03/01/12

qualcosa di nuovo: l'anno e la farina bona

fettuccine farina bona 1

prima ricetta dell'anno: esperimento con la farina bona. che è pure buona. sì, ma di che si tratta? è una farina di mais tostato che proviene dalla svizzera: l'ho comprata qualche mese fa a fini puramente sperimentali, nonché per sfizio, visto che non è particolarmente a buon mercato, ma ero troppo curiosa di assaggiarla. chi la conosce? 'mmazza quanto profuma... sa di pinoli, frutta secca, crosta di pane... merita davvero. sì, ma come si usa? io non lo sapevo. ho cercato un po' in giro ed ho trovato solo ricette di dolci: 'orcamiseria, e io che volevo farci la pasta! sì perché, quando si tratta di farine nuove, la prima cosa che mi viene in mente è la pasta. e dunque mi son messa sotto e c'ho provato. avrei voluto fare dei tortelli ma non avevo né voglia né ingredienti per una farcia, per cui l'ho condita con quel che avevo in casa. sì perché, in testa alla lista dei buoni propositi per il 2012, c'è quello di non comprare roba inutile.
[momento riflessivo]
più passa il tempo più mi rendo conto che viviamo in un mondo contorto e irragionevole. avete notato anche voi che le merci (dagli abiti agli elettrodomestici ai mobili ecc) che si trovano in commercio, a meno di non salire moltissimo di prezzo, sono fatte non per durare ma per essere gettate via dopo un breve utilizzo? siamo dei tritatutto. siamo degli tsunami. a volte penso anche che, forse, siamo degli alieni precipitati sulla terra qualche millennio fa. nessun'altra specie animale si comporta come noi. nessun'altra specie ha colonizzato barbaramente il mondo: tutte si sono ad esso adeguate in armonia, come parti di un tutto. noi invece abbiamo tentato di adeguare il mondo alle nostre esigenze. si chiama progresso questo? in parte sì, certamente. potrebbe chiamarsi parassitismo? eh, può darsi. ci sentiamo immor(t)ali e agiamo senza il minimo rispetto del mondo che ci ospita. ecco, a volte ho proprio questa sensazione: che siamo ospiti sgraditi per la terra, mentre tutte le altre specie animali vivono in simbiosi con essa. uhm, sto farneticando. in ogni caso mi sono promessa di non comprare più, mai più, orribili cianfrusaglie usa e getta, ma solo cose ben fatte. cose necessarie, sì, ma se non strettamente necessarie almeno prodotte dall'abilità di qualcuno, e non imposte da qualche moda o meccanismo di mercato. non abbiamo bisogno di innumerevoli e banali oggetti: solo di felicità e benessere fisico e mentale. non ci servono quantità ed abbondanza, ma qualità e sufficienza, per tutti. di meno e meglio. a partire ovviamente dal cibo.
[/momento riflessivo]
tornando alla pasta, ho trovato molto buono questo condimento inventato lì per lì, ma a posteriori ho appurato che, con questa farina (o con queste dosi, forse) sarebbe stato meglio fare davvero una pasta ripiena: si presta proprio bene. ho aggiunto il cavolo nero dopo aver scattato la foto: non ero sicura che ci stesse bene, ma assaggiando ho detto sì, decisamente! ho scattato frettolosamente una foto alla forchetta carica. inoltre, il giorno successivo ho cotto le fettuccine avanzate e le ho condite semplicemente con burro e pasta d'acciughe... confesso: le ho quasi preferite a queste!

PS: avete già scaricato il qalendario 2012? :-)

fettuccine farina bona 2

FETTUCCINE DI FARINA BONA CON FONDUTA DI TALEGGIO, MANDORLE, ARANCIA (E CAVOLO NERO)

ingredienti per 3 persone

100 gr farina 0
100 gr farina bona
5-6 tuorli a seconda delle dimensioni
se necessario: un goccio d'acqua

mescolare le farine con le uova. l'impasto sarà durissimo, ma niente paura: aggiungete un goccino d'acqua (un cucchiaio o poco più) e lasciate riposare l'impasto a lungo. io l'ho tenuto in frigo per tutta la notte, avvolto nella pellicola. togliere dal frigo 1 o 2 ore prima di stendere la pasta. infarinare bene la spianatoia con semola di grano duro durante la lavorazione.

per la fonduta di taleggio:
sciogliere 150-200 gr di taleggio tagliato a dadini in un bicchiere di latte. portare a temperatura prima di tuffarvi la pasta

per il cavolo nero:
semplicemente, tagliare il cavolo (privato della costa centrale dura) a sottili striscioline e saltare a lungo in padella con un goccio d'olio buono e un pizzico di sale.

grattugiare la buccia d'arancia (o anche di limone) sui piatti, non tanta eh. tostare le mandorle divise in due o tre parti. scolare la pasta al dente (attenzione: la cottura è brevissima), e saltarla a lungo nella fonduta di taleggio. disporre sui piatti, aggiungere le mandorle, il cavolo nero e un filo di ottimo olio extravergine.

post precedenti

Fioritura_2016_25 Torta_Bastarda_1 Tortine_Mele_Tahina FioriPortulaca Castelluccio_2015_15 Biscotti_polvere_lamponi UOVO_CAMICIA2 RicottaMustia_5 TiuEttoriSTAG0 Sardegna14 TiuEttori_1 TortelliSedano Bitto_4