04/12/12

qualche tempo fa avevo promesso...

 imbrecciata

...di pubblicare la ricetta dell'imbrecciata, una zuppa di legumi umbra che qui avevo illustrato nella sua versione estiva. è giunta l'ora, poiché la stagione invita a servirsi di zuppe calde e corroboranti. cominciamo però con un inno alla pentola di coccio: la usate? vi piace? io la amo. la mia si sta per rompere (ha una crepa sospetta sul fondo, ahimé) ma finché non tirerà le cuoia la sfrutterò testardamente. nella pentola di coccio secondo me vien bene qualsiasi ricetta che preveda una lunga e delicata cottura, e dunque un bel sugo, una marmellata, una zuppa vegetale, o di carne, o anche di pesce. amo l'odore di coccio che si sprigiona in casa quando la uso, in particolare amo l'odore di soffritto che si eleva pian piano e invita a restare. restare in casa, in attesa che un piatto caldo e profumato sia pronto. 
un cenno veloce sul nome: rimanda alla breccia di cui son coperte le strade di campagna, poiché l'aspetto della zuppa è appunto quello. un'altra osservazione che mi sta a cuore... questa è una ricetta popolare, per cui bando ai sofismi da talebani: le varianti sono tante. io illustro la mia. che è basata su un concetto semplicissimo: l'imbrecciata si fa con quel che c'è in casa. ultima premessa: partiamo dal soffritto. su facebook leggevo che esistono soffritti bell'e pronti, surgelati: follia. se usate 'sta roba vi perdete il momento più bello della cucina.

IMBRECCIATA UMBRA DI LEGUMI E CEREALI

ingredienti per 2 persone (piatto unico)

circa 40-50 gr per tipo di ceci, fagioli, cicerchie, lenticchie, orzo, farro... io avevo tutto tranne le cicerchie. o meglio mi ero scordata di metterle a bagno. come fagioli avevo la fagiolina del trasimeno, un fagiolo piccolo e multicolore che non necessita di ammollo. poi ho messo lenticchie di castelluccio, anche queste da non ammollare, in più orzo e farro. i ceci devono stare a bagno 24 ore, il resto neanche un minuto. ma se usate ingredienti diversi leggete le indicazioni sul pacchetto.
1 patata media (facoltativa, come tutto il resto, ma ci sta bene)
per il soffritto: 1 carota, gambi di prezzemolo, 1 chiodo di garofano, 1 spicchio d'aglio con la buccia, un pezzo di cipolla, un filetto d'acciuga dissalata (o una spruzzata di pasta d'acciughe purché sia fatta di solo acciughe e sale), un pezzetto di peperoncino, grani di pepe, rosmarino e salvia legati insieme
olio extravergine d'oliva
sale grosso
pane sciapo (io lo faccio così: scorrete fino alla seconda parte del post)

i legumi hanno ognuno il proprio tempo di cottura; a me è andata bene perché gli unici che ho dovuto cuocere separatamente sono stati i ceci. 
scolare i ceci dall'acqua di ammollo, metterli in una pentola con abbondante acqua, uno spicchio d'aglio, salvia, rosmarino e una foglia di alloro, una piccola manciata di sale grosso e accendere. lessare al dente a fuoco medio e senza coperchio.

per il soffritto io faccio così.
un cucchiaio o due di olio sul fondo della pentola di coccio, il mazzetto aromatico di salvia e rosmarino, il chiodo e l'aglio, il peperoncino, i grani di pepe schiacciati, l'acciuga. carota, cipolla e prezzemolo (pure un po' di sedano, ma non l'avevo in casa) vanno tritati accuratamente a piccoli cubetti, diciamo 3 millimetri. disposti che siano in modo ordinato e largo, accendete il fuoco sotto la pentola di coccio. vogliatele bene: usate un retino spandifiamma. il fuoco basso, bassissimo. il soffritto deve profumare ancor prima di sfrigolare, e quando sfrigola deve farlo sommessamente, bisbigliando ed evaporando.
a un certo punto le verdure saranno "caramellate" il che non significa bruciate, ma tostate, appassite e profumatissime. è il momento di mettere la fagiolina, che non necessita di ammollo ma di 5 minuti di cottura in più rispetto agli altri legumi o cereali. subito due bei mestoli di acqua bollente salata e diamo quei 5 minuti di vantaggio al fagiuolo. seguono poi le lenticchie. 2 minuti e giù anche l'orzo e il farro. e pure la patata tagliata a cubetti piccoli. via ancora acqua bollente: io a questo punto ho cominciato a usare quella di cottura dei ceci che si davano da fare nella pentola a fianco. risalito che sia il bollore, sempre modesto per carità, appoggiate un coperchio senza chiudere e lasciate cuocere finché i fagioli siano al dente. a quel punto lo saranno anche i ceci: riuniteli nella zuppa e terminate la cottura. deve rimanere solo leggermente brodosa, diciamo quanto basta per pucciarvi il pane. verso fine cottura ho schiacciato i cubetti di patata ormai cotti perché intorbidissero il liquido della loro cremosità. impiattate con un filo d'olio nuovo e una fetta di pane.
alle sagre di paese di solito viene servita all'interno di pagnotte scavate; se vi piace più cremosa potete frullare una piccola parte di zuppa e mescolare la crema col resto.

04/10/12

questa volta io non mangio da sola

panemisu 1

circa sette anni fa ho adottato a distanza una bambina ugandese. prima di farlo mi sono ben documentata sul tipo di aiuto che veniva fornito dall'associazione che avevo scelto alla persona ricevente: ebbene non solo il singolo bambino viene adottato, ma l'intero villaggio, l'intera comunità. questo modus operandi mi è decisamente piaciuto: non avrei potuto accettare l'idea di aiutare un solo bambino a mangiare e andare a scuola lasciando a se stessi i suoi fratelli o amici. e dunque ogni anno verso la mia quota, e due volte all'anno ricevo le letterine della bimba. è buffo vedere i disegni a pennarelli raffigurare scene tanto diverse dalle nostre: al posto del gattino magari appare il leone, invece di un cavallo c'è lo scarabocchio di una zebra. ci sono differenze attualmente incolmabili tra un bambino che nasce in italia e uno che nasce in uganda, purtroppo; c'è qualcosa però che li accomuna tutti: i sogni. tutti i bambini hanno il diritto di sognare una vita serena, e noi abbiamo il dovere di realizzare questa speranza. oggi però non farò pubblicità all'associazione cui ho aderito: è fin troppo conosciuta e non ne ha bisogno. oggi voglio parlare di progettomondo, un'associazione che si impegna a far sì che i giovani dei paesi sottosviluppati si costruiscano un futuro nel loro paese. grazie a virginia è stata indetta una bellissima iniziativa che ha come protagonista il pane: "io non mangio da solo" è un progetto che mira a raccogliere ricette a base di pane per farne un libro e donarne i proventi alla causa.
ho pensato ad una delle ricette che più rappresentano l'italia: il tiramisu, ma a base di pane anziché di biscotti, così l'ho ribattezzato "panemisu". avrei potuto/dovuto eseguire questa ricetta in modo più sofisticato e tecnico, facendo magari uno sciroppo di zucchero per pastorizzare le uova eccetera eccetera... e invece no. l'ho voluta semplificare al massimo affiché tutti fossero in grado di eseguirla, e per evitare problemi ho eliminato del tutto le uova. ho immaginato bambini, da qualche parte del mondo, fare polpette dolci con le manine e rotolarle nel cacao sporcandosi fino ai capelli. ho pensato che sarebbe bello se fosse possibile, e credo che col contributo di tutti lo sarà.

 panemisu 2

PANEMISU'

ingredienti per 7-8 palline grandi come una noce

80 gr di pane comune secco
90 gr di mascarpone
1 tazzina di caffè (se è per bambini, caffè d'orzo o succo di frutta)
30 gr di latte intero
40 gr di zucchero
cacao amaro in polvere

ammollare il pane nel latte e caffè, quindi tritarlo bene per ridurlo in briciole. da parte, mescolare il mascarpone con lo zucchero fino a sciogliere quest'ultimo, quindi versare nel pane (che avrà bevuto tutto il liquido) e mescolare bene. riporre in frigo per alcune ore affinché si rassodi, quindi formare delle palline e rotolarle nel cacao. conservare in frigo e servire freddo.

31/07/12

qualcosa di verdezucchina: salutiamoci ancora!

zucchine 1

se non fosse per salutiamoci questo blog sonnecchierebbe. non che la sottoscritta stia sonnecchiando, anzi... solo che il tempo per il blog è sempre più risicato, e dunque ogni tanto sento il bisogno di tornare da queste parti a togliere un po' di ragnatele. e poi c'è un fatto: alla bella età di quasi 35 anni ho forse scoperto il mio sport ideale... (suspence)... la bicicletta! eh? ci credereste? 


ebbene sì. circa tre mesi fa, dopo vent'anni esatti dall'ultima volta in cui il mio didietro ha cavalcato un sellino (quello della "graziella" in particolare) per un evento fortuito è successo di nuovo con una mountain bike. e dunque ho cominciato a pedalare, pedalare e pedalare fra i campi tanto che il mio fidanzato mi ha regalato una bella bici nuova. dieci giorni fa ad esempio ho fatto 72 km. non è assurdo? e dunque quasi tutte le sere, approfittando della luce estiva, vado in bici fra le campagne o da un paesino all'altro (sperimentando pure qualche caduta, ehm). vi è mai capitato di appassionarvi a qualcosa a scoppio ritardato? che rapporto avete con lo sport? io pessimo, o almeno fino a 3 mesi fa era così.


ieri sera però ho rinunciato alla bicicletta e mi sono dedicata alle zucchine, uno sforzo per me doppiamente sovrumano, visto che non le amo in modo particolare. le mangio sì, le mangio, ma senza fare i salti di gioia. inoltre, siccome ho saltato l'appuntamento di giugno con l'orzo, ho pensato di unire questi due ingredienti per una ricetta da "piede in due staffe". vale? sepoffà? :) 

polpette zucchine orzo

POLPETTE DI ZUCCHINE, ORZO E CAFFE' D'ORZO

ingredienti per 6-8 polpettine

40 gr di orzo mondo o perlato (io avevo il perlato)
180 gr di zucchina
1 cucchiaio di semi di girasole biologici decorticati
1 cucchiaino di caffè d'orzo solubile in polvere
sale
olio extravergine d'oliva
pane secco (io non l'avevo ed ho usato una fetta biscottata: ci stava benissimo!)

tuffare l'orzo in abbondante acqua bollente salata, cuocere per circa 25 minuti, scolare. tagliare la zucchina in cubetti da meno di mezzo centimetro, passare in padella caldissima con un filo d'olio e sale. scaldare brevemente anche i semi di girasole. mescolare tutto e frullare una piccola parte del composto col minipimer: servirà a fare a meno dell'uovo. aggiustare di sale e olio, aggiungere il caffè d'orzo e formare le polpette. rotolare nel pane e servire fredde, oppure passare in forno caldo.
il caffè d'orzo ci sta molto bene: esalta il gusto tostato dei semi e richiama il sapore dell'orzo.

06/07/12

qualcosa di rosso, verde, viola, blu

chi mi conosce lo sa: ci vado ogni anno, a fare il pieno di colori, aria e bellezza. siamo arrivati col sole e ripartiti col temporale, in un mutare continuo di luce. con queste foto vi regalo un po' del mio posto del cuore. musica

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