28/04/11

qualcosa di (bianco)latte: cosa fare col siero?

 ciambella siero 1

un ciambellone ad esempio, ma non solo. come credo sia noto a molti, è possibile cagliare il latte con del semplice aceto o succo di limone: si ottiene così la cagliata (che NON E' ricotta, attenzione) ma si ottiene anche e soprattutto molto siero di risulta (che NON E' latticello, ri-attenzione). se la cagliata è diversa dalla ricotta perché molto più grassa, il siero è però abbastanza simile al latticello, ma non è fermentato. se cagliate un litro di latte fresco intero otterrete circa 180 grammi di cagliata: tutto il resto sarà siero. che farne? si butta via? NO. io l'ho usato per fare l'impasto dei ravioli che ho riempito di cagliata: ho ottenuto una pasta morbida e gustosissima... ma questo sarà oggetto un altro post :-) per ora vi dico cosa ne è stato del resto del siero: è finito in un ciambellone di una morbidezza e umidità veramente uniche. il mio latte era di capra appena munto e regalatomi da un'amica di mia madre: di una bontà inaudita. se però avete latte fresco intero di vacca il procedimento è esattamente lo stesso.

ciambella siero 2

CIAMBELLA AL SIERO DI LATTE DI CAPRA

ingredienti per uno stampo medio

3 uova codice zero
200 gr di siero freddo
300 gr farina 0
2 cucchiai fecola di patate
130 gr burro fuso riportato a temperatura ambiente
90 gr formaggio fresco cremoso
150 gr zucchero
per aromatizzare io ho aggiunto:
1 cucchiaio di liquore fatto in casa (io avevo mandarino e anice stellato)
6 fave di cacao sbriciolate
3 cucchiai di marmellata di lamponi biologica

innanzitutto cagliamo il latte. mi raccomando: che sia latte fresco e intero. e non pensiate che utilizzando latte scremato si ottenga una cagliata più magra: semplicemente ne otterrete una quantità inferiore. e non abbiate paura dei grassi: se sono di buona qualità fanno solo bene. fine della ramanzina. versare il latte in una pentola larga; portare quasi ad ebollizione quindi aggiungere 1 cucchiaio e mezzo di aceto o succo di limone filtrato, e una presa di sale. mescolare cuocendo per tre o quattro minuti, quindi spegnere e lasciar riposare per una decina di minuti, mescolando giusto un paio di volte. filtrare con un colino a maglie strette separando così la cagliata dal siero. conservare in frigo entrambi e consumare nel giro di pochi giorni.

per il ciambellone:
io l'ho fatto in modo veramente barbaro, ma l'ho fatto già due volte ed è venuto troppo bene per cambiare sistema. ho mescolato tutto, tranne il lievito e la marmellata, sbattendo bene con una frusta. poi ho aggiunto il lievito, mescolato bene e versato nello stampo (di silicone, così non l'ho dovuto ungere). infine ho sgocciolato la marmellata e l'ho mescolata brevemente con una forchetta facendo dei movimenti dal basso verso l'alto, ma senza amalgamare troppo. ho cotto a 165° (statico) per 55-60 minuti, lasciato raffreddare quasi del tutto nello stampo quindi capovolto e sformato.

15/04/11

qualcosa in tema: panzanella di fragole

panzanellafragole

in tema con cosa? ovviamente col nostro non-contest sul nucleare. le ricette che posteremo noi ideatrici naturalmente sono fuori concorso, ma servono per punzecchiare la vostra fantasia e stimolarvi a partecipare numerosi, perché basta poco per cambiare le cose. anzi, basta una sola cosa: fare ciascuno la propria parte e votare SI per dire no.
insomma, vi ricordate per caso la mia caprese di fragole? ecco, per la panzanella ho fatto praticamente lo stesso ragionamento: sostituire i pomodori con le fragole sfruttando la loro somiglianza. è un piatto povero, di recupero, a basso impatto energetico e ad altissimo tasso di gusto: provate e poi ditemi se non è una figata. ma soprattutto partecipate alla nostra iniziativa: è importante e non vi costa niente. se vorrete esporre il banner nel vostro blog ve ne saremmo grate! ricordate di linkare la vostra ricetta nel post di serena.
e ora panzanelliamo? :-)



PANZANELLA DI FRAGOLE

ingredienti per 2 persone

1 grande fetta di pane secco (pane comune sciapo mi raccomando)
due o tre fragole, a seconda della grandezza, mature ma sode
qualche foglia di basilico
cipollotto novello
aceto di vino rosso
olio extravergine d'oliva
sedano
sale

la panzanella, essendo un piatto povero, va a gusti, usanze e umori; diciamo che però l'ingrediente prevalente dev'essere il pane mentre gli altri elementi faranno da condimento. oltre ai pomodori, in questo caso sostituiti dalle fragole, ci vanno la cipolla rossa (che qui ho sostituito con cipolla novella perché ora è di stagione), basilico, olio extravergine, aceto di vino rosso e sale. poi ci vanno i cetrioli, ma ancora è presto, perciò li ho sostituiti col sedano che comunque è usato in molte zone per la panzanella.
la prima cosa da fare è ammollare il pane in acqua e aceto. anche qui, va ad occhio: io metto le fette in una ciotola fonda, apro il rubinetto e bagno, poi verso un po' di aceto, diciamo un cucchiaio a fetta, do una mescolata veloce e lascio ammorbidire per una decina di minuti, muovendo le fette ogni tanto. poi strizzo il pane molto bene: dev'essere morbido ma non si dovrà sciogliere completamente. metto il pane strizzato in una ciotola con tutti gli altri ingredienti: fragole a fettine, cipollotto, sedano tagliato fine, foglie di basilico tagliate con le mani, sale e olio a volontà. poi assaggio di aceto: potrebbe non essere sufficiente. lascio riposare un'ora prima di servire.

12/04/11

qualche impegno per il 12 giugno? io SI !


Oggi non si parla solo di cucina: avere un blog di ricette ti dà la grandissima possibilità di conoscere e confrontarti con persone che hanno la tua stessa passione, e può capitare che tra un piatto di pappardelle, un grissino e un vassoio di biscotti, si trovino altri punti in comune. Ed è proprio quello che è successo a me, Benedetta, Martina e Serena. Complice un post su Qualcosa di Rosso, abbiamo scoperto di avere lo stesso incubo: il ripristino dell'utilizzo dell'energia nucleare nel nostro Paese. Ne abbiamo parlato a lungo, poi di comune accordo abbiamo deciso di estendere la conversazione a tutti voi, ma a modo nostro, in pieno foodblogger style: con un Non-Contest che vi ricordi che il 12 e 13 Giugno è necessario andare a votare per il Referendum, e votare SI, per impedire che in Italia vengano costruite nuove centrali nucleari. Noi crediamo che sia possibile un futuro diverso, per noi, per i nostri figli, per i nostri nipoti: siete ancora scettici? Informatevi: abbiamo consultato il Prof. Claudio Santi, docente all'Università di Perugia, che nelle righe qui sotto spiega quali sono i rischi e quali sono le bugie che ci raccontano sul Nucleare. Partecipate alla nostra iniziativa con una vostra ricetta e aiutateci a diffondere queste informazioni: in palio c'è anche un bellissimo libro di Cucina!

Come dicevo nel post che ha dato il la al nostro non-contest, mi spaventa l'idea che in Italia (dove per colpa di mafie varie si costruiscono scuole di sabbia, case dello studente di cartone e altri scempi edilizi che prima o dopo ammazzano qualcuno) si vogliano realizzare centrali nucleari già vecchie ancor prima di essere progettate. Io non voglio il nucleare né qui né altrove: voglio un mondo dove l'energia messa a disposizione dalla natura (sole, vento eccetera) venga sfruttata in modo pulito e intelligente. Non voglio che questo governo rovini il mio pese più di quanto già stia facendo. Non voglio che la gente rimanga impassibile di fronte alla gravità di quanto stia accadendo solo perché ormai è abituata alla presenza di quel "signore" che da diciassette anni si fa i ca**i suoi coi nostri soldi, la nostra salute, la nostra felicità, il nostro futuro e quello dei nostri figli. Per questo vi PREGO di leggere e diffondere la nostra iniziativa: se anche voi la pensate come noi fate qualcosa. Se invece fate parte dei commentatori stile "bello! buonissimo! brava!" allora neanche sarete arrivati a leggere questa riga :-P 
Votare SI per dire NO al nucleare (ma anche all'acqua privata e alla legge salva-silvio): è importante diffondere il concetto, perché ho come la vaga impressione che i media non lo faranno.
Quanto al nucleare, ecco alcune semplici domande a cui ha risposto il prof. Santi:


Il nucleare produce pochi gas serra!

FALSO: Bisogna considerare tutte le fasi necessarie a far funzionare  una centrale, come ad esempio la sua costruzione, l'estrazione la  purificazione e l'arricchimento dell'uranio ed anche le fasi della sua  dismissione: messa in sicurezza delle scorie e smantellamento. Sono  questi processi che richiedono una enorme quantità di energia, quasi  tutta ricavata dalle fonti fossili. Se valutiamo quindi tutto il ciclo  di vita di una centrale la produzione di energia elettrica con il  nucleare produce una quantità di gas serra di poco inferiore alle  fonti fossili ma decisamente superiore a solare ed eolico.

Il nucleare ridurrà i costi dell'energia elettrica!

FALSO: La costruzione di una centrale nucleare è un processo  lunghissimo, dura circa dieci anni e richiede un investimento iniziale  enorme (10,8 miliardi di dollari per 1000 MW in Canada) che deve  essere ammortizzato per periodi lunghissimi (40-50 anni) al fine di  garantire in proficuo ritorno all'investitore. A questo va aggiunto  che il costo dell'Uranio sta crescendo e continuerà a crescere perché, esattamente come avviene per il petrolio, diventerà sempre più difficile prelevarlo dalla terra e purificarlo. Un recente studio 
Svizzero mette in evidenza che se la Svizzera  deciderà di continuare a produrre energia elettrica attraverso il nucleare andrà inevitabilmente incontro ad un aumento del costo dell'energia e quindi un aumento della bolletta a carico dei cittadini.

Esistono tecnologie in grado di superare il problema delle scorie!

FALSO: I reattori che possono essere progettati e costruiti oggi, ed  in particolare quelli che l'Italia intende commissionare alla francese  AREVA producono scorie altamente radioattive e che rimangono tali per  decine o centinaia di migliaia di anni. Il problema delle scorie a  livello planetario ha oramai raggiunto livelli preoccupanti, basti  pensare che neppure negli USA  finora è stata trovata una soluzione  migliore rispetto al dal nascondere in grotte scavate nelle montagne  desertiche del Nevada. Il problema della pericolosità delle scorie  condiziona anche il processo di dismissione di una centrale a fine  ciclo, una  operazione complessa, pericolosa e molto costosa, che in  genere si preferisce rimandare (in Gran Bretagna, lo smantellamento di  alcune centrali è stato rimandato di 100 anni), in attesa che la  radioattività diminuisca e nella speranza che gli sviluppi della  tecnologia rendano più facili le operazioni. Scorie e smantellamento  rappresentano la scomoda eredità che lasceremo sulle spalle delle  nuove generazioni.

Lo sviluppo dell'energia nucleare garantirà l'indipendenza energetica del nostro Paese!

FALSO: L'Italia non ha uranio, esattamente come non possiede il  petrolio. Quindi, se il settore elettrico decidesse di liberarsi dalla  dipendenza dei combustibili fossili utilizzando energia nucleare,  ntrerebbe in un?altra dipendenza, quella dall?uranio, anch?esso da  importare e anch?esso in via di esaurimento. In aggiunta a questo l'Italia  non ha neppure la filiera che porta  dall?uranio grezzo estratto dalle miniere all?uranio arricchito utilizzato nei reattori. Per il combustibile dipenderemo  totalmente da paesi stranieri, come ad esempio la Francia. La Francia però, a sua volta, non ha uranio e  per far funzionare i suoi reattori ne importa il 30% da una nazione politicamente instabile come il Niger.

L'energia nucleare è in forte espansione in tutto il mondo!

FALSO:   Da  vent'anni il numero delle centrali nel mondo è di circa  440 e nei prossimi anni (anche prima del disastro di Fukushima) si prevede che il numero di quelle che verranno spente sarà superiore al  numero di quelle che entreranno in funzione. In Europa nel 1995 il contributo del nucleare era circa il 24% della potenza installata, nel 2008 appena il 16%. Nel mondo in  due anni (2006-2009) l'energia elettrica prodotta col nucleare è diminuita di 60 Twh. Nel 2009 è stata annunciata una controtendenza soprattutto sulla spinta dei paesi emergenti Cina ed India, una controtendenza che ad oggi rimane ancora tutta nella teoria. In Europa l'unico nuovo reattore  in costruzione in Finlandia nel sito di Olkiluoto ha visto, ad oggi, più che  raddoppiati i tempi previsti per la consegna  così come i costi di messa in opera.

Le centrali di quarta generazione sono quasi una realtà!

POCO CREDIBILE: Se cosi fosse perché affrettarsi oggi a costruire una centrale di III generazione che rimarrà in funzione per i prossimi 50-60 anni?

Un disastro nucleare legato ad una centrale nucleare è un evento molto improbabile!

VERO MA: Fukushima ci insegna che anche quello che possiamo considerare oggi estremamente improbabile non può essere considerato impossibile. Il nucleare senza rischi non esiste.


No-Cleare  Non-Contest

Regolamento

1. È possibile partecipare al contest con una o più ricette obbligatoriamente a basso impatto energetico ossia: preparate con ingredienti di scarto e/o preparate con ingredienti autoprodotti e auto raccolti e di stagione e/o ricette cucinate o preparate in modo ecologicamente sostenibile;

2. Lasciate il link della vostra ricetta come commento esclusivamente al post dedicato al contest del blog L’Omin di Panpepato di Serena.

3. Tra tutte le ricette partecipanti ne verrà scelta una sola vincitrice a giudizio insindacabile di noi ideatrici

4. Vincerà la ricetta che abbia centrato appieno il tema, svolgendolo nel migliore dei modi ed attenendosi il più possibile al punto 1 del regolamento;

5. Saremmo liete se inserirete il logo nel post della vostra ricetta e, se possibile, in una colonna del vostro blog linkandolo a questo post (ma non vogliamo obbligare nessuno).

6. Si può partecipare fino a domenica 5 giugno 2011 in modo da dichiarare il vincitore domenica 12 giugno primo giorno del referendum

7. Alla fine tutte le ricette partecipanti verranno raccolte in un pdf  che avrà come copertina la foto della ricetta vincitrice.

8. Al blog  vincitore andrà una copia autografata del libro di Lisa Casali “La cucina a impatto [quasi] zero” che gentilmente ci supporta in questa nostra iniziativa.

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