27/09/11

quando ho comprato la farina di spinaci...

 zebra cake spinaci

...ho pensato subito che sarebbe stato interessante usarla per colorare un dolce. sono sempre stata molto scettica nei confronti dei coloranti alimentari, ma da quando ho letto questo libro lo sono ancor di più. il cibo colorato è certamente più appetibile, ma c'è da dire che il cibo... E' colorato. e sarebbe bello sfruttare al meglio le sue potenzialità in modo da trasformare un vezzo (il colore) in qualcosa di sano (un colore naturale). e dunque, coraggio alla mano, ho infilato la farina di spinaci in una torta. lì per lì ho realizzato che effettivamente la farina sapeva davvero di spinaci: non so dire quanto di quel profumo si sarebbe mantenuto dopo la cottura, perché per sicurezza ho "corretto" il sapore con la buccia del lime. a proposito, ma voi dite "LIME" o "LAIM"? io dico lime. sbaglio?
torniamo al dolce. in verità vi dico che avevo anche aggiunto del succo di rape rosse alla metà giallina della torta, ma il bel colore rosato che l'impasto aveva da crudo, in cottura, si è perso. questo significa che bisogna calcare la mano: la prossima volta frullerò la rapa rossa e ci metterò la polpa. tanto la rapa è dolce. ora, prometto che prima o poi mi cimenterò in una creazione con pasta di zucchero colorata con coloranti davvero naturali, ma non garantisco: sarebbe un debutto totale per me, e probabilmente fallirei perché non ho grande pazienza, né tempo né (probabilmente) capacità, anche se in passato qualcosina ho fatto (con risultati quasi agghiaccianti). però, essendo il web pieno di gente bravissima nei dolci decorati e con manualità da urlo, mi piacerebbe tanto che qualcuno accogliesse questa mia provocazione: riuscire a fare un dolce colorato senza coloranti. ok, il colore blu probabilmente andrebbe abbandonato (non a caso è una tinta praticamente assente fra gli alimenti), però credo che gli altri colori, con un po' di fantasia, si potrebbero ottenere. chi ci prova? :-)

ZEBRA CAKE ALLA PANNA, LIME E FARINA DI SPINACI

per una torta di 22 cm circa

250 ml di panna fresca
200 gr farina 0
100 gr fecola di patate
1 uovo + 3 albumi (mi avanzavano dai ravioli)
150 gr zucchero
3 cucchiaini colmi di cremor tartaro con bicarbonato
poco sale
2 cucchiai di olio e.v.o.

per l'impasto verde:
1 cucchiaio di farina di spinaci
la buccia di un lime

per l'impasto rosa:
2 cucchiai di polpa di rape rosse lessate, frullate e setacciate

montare le uova con lo zucchero. unire l'olio e montare ancora. aggiungere la farina e la fecola, il sale e la panna che avrete semimontato in precedenza (ma tenere da parte un cucchiaio o due di panna per l'impasto verde). mescolare senza smontare troppo. dividere l'impasto a metà (meglio se con la bilancia). per l'impasto verde: aggiungere metà del lievito, la farina di spinaci, la panna tenuta da parte e la buccia del lime. mescolare bene. per l'impasto rosa: aggiungere la polpa di rape rosse e l'altra metà del lievito. mescolare bene.
composizione
sembra difficile invece è solo noioso. eheh :) prendere un grosso cucchiaio di impasto verde e metterlo al centro della tortiera (ricoperta di carta forno). con un altro cucchiaio, prendere un altro bel tot di impasto rosa e metterlo al centro della tortiera, sopra quello verde. continuare così alternando le cucchiaiate (sempre abbondanti mi raccomando) e versandole sempre al cento. infornare senza scuotere la teglia, altrimenti addio lavoro certosino. cuocere per 30-35 minuti a 180° o anche meno, a seconda del forno.

PS1: la ricetta è molto simile a quest'altra zebra cake che ho fatto in passato.

PS2: ho comprato qui la farina di spinaci.

16/09/11

queste barrette croccanti...

barrette_1

...le avevo viste da elisa. come dicevo di qua, ho imparato tanto grazie al blog, sto continuando ad imparare e ne sono felice. mo' vediamo pure se mi decido ad imparare a fare foto con la luce gialla di casa in piena notte. sì perché la mia nuova vita presuppone il cucinare solo ed esclusivamente la sera, a parte il week end, in cui comunque non fotografo quasi mai niente. e dunque, per prima cosa mi deciderò ad aprire quel benedetto libricino di istruzioni della macchina fotografica, poi cercherò in internet e chiederò consigli (se ne avete, date date!), quindi preparatevi a vedere una serie di foto-cesso giallone o fotoscioppatissime (tipo quella qui sopra) per tentare di mascherare la mia inettitudine :-)
ma torniamo alle barrette! quando vedo una ricetta che mi acchiappa vorrei tanto farla subito, ma purtroppo non è semplice: magari mi manca un ingrediente, oppure avevo già programmato altre cose... e il tempo passa. l'altro ieri poi al negozio biologico ho visto una confezione di cereali croccanti con frutti di bosco e mi sono ricordata le barrette! elisa mi ha aiutata a ritrovare la ricetta nel suo blog ed eccole qua: ho modificato poche cose per vari motivi che spiegherò nella ricetta ma non l'ho assolutamente snaturata. eli, sono venute benissimo, sono proprio contenta! inoltre mi sono resa conto che con una confezione di cereali si ottengono più del doppio di barrette che si acquistano già fatte: risparmio, divertimento e solo dieci minuti di lavoro. ah! unico piccolo problema: i cereali che ho comprato contengono grasso di palma (purtroppo me ne sono accorta tardi), intorno al quale ruotano una serie interminabile di problemi. pare che i cereali biologici coop non ne contengano... verificherò, ma intanto chiedo a voi: avete una marca da consigliarmi?


BARRETTE CROCCANTI AI FRUTTI DI BOSCO E CAFFE'

ingredienti per un piccolo stampo da plumcake (ma consiglio di farne di più, in una bella teglia grande)
(nb: il mio stampo è 8*25 ed ho ottenuto 6 grosse barrette piuttosto spesse)

180 gr di muesli di cereali croccanti con frutti di bosco
1 cucchiaino di caffè solubile in polvere
1 cucchiaione di miele fluido delicato (acacia ecc...: io avevo un millefiori proveniente da qui)
pochissimo olio extravergine d'oliva
sale

mescolare accuratamente i cereali col caffè, il sale e il miele. foderare lo stampo con carta forno inumidendola in modo che aderisca. pressare molto bene i cereali nello stampo, anche sugli angoli. io ho usato una spatola di plastica che ho unto d'olio ripetutamente, ma nel complesso avrò utilizzato neanche mezzo cucchiaio d'olio. elisa credo l'abbia usato in maggior quantità per via dei semi di sesamo, che io però ho omesso. infornare a 170° per 15-20 minuti: non deve colorire troppo. raffreddare per 10 minuti su una griglia, estraendo il composto dalla teglia prendendolo dai bordi della carta, quindi tagliare e lasciar raffreddare completamente. avvolgere in singoli pacchetti con carta da forno.

13/09/11

qualche parola per le aziende: dodecalogo della proposta al foodblogger


(immagine tratta dal web)

come promesso, dopo lo sconclusionato dodecalogo del neo-foodblogger (al quale ri-dico: non prenderti e soprattutto non prendermi troppo sul serio), oggi mi permetto di dare alcune indicazioni alle aziende che, afferrate le potenzialità della rete, intendano sfruttarle a proprio vantaggio. ad esempio, contattando i foodblogger per farsi pubblicità. nulla di male in questo: parlando per luoghi comuni, la pubblicità è l'anima del commercio e bla bla bla. sì, però il foodblogger non è un fesso, né uno che fa beneficenza per le povere aziende sprovviste di fondi per la pubblicità: è semplicemente un tizio che ha un blog.
indi per cui, spettabili aziende, se volete contattarci per una qualche proposta commerciale, continuate a leggere:

1) il foodblogger è nel 99% dei casi una persona che ha una vita, probabilmente un lavoro e del tempo libero. poco. nel tempo libero magari si dedica al blog. gratis, e per se stesso. nel caso in cui gli richiedeste di "lavorare" per voi in quel tempo libero, dovreste pagarlo.
2) il restante 1% potrebbe essere un foodblogger professionista: a maggior ragione va pagato.
3) è probabile che un foodblogger sia anche leggermente più informato di uno che cucina e mangia per sopravvivere, quindi potrebbe non voler pubblicizzare prodotti di scarsissima qualità. astenetevi, nel caso, dal proporlo.
4) se un foodblogger decide di darvi la sua collaborazione, il suo tempo, il suo spazio, potreste ricompensarlo a qualcosa più che semplice gratitudine od un piccolo link in una sottopagina introvabile del vostro sito.
5) se volete una ricetta per il vostro libro, corredata magari di foto, come minimo sarebbe il caso di scrivere chi vi ha dato le ricette nei ringraziamenti, nonché di omaggiare costoro di una copia.
6) smettetela di proporre scambi di link.
7) ma andate proprio falliti nel pagare un professionista? dovete proprio sfruttare lo studente o il disoccupato o il casalingo neoblogger?
8) spesso la richiesta è del tipo: "ti proponiamo di collaborare gratuitamente col nostro prestigiosissimo sito, pensa un po': abbiamo scelto proprio te", quando poi invece è chiaro che l'avete chiesto a ruota, a tutti e a tappeto, tanto qualcuno nel mucchio ci casca. ecco, può darsi che stiamo smettendo di cascarci.
9) saremmo davvero lieti di pubblicizzare il vostro ottimo prodotto dietro adeguato qualsivoglia compenso, anche materiale, a patto che non richiediate pubblicità occulta.
10) se vi abbiamo già detto di no una volta, non insistete. non ci intasate la mail. per maggiori informazioni andate al punto 11.
11) non spammate. non spammate. non spammate. 
12) se volete davvero ottenere una sana e robusta pubblicità, organizzate incontri, invitate, coinvolgete, aprite le vostre porte e le vostre eventuali fabbriche. dimostrate trasparenza e passione.

12/09/11

qualcosa per chi comincia: dodecalogo del neo-food blogger

 immagine post dodecalogo

oggi voglio esternare alcune mie riflessioni sul mondo dei food blog. negli ultimi anni ne sono nati un'infinità, ve ne siete accorti? ma cosa spinge una persona ad aprire un food blog? spirito di condivisione, cibornografia, autocelebrazionismo, voglia di esserci, necessità di tenere un diario... non importa. qualunque sia il motivo, la rete è aperta a tutti e ognuno può occuparne un tassello. è una grande potenzialità, e una grande ricchezza da salvaguardare. vorrei però mettere bianco su nero alcuni spunti che potrebbero essere utili a chi, d'ora in poi, decidesse di entrare a far parte delle migliaia di food blog della rete. il tutto in modo ironico e bonaccione, e soprattutto senza la presunzione di trovarmi su di un qualche pulpito :)

1) non desiderare il foodblog d'altri. ovvero: vietato copiare foto, testi e quant'altro. ma fin qui vinciamo facile.
2) non aprire un foodblog se cucini robaccia(*). a meno che tu non voglia imparare a liberartene.
3) non aprire un foodblog se cucini pasta con zucchine (ovviamente in inverno) e gamberetti pensando che sia l'ultimo grido: forse lo è, ma di dolore. a meno che tu non voglia imparare a liberartene, di nuovo.
4) non ti prostituire. nel senso: non offrire la tua disponibilità a pubblicizzare più o meno occultamente prodotti di aziende che ti offrono in cambio una scatola di roba, o quanto meno...
5) collabora e offri la tua disponibilità solo a chi è serio e mosso da intenzioni almeno vagamente culturali, oltre che pubblicitarie. e possibilmente offri la tua collaborazione a pagamento.
6) non spacciarti per fotografo se non lo sei: c'è chi ci campa.
7) se dovessero ugualmente chiederti una foto, fattela pagare.
8) non presentarti agli altri food blogger dicendo: "ciao!  ho aperto un nuovo food blog! vieni a trovarmi?": è sicuro che quasi nessuno ci verrà. stesso dicasi per le email di presentazione: l'apertura dell'ennesimo food blog non interessa a nessuno, a meno che il nuovo food blog non sia diverso dagli altri. e cosa lo rende diverso? la tua personalità. che non si manifesta certo in un'email, ma in un lungo percorso fatto di post.
9) sappi che avrai lettori interessanti (ammesso che tu ne desideri) solo se dirai qualcosa di interessante, o quanto meno di intelligente.
10) non fare la corsa al numero di commenti o di visitatori: in fondo non c'è un premio. 
11) se vuoi fare del tuo blog un lavoro, sappi che dovrai farti un mazzo enorme.
12) ama il cibo come se stesse per finire. rispettalo, conoscilo, studialo, collocalo nello spazio e nel tempo, imparalo, mangialo dopo averlo fotografato (o anche prima), inventalo, prendilo alla leggera e poi condividilo, con la consapevolezza che certamente sarà migliorabile, e che col giusto atteggiamento, nel tempo, migliorerà.

PS: a breve un dodecalogo per le aziende che intendono presentarsi ai foodblogger.

(*) parlo di materie prime eh

01/09/11

qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo

 cakeblumonviso

primo settembre: sono tornata operativa! giuro che d'ora in avanti, quando avrò un nemico, gli augurerò un trasloco. è stata un'esperienza oltre l'immaginabile. avevo già cambiato casa un paio di volte, ma da studentessa: erano appoggi temporanei, case non mie. stavolta è stato diverso. nella prossima vita risolverò più agevolmente con una tanica di benzina ed un cerino. ho riacceso il forno: forno vecchio in cucina nuova. oltre che per arrostire i peperoni (dei quali abbiamo campato per tutta l'estate) l'ho riacceso per un banalissimo cake salato. sapori vecchi, sensazioni nuove. le dosi sono ricavate dalla mia solita ricetta per cake salati rimaneggiata in base agli ingredienti che avevo ed ai sacchetti vecchi di farina da svuotare, per fare spazio a quelli nuovi. non vedo l'ora di rimettere in pista anche la spianatoia, il rasagnolo, la pasta madre, i coppapasta, i tagliabiscotti... prevedo stragi di uova e di farina! quanto al cake, non vi dico niente sul profumo che si è sprigionato dentro casa, vero? né sul fatto che alcuni dadini di formaggio si sono sciolti e filavano sul bordo, no? ma conoscete il blu del monviso, eh? ecco, mi taccio :-)

CAKE SALATO ALLE NOCI E BLU DEL MONVISO

ingredienti per uno stampo da 8x5x25

200 gr farina bianca
90 gr farina integrale biologica
60 gr fecola di patate
2 uova codice 0
250 gr latte intero
50-60 gr noci pulite
40 gr burro di centrifuga
2 cucchiai olio extravergine d'oliva
30 gr parmigiano da grattugiare
60 gr blu del monviso
1 bustina di cremor tartaro con bicarbonato
1 cucchiaino raso di miele
sale
pepe
noce moscata
1 rametto di rosmarino

stiepidire il latte col rosmarino, rimuovere il rametto e versare il latte sul burro. sciogliere bene, aggiungere l'olio, il miele, le uova e il parmigiano. sbattere con la frusta quindi versare il composto sulle farine già mescolate fra loro. amalgamare bene, aggiungere il formaggio blu tagliato a dadini, le noci grossolanamente frantumate e il lievito setacciato. mescolare con cura quindi versare nella teglia. la mia in teoria è antiaderente, ma la rivesto ugualmente di carta forno inumidita, così non mi devo dannare per staccare la roba. cuocere a 180° per 30 minuti circa. conservare a temperatura ambiente e avvolto in pellicola per al massimo un giorno, poi via in frigo. quello che vedere ha quattro giorni: si riesce a tagliare anche molto sottile pur rimanendo morbido.

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