collaborazione, il suo tempo, il suo spazio, potreste ricompensarlo a qualcosa più che semplice gratitudine od un piccolo link in una sottopagina introvabile del vostro sito.
5) se volete una ricetta per il vostro libro, corredata magari di foto, come minimo sarebbe il caso di scrivere chi vi ha dato le ricette nei ringraziamenti, nonché di omaggiare costoro di una copia.
6) smettetela di proporre scambi di link.
7) ma andate proprio falliti nel pagare un professionista? dovete proprio sfruttare lo studente o il disoccupato o il casalingo neoblogger?
8) spesso la richiesta è del tipo: "ti proponiamo di collaborare gratuitamente col nostro prestigiosissimo sito, pensa un po': abbiamo scelto proprio te", quando poi invece è chiaro che l'avete chiesto a ruota, a tutti e a tappeto, tanto qualcuno nel mucchio ci casca. ecco, può darsi che stiamo smettendo di cascarci.
9) saremmo davvero lieti di pubblicizzare il vostro ottimo prodotto dietro adeguato qualsivoglia compenso, anche materiale, a patto che non richiediate pubblicità occulta.
10) se vi abbiamo già detto di no una volta, non insistete. non ci intasate la mail. per maggiori informazioni andate al punto 11.
11) non spammate. non spammate. non spammate. 
12) se volete davvero ottenere una sana e robusta pubblicità, organizzate incontri, invitate, coinvolgete, aprite le vostre porte e le vostre eventuali fabbriche. dimostrate trasparenza e passione.

12/09/11

qualcosa per chi comincia: dodecalogo del neo-food blogger

 immagine post dodecalogo

oggi voglio esternare alcune mie riflessioni sul mondo dei food blog. negli ultimi anni ne sono nati un'infinità, ve ne siete accorti? ma cosa spinge una persona ad aprire un food blog? spirito di condivisione, cibornografia, autocelebrazionismo, voglia di esserci, necessità di tenere un diario... non importa. qualunque sia il motivo, la rete è aperta a tutti e ognuno può occuparne un tassello. è una grande potenzialità, e una grande ricchezza da salvaguardare. vorrei però mettere bianco su nero alcuni spunti che potrebbero essere utili a chi, d'ora in poi, decidesse di entrare a far parte delle migliaia di food blog della rete. il tutto in modo ironico e bonaccione, e soprattutto senza la presunzione di trovarmi su di un qualche pulpito :)

1) non desiderare il foodblog d'altri. ovvero: vietato copiare foto, testi e quant'altro. ma fin qui vinciamo facile.
2) non aprire un foodblog se cucini robaccia(*). a meno che tu non voglia imparare a liberartene.
3) non aprire un foodblog se cucini pasta con zucchine (ovviamente in inverno) e gamberetti pensando che sia l'ultimo grido: forse lo è, ma di dolore. a meno che tu non voglia imparare a liberartene, di nuovo.
4) non ti prostituire. nel senso: non offrire la tua disponibilità a pubblicizzare più o meno occultamente prodotti di aziende che ti offrono in cambio una scatola di roba, o quanto meno...
5) collabora e offri la tua disponibilità solo a chi è serio e mosso da intenzioni almeno vagamente culturali, oltre che pubblicitarie. e possibilmente offri la tua collaborazione a pagamento.
6) non spacciarti per fotografo se non lo sei: c'è chi ci campa.
7) se dovessero ugualmente chiederti una foto, fattela pagare.
8) non presentarti agli altri food blogger dicendo: "ciao!  ho aperto un nuovo food blog! vieni a trovarmi?": è sicuro che quasi nessuno ci verrà. stesso dicasi per le email di presentazione: l'apertura dell'ennesimo food blog non interessa a nessuno, a meno che il nuovo food blog non sia diverso dagli altri. e cosa lo rende diverso? la tua personalità. che non si manifesta certo in un'email, ma in un lungo percorso fatto di post.
9) sappi che avrai lettori interessanti (ammesso che tu ne desideri) solo se dirai qualcosa di interessante, o quanto meno di intelligente.
10) non fare la corsa al numero di commenti o di visitatori: in fondo non c'è un premio. 
11) se vuoi fare del tuo blog un lavoro, sappi che dovrai farti un mazzo enorme.
12) ama il cibo come se stesse per finire. rispettalo, conoscilo, studialo, collocalo nello spazio e nel tempo, imparalo, mangialo dopo averlo fotografato (o anche prima), inventalo, prendilo alla leggera e poi condividilo, con la consapevolezza che certamente sarà migliorabile, e che col giusto atteggiamento, nel tempo, migliorerà.

PS: a breve un dodecalogo per le aziende che intendono presentarsi ai foodblogger.

(*) parlo di materie prime eh

01/09/11

qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo

 cakeblumonviso

primo settembre: sono tornata operativa! giuro che d'ora in avanti, quando avrò un nemico, gli augurerò un trasloco. è stata un'esperienza oltre l'immaginabile. avevo già cambiato casa un paio di volte, ma da studentessa: erano appoggi temporanei, case non mie. stavolta è stato diverso. nella prossima vita risolverò più agevolmente con una tanica di benzina ed un cerino. ho riacceso il forno: forno vecchio in cucina nuova. oltre che per arrostire i peperoni (dei quali abbiamo campato per tutta l'estate) l'ho riacceso per un banalissimo cake salato. sapori vecchi, sensazioni nuove. le dosi sono ricavate dalla mia solita ricetta per cake salati rimaneggiata in base agli ingredienti che avevo ed ai sacchetti vecchi di farina da svuotare, per fare spazio a quelli nuovi. non vedo l'ora di rimettere in pista anche la spianatoia, il rasagnolo, la pasta madre, i coppapasta, i tagliabiscotti... prevedo stragi di uova e di farina! quanto al cake, non vi dico niente sul profumo che si è sprigionato dentro casa, vero? né sul fatto che alcuni dadini di formaggio si sono sciolti e filavano sul bordo, no? ma conoscete il blu del monviso, eh? ecco, mi taccio :-)

CAKE SALATO ALLE NOCI E BLU DEL MONVISO

ingredienti per uno stampo da 8x5x25

200 gr farina bianca
90 gr farina integrale biologica
60 gr fecola di patate
2 uova codice 0
250 gr latte intero
50-60 gr noci pulite
40 gr burro di centrifuga
2 cucchiai olio extravergine d'oliva
30 gr parmigiano da grattugiare
60 gr blu del monviso
1 bustina di cremor tartaro con bicarbonato
1 cucchiaino raso di miele
sale
pepe
noce moscata
1 rametto di rosmarino

stiepidire il latte col rosmarino, rimuovere il rametto e versare il latte sul burro. sciogliere bene, aggiungere l'olio, il miele, le uova e il parmigiano. sbattere con la frusta quindi versare il composto sulle farine già mescolate fra loro. amalgamare bene, aggiungere il formaggio blu tagliato a dadini, le noci grossolanamente frantumate e il lievito setacciato. mescolare con cura quindi versare nella teglia. la mia in teoria è antiaderente, ma la rivesto ugualmente di carta forno inumidita, così non mi devo dannare per staccare la roba. cuocere a 180° per 30 minuti circa. conservare a temperatura ambiente e avvolto in pellicola per al massimo un giorno, poi via in frigo. quello che vedere ha quattro giorni: si riesce a tagliare anche molto sottile pur rimanendo morbido.

20/07/11

Quo vadis? :-)

 fiore di magnolia

ok via, lo confesso... sto traslocando. cambio casa. vado a vivere con lui. il mio vecchio microappartamento adesso è mezzo vuoto e mezzo pieno, come il famoso bicchiere. anzi, a dire il vero mi sembra più pieno del solito: ma quanta roba avevo accumulato? mioddio, che caos. intaserò la ricicleria, o come si chiama... la stazione ecologica... quella insomma. e ricomincerò a cucinare e postare quando sarà tutto sistemato, altrimenti impazzisco. sì perché il minipimer sta di là, il forno ancora di qua, il mixer boh, le pentole sono mezze inscatolate, la pasta madre è liofilizzata... ecco, questo volevo dire infatti! ho anestetizzato il lievito. dopo vi dico come. l'ho fatto perché 1) è estate e non mi voglio squagliare 2) vi rendete conto i rinfreschi le pizze il pane e le focacce in mezzo alla rivoluzione del trasloco? ecco. in tutto questo però c'è da dire solo una cosa, ed è quella che più conta: sono felice. 
a presto :-)

PASTA MADRE ESSICCATA da resuscitare dopo tre mesi o poco più

è estate? sì. pensate che accendere il forno sia l'idea peggiore? sì. vi siete momentaneamente stufati dei rinfreschi? ehm, sì, ci può stare. bene: addormentate la pasta madre. si chiama "quiescenza": ovvero la sospensione reversibile dello stato vitale di un organismo vivente, quale è il nostro lievito. prendetene un tot e pesatelo. io ho fatto 250 grammi. mettetelo nel mixer con lo stesso peso di farina e niente acqua. usate la stessa farina di sempre. azionate le lame e frullate a lungo, fino ad ottenere uno sfarinato omogeneo e senza grumi. sembra una via di mezzo fra il semolino e il couscous. coprite di carta forno una placca (a me ne sono servite tre piccole dire il vero) e versateci lo sfarinato. deve stare bello largo, quindi semmai dividetelo come ho fatto io in più vassoi. lasciatelo così all'aria, in casa, per un paio di giorni, mescolandolo ogni tanto con un cucchiaio in modo da farlo asciugare uniformemente. trascorsi i due giorni, rimettetelo nel solito vaso dove lo conservate sempre (mi raccomando: perfettamente lavato e soprattutto asciugato). riponete in frigo in attesa della rianimazione, che può avvenire dopo qualche mese. io conto di farlo a settembre, a trasloco concluso. lo si dovrà rinfrescare con l'acqua che avreste dovuto mettere per il normale uso, ovvero la metà del peso della farina. nel mio caso, 125 grammi. speriamo bene, ma a quanto ho letto qui funziona: vi aggiornerò!

AGGIORNAMENTO: punto primo, ha funzionato! punto secondo, l'ho conservata per 4 mesi ed è tornata perfetta al momento della reidratazione.

04/07/11

quaggiù tutto è possibile

"Perché le gioie del più profondo affetto
o dei più lievi aneliti del cuore
sono solo l'ombra della luce."
F. Battiato

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il luogo

Ti invito al viaggio
In quel paese che ti assomiglia tanto.
I soli languidi dei suoi cieli annebbiati
Hanno per il mio spirito l'incanto
Dei tuoi occhi quando brillano offuscati.
Laggiù tutto è ordine e bellezza,
Calma e voluttà.
Il mondo s'addormenta in una calda luce
Di giacinto e d'oro.
Dormono pigramente i vascelli vagabondi
Arrivati da ogni confine
Per soddisfare i tuoi desideri.
Le matin j'ecoutais
Les sons du jardin
La langage des parfums
Des fleurs.
C. Baudelaire

GIUGNO 2010 * GIUGNO 2009 * AGOSTO 2008 

24/06/11

qualcosa di dolcepomodoro: caprese (ma dolce, appunto!)

caprese dolce 2

eh? chi è? ah, sì, eccomi :) che sia un periodo pieno di cose diverse dalla cucina l'ho già detto, per cui non starò a tediare ulteriormente il prossimo con le mie lamentele. solo che lo scopo di questo spazio non è scrivere dell'ultimo piatto di melanzane grigliate o della mangiata di panzanella o insalata mista che mi son fatta: mi sfuggirebbe il senso. scrivo qui quando la situazione è "oh, forse ho fatto una roba buona e interessante: la pubblico va'". o no? e voi perché avete un blog (se ce l'avete)? ditemelo, son curiosa :-) io devo dire che ho imparato tanto negli ultimi quattro anni da queste pagine nere. o meglio...  ho imparato dagli altri, da voi, dal semplice confronto che nasce dalla condivisione. essendo orsa-inside e anche un filino troppo asociale rispetto alla media, nonché piuttosto impenetrabile e schiva ma anche chiacchierona all'occorrenza (quando poi prendo in mano carta e penna mentre parlo è la fine) sono sempre andata dritta per la mia strada senza mai guardare indietro. eppure sono passati più di quattro anni, appunto. la mia orsitudine mi ha sempre impedito di scrivere post di festeggiamento, blogcompleanno e celebration-time. non ho neanche quasi mai scritto delle collaborazioni e delle esperienze che sono scaturite, pur senza andarmele a cercare, grazie a questo blog. eppure adesso, in un giorno qualsiasi di noncompleanno, vorrei dire grazie a tutti voi che, cadendo per piacere o per caso nelle pagine scure che avete di fronte, avete saputo dare un contributo di crescita, di divertimento e in qualche prezioso caso anche di amicizia.
volevo scrivere anche le note dolenti ma me le tengo da parte per il prossimo post (promesso), ché oggi non ho voglia di polemizzare: piuttosto parliamo dei pomodori! :-)

dolce caprese 1

questi piccoli rossi e rotondi concentrati di acidità e sole nascondono potenzialità inimmaginabili. pensate ai pomodori secchi ad esempio: basta privare del proprio liquido un ortaggio tanto acquoso per concentrare in quel che resta una quantità di gusto da far impallidire una carbonara, o un prosciutto. tempo fa ho fatto una marmellata di pomodori alla vaniglia che mi era molto piaciuta, ed ho pensato che mettere il pomodoro in un dolce avrebbe potuto essere una buona idea. l'ho fatto: quella in foto è una caprese dolce (sì lo so che esiste un dolce chiamato caprese fatto col cioccolato eccetera eccetera, ma quello è un altro discorso). mica c'è poi granché di strano: la mozzarella è un formaggio fresco, e se il formaggio entra nella cheese cake non vedo perché la mozzarella non dovrebbe entrare nella caprese dolce. il basilico? è risaputo che stia bene nei dolci. e pure i pinoli [sì, non contenta ho fatto anche il pesto (senza aglio, quindi via quelle espressioni schifate)].  i sassolini che si vedono in giro per il piatto sono cristalli di zucchero grezzo: danno croccantezza e una dolcezza tostata, melassosa, avvolgente. è un dolce poco dolce, molto fresco e decisamente impervio: avrei tanto voluto fare una bella spuma di mozzarella al sifone ma il tempo mi difetta, per cui ho ripiegato sulla classica torretta di aspetto insalataro. passatemi i neologismi eh :-)

caprese dolce 3

CAPRESE DOLCE AI POMODORINI SCIROPPATI, PESTO E MOZZARELLA

ingredienti per 3 piccole porzioni

per i pomodorini sciroppati:
200 gr acqua
200 gr zucchero
6 pomodorini molto maturi ma anche molto sodi
un pezzetto piccolo (diciamo 2cm) di bacca di vaniglia (non vanillina eh, non barate!)

per il "pesto":
basilico qb
pochi pinoli
olio extravergine delicatissimo (taggiasca, san felice, nocellara del belice...)

altri ingredienti:
1 mozzarella fiordilatte
zucchero grezzo in cristalli

pomodorini:
lavare i pomodori, staccare i piccioli e conservarli da parte. preparare lo sciroppo di acqua e zucchero in un pentolino stretto; quando bolle immergervi i pomodorini e cuocere finché la buccia si sarà spaccata e la polpa avrà perso un po' di quel profumo di "conserva". io li ho lasciati bollire a fuoco bassissimo per circa 12 minuti, ma magari i tempi possono variare a seconda della materia prima. spegnere e forare (un solo foro eh!) da parte a parte i pomodorini con uno stecchino per far uscire l'eccesso di liquido interno e far penetrare lo sciroppo dolce. lasciar raffreddare quasi completamente quindi estrarre delicatamente i pomodorini con una pinza da cucina o con un colino. togliere la buccia senza rompere i pomodori.

pestare al mortaio il basilico lavato e tenuto in acqua e ghiaccio. unire i pinoli e un goccio d'olio.

tagliare il fiordilatte a dadoni schiacciati, asciugare leggermente l'eccesso di siero e comporre il piatto come in foto, appoggiando il picciolo sui pomodorini.


13/06/11

qualcosa di unico: impegno, amicizia, cultura della pasta (ovvero Felicetti)

E' stato un week end extra-ordinario. Io, Ady, Alex e Sara ci siamo ritrovate insieme a Predazzo, ospiti di casa Felicetti. Tante emozioni, tante cose nuove da imparare, ma soprattutto tanta partecipazione, passione e generosità da parte di Riccardo Felicetti, la sua azienda (grazie Cristian!), i suoi collaboratori (grazie Spazia!), la sua terra spettacolare e la sua gente ospitale. Comunità e famiglia sembrano essere la stessa cosa lassù, dove dal meglio dell'acqua che sgorga dai monti del Nord (e dal meglio che la terra produce sotto il sole del Sud) nasce una pasta straordinaria, piena di cultura. Sì è questo il termine che sembra riesca meglio a centrare quel che mi è rimasto più impresso di questa esperienza. Proverò a dire grazie con le immagini.

fel qual

fel ing

fel territ

fel tecn 4


fel tecn 1

fel traspar

fel 1

12/06/11

quorum e contest: the winner is...


...viola di zucchero e viole, con la ricetta gnocchi di pane raffermo, che per attinenza al tema, riflessioni ed esecuzione si aggiudica il libro di lisa casali la cucina a impatto (quasi) zero. grazie a tutti voi che avete partecipato: siamo felicissime della buona riuscita di questo strano contest e della qualità di molte delle ricette e delle considerazioni che avete fatto in proposito. presto saranno tutte inserite in un PDF da scaricare e conservare: la vita a basso impatto energetico deve essere un obbiettivo da perseguire col massimo impegno, anche in cucina, quindi saremmo felici se, a PDF realizzato, ci aiutaste a diffonderlo come piccolo stimolo della rete ad andare nella direzione giusta. la vincitrice può inviare un'email a serena per accordarsi sulla spedizione.

gente, ma siamo già al 12 giungo: è ora di votare! oggi fino alle 22 e domani fino alle 15 mi raccomando!

AGGIORNAMENTO del 13/06/2011 ore 16.12: abbiamo vinto!

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