questo è un post senza ricetta...

cavolo rosso

...ma ciò non significa che non voglia parlare di cucina. anzi: il contrario. forse fa bene lasciar da parte ogni tanto le padelle per fermarsi a pensare cosa ci mettiamo dentro.
ad esempio: siamo in gennaio e vedo in giro un tripudio di peperoni, pomodori e zucchine come fosse estate piena. fatemi capire: ma che sapore hanno quelle verdure? vi siete mai chiesti da dove arrivano? cosa si sono bevute per crescere e maturare (si fa per dire) nonostante facciano 30 gradi meno del dovuto? ecco, il fatto è che mi sono rotta di cotanta superficialità da postatori seriali, da cucinieri privi di zucca (gialla, mi raccomando), da gente che non ha la minima intenzione di imparare qualcosa, di approfondire, di porsi alcune domande. per non parlare poi di dadi, margarine e semilavorati usati con disinvoltura, senza il minimo senso critico. dov'è la qualità? dov'è la curiosità? a cosa serve tutto questo postare compulsivo?

QUI c'è un video meraviglioso sull'importanza del rispetto della stagionalità: è una vecchia puntata di report, breve ma intensa.
QUI ci sono gli articoli di claudia dallabona su il pasto nudo: vi prego, leggeteli. è importante. è più importante di postare tre ricette a settimana (sembra assurdo doverlo dire).

il fenomeno "blog di cucina" mi pare realmente fuori controllo: c'è un proliferare incontenibile, ne nascono decine al giorno. sembrerebbe una buona notizia, no? sembrerebbe che fra la gente serpeggi interesse per il cibo!
macché.
magari.
sarebbe bello che le ricette, anziché essere vomitate sul web come dopo una brutta bevuta, fossero partorite amorevolmente, non senza un pizzico di fatica. e dico tutte: anche le più semplici. bellissimo questo post di giovanna, che condivido in pieno: è indispensabile dare un senso a tutto, è importante che uno spazio privato aperto al pubblico, come è un blog, comunichi davvero qualcosa, abbia davvero uno scopo ultimo. uno fra tutti: la crescita culturale. in una società in cui i cuochi peggiori fanno la pubblicità della cocacola, i cuochi migliori chiudono e le erboristerie danno buoni sconto per i mcdonald's, io avrei sperato che almeno i blog di cucina fossero un'oasi felice in cui trovare informazioni e idee per andare verso la qualità, e non per puntare ai banner, agli sponsor, agli accrediti, alla "visibilità", ai commenti vuoti. questa non è la comunità di appassionati e curiosi che ho conosciuto quando ho scoperto il mondo del "cibo online": questo è inutile ciarpame, fra il quale comunque esistono stupende eccezioni che ho avuto la fortuna di scovare.
e dunque incuriositevi, informatevi, pensate. e poi scrivete. 
ovviamente vale anche per me.

89 commenti:

  1. condivido, da sempre, ed è quello che stiamo anche cercando di fare con salutiamoci (ed è difficilissimo far capire alle persone che non è normale mangiare zucchine a natale), peccato che sembri che ognuno parli con se stesso e addirittura le persone che concordano da sempre con le nostre tematiche poi non partecipino, la sensazione è di completa mancanza di comunicazione tra blogger, di chiusura totale, ogni blogger convinto di essere superiore e poco partecipativo quando le iniziative sono di altri soprattutto se come la nostra non hanno premi, anche quando corrispondono in pieno alle idee non si partecipa lo stesso, a salutiamoci partecipano soprattutto i vegan, vai a capire il perchè non essendo assolutamente una iniziativa vegan, spiace dirlo ma dopo mesi mi rendo conto che forse sono gli unici che riescono a pensare al cibo come a qualcosa di più complesso, con implicazioni etiche, ambientali e salutari.
    del mondo dei blog di cucina me ne frego, lo frequento sempre meno e non mi stupisce sia così, non sta certo a me giudicare, mi deludono le persone singole che conosco e che stimavo, che non sanno vedere i punti di incontro dove ci sono ma solo i punti di disaccordo se ci sono, mi delude che in generale siamo sempre a farci la lotta tra noi a criticare a puntualizzare e ci sentiamo sempre superiori a qualcun altro quasi sempre senza specificare nemmeno chi, sparando nel mucchio, coperti dall'anonimità, è triste che qualunque cosa detta venga travisata pur di farla corrispondere al luogo comune, alla banalità...

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    1. mannaggia... salutiamoci! praticamente l'unica iniziativa che mi ha fatto riprendere a postare qualche ricetta :( ho visto che questo mese c'è il miglio: ho una busta di miglio soffiato da usare, spero di farcela!
      grazie per il tuo commento stella, sempre sincera e coerente :)

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  2. Ho sempre un moto di malessere quando entro nel negozietto bio e vedo le zucchine: non ho ancora tovato il coraggio di chiedergli PERCHE'??? ma prima o poi lo farò.

    Grazie per i link, mi ero persa quella puntata di report.
    Brava Sara :)

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    1. l'ho pensato anch'io l'altro ieri sera quando, all'ingresso, ho visto in bella mostra una cassa di pomodori. eccheccavolo!

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    2. perchè la gente li compra e loro vogliono dare più varietà, pensa che pomodori zucchine e peperoni li trovo anche nell'azienda agricola biodinamica dove faccio la spesa! io compro le cose di loro produzione e di stagione ma hanno sempre prodotti anche di altre aziende bio, c'è scritto che vengono dal sud, la gente li compra e non ci vede niente di strano, anzi probabilmente si lamenterebbe se non ci fossero, in tutti i posti bio ci sono prodotti non di stagione che io sappia, lo trovo strano fino ad un certo punto, sono negozi e vendono, siamo noi che non le dobbiamo comprare, se poi c'è una volta un negozietto più pignolo magari si dice che c'è poca scelta e rischia di non lavorare...
      non vorrei che alla fine queste critiche (che vedo spessissimo fare) portassero al solito discorso "tanto son tutti uguali tanto vale comprare al supermercato".

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    3. Ma no Stella, non voglia avere di questi timori: anzi, io che non compro tutto al bio, voglio considerarlo come un negozio in cui c'è una dimensione più umana (ed è così) e con il cui proprietario posso scambiare delle opinioni o fare delle domande (magari mi sentirò dire le ragioni che hai espresso tu) senza avere di fronte un muro di gomma come accadrebbe al supermercato. Per me questo è un valore aggiunto :)

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  3. Per quanto condivida il tuo pensiero, per quanto frequenti blog con un minimo di ricerca, cusiosità, ecc, per quanto mi sforzi di avere un blog che stimoli un minimo di discussione e scambio di idee, francamente non me la sento di criticare nessuno - a meno che non si supporti l'odio, il razzismo o lo sfruttamento.
    Il bello di internet e dei blog è la possibilità che anche la casalinga di voghera possa parlare del suo pollo ai peperoni fatto con l'aiuto del dado.
    Che poi lo si segua è un altro discorso. Se quel discorso non mi piace, cambio canale, basta un click. E se la caslinga di voghera ha 100 commenti e io 3, non me ne frega nulla.
    Se ogni starnuto della Parodi genera millemila commenti, un po' è segno della mediocrità diffusa in Italia, un po' dipende anche da quei dieci minuti su canale 5 alle ore 20 ottenuti per parentela - so'bboni tutti, direbbero qui a Roma.
    Ma non di meno, ciò mi spinge comunque a essere costruttivo e curioso, anzi, forse ancor di più.
    Ben venga il dado in cucina, perchè stimola anche la ricerca del miglior pollo coi peperoni SENZA dado.

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    1. nessuno ha parlato di libertà: è fuori discussione. la frase chiave del tuo commento è questa: "ciò mi spinge comunque a essere costruttivo e curioso" ecco, nei miei sogni c'è questo, e non la corsa alla visibilità e al resto.
      grazie per l'intervento :)

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    2. condivido, aggiungendo che una ricetta vista su un blog nella quale vengono impiegati ingredienti non di stagione, non è detto che non sia una ricetta vecchia (ad esempio io ne ho un centinaio ancora da pubblicare, cose anche vecchie di anni). Non condanno nessuno, nè chi usa il dado (che poi è tanto odiato per la presenza del glutammato, che per quanto ne so io è anche presente nel latte materno) e neppure per l'uso della margarina vegetale senza grassi idrogenati (infatti è una valida alternativa al burro per chi è intollerante al lattosio).
      Ritengo che ci siano cose moooooolto più dannose, e sono certa che fra tutti questi commentati di condivisione e like, ci saranno fumatori (e il fumo mi sa che fa più male del glutammato), gente che non fa un passo a piedi e invece si sposta in macchina (e lo smog uccide tutti), chi usa la lacca per capelli, chi veste made in China, chi usa aromi e spezie provenienti da ogni dove (che non si sa bene come sono fatti)... invito tutti a riflettere anche su questo.

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  4. In giardino ho un orto che mi parla giorno dopo giorno e vedo quanto sia difficile far venir su un cespo di cavolo nero o di verza durante l'inverno, piuttosto che in estate gli zucchini con quei fiori che il mattino si aprono invitandoti a coglierli, senza però 'forzarne' la crescita. Quindi.. rifuggo da tutto ciò che è lucido e perfetto nella forma e ovviamente non stagionale e ti dirò di più..rifuggo anche da quelli che ti dicono, li ho presi direttamente dal contadino...ma quel contadino che cosa utilizza se nel mio orto i pomodori crescono con una misura 'normale' e nel suo, invece, diventano delle bistecche?

    Il mondo è tutto e sempre così 'relativo'.

    bel post...

    Pippi





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  5. In effetti... è un po' il pensiero che tanti, blogger e non, hanno (spero, almeno) nella mente, ma che poi vien difficile tradurre in parole; ''l'obbligo'' di inserire un tot di ricette, altrimenti esci dal giro, è troppo forte. Per carità, io parlo di quelli che hanno, come dici, uno spazio privato da condividere con molti, non certo di quelli che lo fanno come mestiere; anche se forse, per la delusione, non cambia molto.
    In effetti... ho riscontrato in prima persona la difficoltà di fare qualcosa di intelligente; al di là della difficoltà della ricetta, dei lettori fissi, dei commenti! é difficile fare qualcosa di intelligente per il fuggi fuggi generale e continuo, che non lascia spazio e tempo alle riflessioni, alle prese di coscienza: in fondo il mondo in cui viviamo non lo conosciamo per niente, non ci interessa conoscerlo.
    In effetti... condivido le tue parole sperando che in molti si fermino dieci minuti a pensare da dove siamo venuti e dove stiamo andando.
    Complimenti per l'impegno e per il ''coraggio'', che, in piccolo, è pur sempre coraggio. :)

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  6. Sara,
    condivido tutto. dico tutto.
    A partire dalle zucchine del super, che mi fanno prima sgranare gli occhi allibita e poi lasciare il carrello vuoto.
    Per il fatto che ora la cucina è diventata una moda, con i suoi pro e i suoi tanti contro, che per aprire un blog basta fare click e perchè per questo motivo, sempre più sono quelli che vengono usati come vetrina.. vedi mai che ci scappasse una chiamata in TV... e si ritorna al via.
    Poi, come dice Fabrizio, basta cambiare canale, certo. Ma è tutto molto triste lo stesso.

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  7. ça va sans dire che sono super d'accordo con te Sarina, ma già lo sapevi!
    Io da tempo lotto contro sto "malcostume" ma finchè non entra nella testa della gente che non è normale nè sano mangiare melanzane a gennaio, come può cambiare la distribuzione?Il potere è nelle ns mani!
    Grazie per questa voce e, detto tra noi, viva i pochi commenti e l'autenticità.;)
    Un abbraccio
    Sara

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  8. Ho gli stessi tuoi pensieri,Sara!! Quello che dice Fabrizio é vero: basta non seguire certi blog, la rete é libera e ognuno posta quello che vuole...se ogni tanto dai uno sguardo in giro...gli stimoli crescono... ma aumenta anche l'amarezza: "fatto in casa" con prodotti spazzatura o fuori stagione o solo perché sono markette non mi chiarisce il senso che spinge alcuni a "buttarsi" in rete: visibilitá? Possibili inviti ad eventi? Ricevere pacchi dono a casa? Un tempo fatto-in-casa era sinonimo di qualitá... Preparare piatti x la gioia propria e degli altri...cose buone semplici ma soprattutto sane. Vedo preparati x dolci, zuppe in busta, sughi in vasetto in tantissimi blog: ma allora dove sta la passione nel cucinare? Di fare ricerca, di approfondire? di migliorare?

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  9. grazie Sara hai messo nero su bianco (o dovrei dire bianco su nero :D) tanti miei pensieri un abbraccio

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  10. Ecco un post a cui sono felice di dire: bello.
    Ed è uno dei motivi per cui ho rallentato la mia attività "blogghifera".
    Ho tante ricette in coda, ma perchè postare la marmellata di pesche se siamo in inverno?
    E' più forte di me.
    E poi.... dove stanno le storie dietro la ricetta, dove è la vita, perchè deve essere sempre una lotta a chi fa la ricetta più complessa, le foto più belle?
    Ti voglio bene, amica mia.
    Non lo dico spesso, ma anche questa parola in rete ormai è inflazionata.
    Brava, mi piace quello che dici!
    nasinasi

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  11. I blog di cucina come ogni fenomeno comunicativo hanno sempre una propria componente sociale che è indipendente dall'uso che si propone di fare quel canale informativo o quella forma di condivisione pubblica. In questo quindi i contenuti non hanno alcun valore perchè diventa preponderante avere un mezzo con il quale alienarsi o soprastimarsi e questo ripeto indipendentemente dall'argomento trattato. Faccio un esempio non inerente il cibo.
    Mi piace "approfondire" l'argomento televisione per cui quando posso frequento piccoli forum di 'critica', di quelli che realmente si propongono solo di approfondire il fenomeno. Ecco, di recente c'è una invasione di perfetti "idioti" che con un livello culturale pari a quello di mio nipote di 2 anni, condividono pareri ed opinioni non solo 'indirizzati' politicamente ma anche fuorvianti completamente l'argomento per il solo riuscire a strapparsi momenti di visibilità-polemica per un paio di giorni quando gli va bene...
    Diciamo che volendo ragionare da perfetto troglodita ho come l'impressione che il web stia diventando per tutti e se noi ce ne accorgiamo per la nostra passione ai fornelli, credimi che non è differente in altri luoghi della rete.
    In questo sono molto più preoccupato del solo fenomeno "peperoni e zucchine" a Natale...
    Scusa se ho leggermente deviato il focus ma ci tenevo a condividerti questa punto di vista...

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    1. assolutamente d'accordo: è così in ogni ambiente o microcosmo che abbia una base sul web, anch'io ne ho prova frequentando pure altri canali tematici. è naturale che, sul tema cibo, la gravità della situazione sia meno "forte", ma neanche poi tanto: ci sono implicazioni economiche non indifferenti. grazie per il tuo punto di vista, preziosissimo

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  12. La comunità di appassionati si è disgregata con l'avvento della moda che, come ogni moda, diventa qualcosa in cui bisogna buttarsi ad ogni costo per non essere tagliati fuori.
    E il concetto di libertà è qualcosa di troppo nobile per essere ridotto al fare ciò che ci pare quando e dove ci pare. Certo, basta un click, ma in rete capita chi non ha gli strumenti per valutare. Né informazione, né conoscenza, né preparazione. In rete le cerca. E trova quel che capita. Per trent'anni di fronte allo schifo e allo scempio dell'incultura televisiva si è detto "Basta cambiare canale", e si è visto quali danni si sono prodotti. Basta un click, basta cambiare canale, sì: ma bisogna avere già una consapevolezza per farlo. Se manca quella, l'incultura può solo dilagare.

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  13. Sara, cara Sara...
    mi è piaciuto questo tuo post.
    Io non sono esperta foodblogger.. nè tantomeno la cucina fa parte della mia professione ...
    La voglia di sperimentare.. a volte con successo, a volte no... è soltanto una pura e semplice passione.
    A volte purtroppo manca il tempo per farlo, perchè la vita è fatta di tante altre cose.
    Condivido tutto quello che dici, aggiungendo l'amara consapevolezza che troppa gente (foodblogger e non) da più importanza all'apparire, e molto meno all'essere.
    Ciao!

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  14. Io sono d'accordo con te, ma solo in parte! Per quanto riguarda la stagionalità io cerco sempre di cucinare in base a ciò che offre la stagione, ma non dirmi che a te non sia mai venuto il desiderio di mangiare qualcosa che non lo è. Io non mi sento di criticare nessuno, ognuno è libero di scrivere e mangiare quello che vuole, sta nella testa di chi legge decidere cosa sia meglio...non trovi?

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    1. grazie per il tuo commento alessandra, e benvenuta.
      secondo me quello della libertà è un falso problema: qui nessuno vieta niente a nessuno. a me onestamente non viene voglia di mangiare roba appestata di conservanti o imbottita di chissà cosa solo per sfizio: anzi, appena ci penso mi si chiude proprio lo stomaco. chi è informato, e io vorrei tanto che tutti lo fossero, non la cerca quella roba lì, e non condiziona il mercato, l'agricoltura eccetera con la pretesa di fragole a dicembre. qui nessuno vuol sentirsi migliore di altri: stiamo semplicemente riflettendo su un fenomeno sociale, le sue caratteristiche e i suoi punti deboli. ma non voglio ripetere cose che son state dette nei commenti qui sotto: ti invito a leggerli e a tornare, se vuoi, a dire la tua.
      a presto!

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  15. sulla questione del cambiare canale, intervengo collegandovi ad una lamentela che condividevo anche da Giovanna, e che faccio spesso: i motori di ricerca sputano schifezze quando si cerca qualcosa. Per cui se io pinca pallina alle prime armi in cucina, o anche alle seconde, cerco una ricetta qualsiasi su google (vero che ci sono i libri, ma la rete ormai è imprescindibile) le prime due o tre pagine sono di siti orribili, dove al 60% troverò il dado o le melanzane a gennaio, al 10% usano il formaggio cremoso nella pasta e il restante 30 troverò la starlette della tv.
    Credo che i blog di qualità siano tanti, ma per trovarli bisogna già sapere che esistono. Purtroppo sull'indicizzazione dei siti c'è poco da fare, credo.

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  16. Hai perfettamente ragione Giovanna... Ma sentirsi dire ogni volta che basta cambiare canale x fuggire dalle schifezze, che fare? Faccio polemica ogni volta? Cambio canale, sperando di avere gli strumenti di cui parli e che tali strumenti mi portino a trovare cose valide e interessanti.

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  17. Che dire, Sara? Facevo riflessioni simili in un altro ambito, quello dell'asilo di mia figlia. E' un nido che si vanta di proporre cucina biologica cucinata all'interno della struttura stessa. Ho dato un'occhiata al menù: da ottobre ad aprile la casa offre zucchine, fagiolini, piselli a go-go. Forse ho visto citato un cavolfiore una volta. Che senso ha?
    E' perchè sono cibi universalmente amati dai bambini? Balle. Sono cibi forse universalmente amati da quegli zotici dei genitori.
    E qui mi riallaccio al discorso di Giovanna. E' un problema culturale che dovremmo essere proprio noi a migliorare senza vomitare il nostro ego tra un pollo ai peperoni e l'altro.
    Grazie per le tue riflessioni.

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    1. scusa, un aconsiderazione, senza offesa.
      tu sei quindi dell'idea che cibi pronti, verdure non di stagione ecc. non sono scelte condivisibili. E come concilii questa convinzione con la tua presenza nel programma della Parodi, che di questa scorciatoie non fa ne' mistero ne' se ne scusa? dirai che e' per una giusta causa, ma... forse sarebbe meglio non dare degli zotici a chi non mostra meno coerenza della tua.

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    2. ecco, una considerazione come questa, mi spiace, non meriterebbe risposta. eppure non resisto: ma per una piccola e bellissima causa come quella, non credi sia stato intelligente sfruttare tutti i canali possibili, persino i più nazional-popolari? in fondo è bello che tu abbia scritto questo commento: non cancellarlo, ti prego.

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  18. Ho letto e riletto l'articolo, e sino i commenti, con attenzione estrema per cercar di capire se potessi contribuire alla discussione senza inutili ripetizioni.
    Libertà, non libertà, canali da cambiare o no la verità è che chi persiste nella propria ignoranza toglie qualcosa a me : se la piantassero di acquistare frutta e verdura fuori stagione, anzichè gli scaffali invasi dalle onnipresenti zucchine melanze peperoni, potrei avere un'opportunità maggiore di trovare non una sola varietà di cavolfiore ma magari tre. Idem dicasi, a titolo puramente esemplificativo, per aglio non d'importazione (eh, ma costa meno) o i porri o le arance o so on.
    Chi si ostina nella disinformazione, chi contribuisce a diffonderla, mi costringe a vivere forzatamente in un mondo che a crescere non pensa nemmeno, ed a smenarci sono io.
    La librtà, come diceva qualcuno, non è stare sopra un albero.
    E a chi mi taccia d'esser polemica, ribatto un serafico 'No, solo meglio informata'.
    Sara, grazie.

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  19. grazie a tutti: siete preziosi!

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  20. ma perche' non lasci la gente libera di decidere con la propria testa? Non credi che i lettori siano in grado di vedere le differenze tra blog e blog e scelgano di conseguenza? A te chi ha dato le credenziali per aprire un blog? Sei una nutrizionista? Trovo offensivo questo insistere che le persone pensino come vogliamo noi, perche' altrimenti da sole non ci arrivano. Trovo ridicolo il prendersi sul serio di certi blog (sono una blogger come si deve, mica uso i peperoni in Dicembre, io!). Tu sei libera di scrivere un blog e chi ti legge libero di seguirti o meno. Ma chi ti da' il diritto di non rispettare le scelte altrui e di salire sul pulpito a predicare a coloro che a quanto pare consideri degli imbecilli?
    Rispettare la liberta' di tutti, anche di quelli che vogliono suicidarsi con la margarina e scrivono un blog dove si usano solo le sottilette e' molto piu' ammirevole e preferibile di tutti sti predicozzi saccenti.

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    1. ciao anna, il problema (e mi rifaccio ad un bel commento di giovanna qui sopra) è che molti non hanno davvero gli strumenti per valutare, e mica per colpa loro: l'informazione è quella che è (non sto a ripetere concetti espressi benissimo da altri qui sopra).
      è dunque "peccato" invitare alla riflessione e alla cultura? a chi manco di rispetto nel far questo? spiacente, ma mi sfugge. io, prima di essere blogger (che non significa niente, a parte avere un blog) sono una persona, e cerco di dare il mio imperfetto contributo ad una causa che mi sta a cuore. quando questo si scontra con opinioni differenti può passare per saccenza, mancanza di rispetto o boria o chissà che altro. benissimo: ci può stare. ma mi intristisce molto il tirar fuori sempre e comunque (e soltanto, direi) il concetto di "libertà", abbassandolo ad un livello che non è il suo, e travisandone il significato. insomma: dimmi in che modo io privo di libertà chicchessia coi miei discorsi e ti giuro: chiudo il blog :) quanto al "prendersi sul serio", beh a me sembra che l'alimentazione sia una cosa seria, ed oltre a cazzeggiare e scherzarci sopra perché è anche divertente credo che, a volte, sia anche il caso di guardarne i risvolti più importanti.

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    2. intanto e' il tono con cui hai scritto, per esempio "gente che non ha la minima intenzione di imparare", come se tu avessi accesso alla testa degli altri, alle loro intenzioni e potessi giuducare senza errore.
      E poi l'attribuire l'"errore" altrui alla mancanza di informazione, perche' se solo sapessero farebbero esattamente quello che reputi accettabile tu. Non dai neppure il beneficio del dubbio, ne' tantomento del vivi e lascia vivere, che altri facciano scelte diverse dalle tue, perche' gli va bene cosi'. Devono essere educati, istruiti, o "rieducati" magari.
      La liberta' c'entra tutta, nel lasciar fare le scelte agli altri visto che tu fai le tue e hai la liberta' di condividerle.
      E poi, quel giudizio sugli sponsor, come se fosse una cosa immorale. Io per esempio non mangio il burro, tantomeno salato, perche' tra colesterolo e pressione alta per me e' un veleno. Ma non mi sono mai sognata di venire qui e dirti che spargi pericolosa disinformazione perche' hai collaborato (come tantissimi altri blogger che si ritengono influenti) con le fattorie Fiandino nel promuovere il loro (credo ottimo) prodotto. Io per ragioni di salute purtroppo non posso provarlo, ma non vedo perche' debba scriverci una lamentela ed insistere che si usi solo olio di ioliva extra-vergine, per dire. Chi il burro puo' mangiarlo se lo goda anche per me!

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    3. Ciao Anna,
      piacere Gambetto...ma puoi anche chiamarmi Mario. Ho un blog senza pubblicità, ne al burro ne ad altro, da sempre.
      Spero che le premesse ti suonino bene :)
      Ho letto lo scambio di opinioni con Sara e l'ho trovato edificante fintantochè è rimasto sul piano dell'opinione sentita, che in quanto tale merita tutto il rispetto del caso, anzi è un motivo per capirne di più e per perimetrare al meglio i contorni della questione. Tuttavia leggendo poi il tuo rilancio sopra ho notato una certo livore nella maliziosa analisi lessicale che hai fatto delle parole di Sara per supportare una tesi (la tua) che di suo aveva già un perchè. Alla fine sei caduta nel personale e questo come dire stona. Il commento di Fabrizio sopra è un contributo (forse) davvero libero, il tuo alla fine sembra venir meno alle premesse (di libertà) che sottointendeva, tanto più che adotta il concetto di libertà stesso quale chiave di lettura e di critica. Insomma una lieve mancanza di coerenza...che nuoce al costruttivo confronto di cui sopra cedendo ai personalismi.
      Ricredersi è un attimo per riprendere in mano il discorso letto da più punti di vista...in fondo stare a tavola è anche questo :)

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    4. ...io c'avevo quasi rinunciato :) ma mica staremo scherzando: come faccio io, pincapalla qualunque, ad avere il potere di ledere la libertà altrui con le miei opinioni? forse ho dei superpoteri che ignoravo.
      :)

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    5. ciao Mario, visitero' il tuo blog che non conoscevo; io non ho un blog, ne' di cucina ne' di altro genere. Livore nel mio commento no, e mi spiace se questa e' l'impressione che ho dato. Nervoso, invece si', e parecchio, e non miravo a nasconderlo, anzi.
      Quello che mi ha innervosito maggiormente e' il disprezzo che si leggeva nel definire chi non la pensa come noi "gente che non ha la minima intenzione di imparare".
      Se dare un contributo significativo e' una cosa che a Sara sta a cuore, le fa certo onore. La mia analisi lessicale, come dici tu, era si', maliziosa, con l'intento di dimostrare che se vogliamo tutti siamo passibili di giudizi "a tappeto" non proprio gentili. Io non so leggere nella testa di Sara piu' di quanto lo sappia fare lei nella testa di chi reputa "disinformato".
      Concordo di piu' con te che hai scelto (liberamente) di non avere pubblicita' sul tuo spazio, ma non giudico negativamente chi invece lo fa. Giudico negativamente chi lo fa' e poi ritiene di avere il diritto di chiamare "ciarpame" chi usa la margarina (magari anche senza avere un banner al riguardo. E' l'insulto, certo generalizzato e non personale, ma sempre insulto a mio parere, che mi ha fatto irritare.
      Ripeto che preferisco non sottovalutare la capacita' della "gente" di scegliere, e di sicuro la liberta' di mangiare quello che preferisce. Ringrazio chi offre alternative costruttive, ma non apprezzo i censori. Io non auspico che Sara chiuda il blog, lei lamentava che il "Proliferare dei blog e' incontrollato". Chi dovrebbe controllarlo? Perche' limitare la pluralita' di voci che parlano liberamente?... tanto se si scrivono cose valide si emerge lo stesso.

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    6. @Anna
      Anna, la personale sensazione che ho è che indipendentemente dall'oggetto della questione in giro ci sia una grossa disparità culturale, il che per se è fisiologico e 'ipoteticamente' anche accettabile, quello che invece si tollera meno è un certo tipo di approccio che sa tanto di spocchioso o di autoreferenziante pur non avendo alcuna base concreta a sostenerlo. La questione non è quindi individuare le motivazioni per le quali si apre un blog ma converrai con me che se ti guardi intorno è cresciuto esponenzialmente la presenza di chi si riversa negli spazi pubblici aumentandone non i contenuti ma bensi un certo qualunquismo, omologato nel suo senso anche alquanto infantile di vanità, corredato persino di marketing malizioso.
      Questo è il messaggio che ho colto dalle parole di Sara, che partendo dalla questione della stagionalità ha come dire voluto alzare una bandierina di potenziale pericolo sulla deriva di un certo "movimento", nulla altro.
      Considera che non sono amico di Sara (pur stimandola molto), ma mi dispiaceva il fatto che la luna che lei ci indica si perda nella visione del solo dito che la indica.
      Ecco perchè non ho apprezzato i personalismo, perchè hanno svilito le intenzioni.
      Grazie comunque per aver risposto sopra al mio commento in modo civile, qualcun altro avrebbe solo trovato nuova linfa per sterili polemiche :)

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    7. Cara Anna,
      lei è libera di pensarla come vuole, però io purtroppo sono preoccupato per la 'capacità della gente di scegliere' vedendo le vendite di certi prodotti e sono preoccupato quando sento discorsi del tipo 'nella mia famiglia piacciono le zucchine mentre i finocchi mi fanno rimettere'. Sono infine BEN preoccupato quando a gennaio si vedono telegiornali che quando fa due fiocchi di neve ti dicono 'sono aumentati i prezzi delle verdure, le zucchine costano 4 euro al kg per il freddo'....ecco...riguardo al tg mi viene da dire...troppo poco, dovrebbero costare 20 euro al kg. Insomma li trovo discorsi da persone che probabilmente qualche mancanza ce l'hanno, non trova? Apriamo la mente a vedere cosa offre la stagione in corso, siamo proprio sicuri che non ci piaccia proprio niente niente? Si è mai chiesta quanto cavolo ci costi in energia, gas, carburanti vari, l'aver nel proprio frigo le 'bellissime' zucchine a gennaio? E allora se è consapevole di questo, perché critica chi lo fa presente? Lo trova giusto? Mi sembrano le difese impossibili alla Ghedini che in questi anni piacciono proprio tanto.

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  21. Ho commentato da Giovanna e condivido il tuo etico pensiero, e come non condividerlo? Ma la strada della conoscenza è lastricata da errori e da volontà. Ci sono persone che hanno voglia di capire, evolvere e altri che non ne hanno voglia quindi preferiscono il dado alla 'fatica' di fare un brodo vegetale. Il mondo va avanti così e lo stesso discorso può valere per la salute a 360°; conosco persone che mangiano bio, a km zero e stagionale e poi fumano e non fanno un minimo di attività fisica.
    Purtroppo il cibo non è esente dai principi del mondo: musica, TV, giornali, film, libri,... tutti sottostanno alle regole del mercato e fino a quando la trasmissione di BP sarà vista da più persone rispetto a chi scrive e parla con coscienza, di chi è la colpa? Della BP di turno o del fatto che le persone non fanno il minimo sforzo per informarsi? Questo non ci solleva dall'impegno e dalla volontà (se ne abbiamo voglia) di scrivere bene. Grazie per la riflessione e apprezzo il tuo lavoro. Buona pomeriggio

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  22. Salve sono Barbara ed ho commentato da Giovanna e qui confermo quanto ho detto.Superficialità è la parola chiave: superficiale chi dice" ma perchè non lasci la gente libera di decidere con la propria testa?"; superficiale chi dice cambia canale o non leggere il blog... e allora?
    Benvengano i predicozzi saccenti se sevono anche ad inserire nei menu delle scuole materne il cavolo alla sua stagione, perchè così i figli di quelli liberi di mangiare melanzane a gennaio possano capire chead ogni stagione corrisponde un frutto, che qualcuno la pensa in modo diverso e che la testa non serve solo per andare dal parrucchiere.
    Complimenti e un cordiale saluto. Barbara

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  23. Scusate ma di che stiamo parlando? Cioè, condivido in pieno le parole di Sara, ma non credo sia possibile ritornare ai tempi in cui il cibo era cultura e dedizione, vedi i primi foodblogger di tanti anni fa. Finchè abbiamo la Parodi, la Moroni, la Clerici che imperversano con margarine, vaniglia sintetica, prodotti congelati e utilizzo di peperoni a gennaio e castagne a luglio, che speranze abbiamo di vedere migliorato il mondo del food? Se poi aggiungiamo che per visibilità, soldi o quant'altro da queste signore vanno come ospiti Cracco e Beck, più una schiera di gente che vuole solo farsi vedere, allora le speranze sono nulle.Ormai in ogni blog, anche quelli blasonati, c'è il marchettone esposto, poi c'è gente che ha fatto libri con l'utilizzo della margarina e contest sulle sottilette. Non credo in un bel ritorno al buon cibo sano. Paola

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  24. boh, ci sono punti in cui sono d'accordo, soprattutto sul seguire la stagionalità dei prodotti, anche se non è sempre facile, dipende anche dai gusti in famiglia, le loro richieste sono altre e non posso certo obbligarli a mangiare i finocchi quando questi ultimi danno loro il voltastomaco mentre divorano invece le zucchine.
    siamo in un ingranaggio molto più grande di noi e magari bastasse la consapevolezza dell'acquirente a far cambiare le cose, io non credo ci si possa riuscire.
    dissento invece in toto sul giudizio che si dà, questo mi infastidisce e non poco, sembra che solo i blog degli "inizi" di questo fenomeno detengano il saper scegliere e cucinare come dio comanda e che gli altri siano solamente un'accozzaglia di persone con sola smania di emergere, addirittura ciarpame e senza cultura!
    ecco, credo che come il cibo anche le parole abbiano un senso, e un conto è esprimere le proprie e legittime opinioni un'altro è esprimere giudizi, non mi piace neanche un pò.
    un'altra cosa che mi infastidisce è che c'è anche una classifica delle collaborazioni, come ha detto Anna più su, se tu collabori con Fattorie Fiandino è tutto ok, se io invece collaboro con pinco pallo mi svendo, non ho mai capito perchè e lo trovo alquanto ipocrita e si, saccente!
    per cui il mondo è grande, quello del web ancora di più e possono starci tutti, così come nella vita sceglierò io da che parte stare, e ti garantisco che sono tutto fuorchè una persona superficiale.

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    1. ecco Dauly, hai detto in sintesi quello che cercavo di esprimere io: le parole pesano e un conto e' dire un'opinione un conto dare del ciarpame agli altri.

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  25. ciao dauly, puntualizzo che in realtà io non collaboro con nessuno: ho solo partecipato ad un contest fiandino alcuni anni fa, e basta, ammesso che ti riferissi a me (ho perso il filo dei commenti). soprattutto non vedo nulla di male in sé nelle cosiddette collaborazioni: lo vedo nella CORSA alle collaborazioni, nella CORSA alla visibilità, nella corsa a qualcosa che non capisco a cosa possa servire. IO, non lo capisco. magari altri sì. e non so da quanto tu frequenti il mondo dei forum e siti di cucina: io da almeno dieci anni, ma forse più... c'erano dei gruppi di discussione bruttissimi da vedere e bellissimi da leggere, poi son nati i forum e poi i blog. non c'era gente "migliore": c'era semplicemente un altro clima.

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  26. era un esempio sara, perchè ho letto spesso commenti dispregiativi contro le collaborazioni da blogger che ne avevano ma guarda caso le consideravano più "importanti" di altre!
    sulle corse alla visibilità sono d'accordissimo, sui forum e i siti li ho frequentati a abbandonati dopo avere letto discussioni che finivano in litigate, lo trovavo e lo trovo assurdo, ciò non toglie che non faccio classifiche e per me esistono blog nuovi molto carini così come vecchi blog che non mi piacciono e viceversa.
    non leggo blog strafighi solo perchè postano belle foto ma ricette improbabili, anche se saranno più acculturati di un blog con foto scarsine e con meno ricerca degli alimenti ma che magari mi propone un'arrosto godurioso preparato senza il famoso olio dell'albero del pepe del camerun (inventato naturalmente!)!

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  27. Il tripudio di peperoni e zucchine in inverno è scandaloso sui banchi del mercato, così come sui blog e in luoghi quali gli ospedali, luoghi quest'ultimi dove i pasti dovrebbero essere stilati da nutrionisti!
    Tutto ciò disorienta e porta i consumatori e sopratutto i giovani, a non essere in grado di discernere tra cibi stagionali e non e sopratutto, cosa ben più grave, a considerarne "normale" il consumo.
    A farne le spese e subire un grave danno è la salute, un bene che va salvaguardato e tutelato con serietà (non è uno slogan, ma un dato di fatto e lo dico con cognizione di causa)!
    Cucinare e portare in tavola cibi sani e naturali credo sia un dovere verso se stessi e le persone che amiamo e riflettere su questo non può che farci bene.

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  28. ho letto tutto d'un fiato sia il post che ritengo molto interessante, sia tutti gli autorevoli e passionali commenti.
    Io coltivo un orto solo d'estate, perchè d'inverno non mi è possibile per vari motivi. Raccolgo e mangio prodotti a km. 0, anzi zerissimo....
    Ma se mi viene il desiderio di una pastina con zucchina e patate anche d'inverno che faccio? mi devo fustigare perchè peccatrice?
    Mi piace pensare che sia più facile vivere in un mondo dove anche le piccole debolezze siano tollerate e non etichettate come eresie.
    Penso che mi danneggi di più fare una lunghissima passeggiata in una inquinatissima Milano che mangiare una zucchina fuori stagione o una ciambella ogni tanto fatta con la margarina.
    E questa è solo una mia modestissima opinione.
    saluti/e a tutti.
    Anna

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    1. ciao anna, grazie per il commento. il fatto è che, oltre al "danno" personale, c'è quello ambientale: ti invito a vedere il video di report, io non riesco a sintetizzarlo in un commento sorry! a presto

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  29. Io la penso come te Sara e non da adesso, ma qui leggendo i commenti ho anche notato che la questione si è spostata da un discorso all'altro e quasi quasi sembra che tu, esprimendo nel tuo spazio, ma anche NEL GRANDE SPAZIO VIRTUALE CHE E' IL WEB, semplicemente la tua opinione, abbia voluto ledere la libertà di qualcuno.
    Alcune blogger un tempo mi risposero che sul loro blog propongono ciò che desiderano, che la gente se non ama i loro prodotti "cambia canale" e che un blog di cucina non può influenzare le scelte dei consumatori... beh, forse qualcuno ha perso di vista il fatto che quello che scrivi su internet è di dominio pubblico, quindi esce dal casa tua, a meno che non si ha un blog con accesso riservato.
    Detto questo, è logico che un blog di cucina che utilizza un alimento piuttosto che un altro, ne sta CONSIGLIANDO l'utilizzo ai suoi lettori, su questo non c'è niente da discutere! Non è vero che un blog non influenzi le scelte del consumatore: chi ti legge e si fida di te, sceglie quel prodotto proprio perchè sa che lo hai utilizzato anche tu.

    Chiudendo il discorso blog e toccando invece l'argomento alimentazione, ti racconto un fatterello: circa un mesetto fa, parlavo con mia nonna proprio del fatto che ormai al supermercato trovi di tutto, non esiste più la stagionalità... anche i negozi "biologici" sono pieni di alimenti fuori stagione, e che comunque non sai più cosa poter comprare.
    Mia nonna mi disse che il problema di oggi è che è tutto inquinato e contraffatto, partendo dalla carne e finendo alle verdure, l'aria stessa che respiriamo non è più pura, quindi è chiaro che le cose non sono più buone e salutari come quelle di un tempo...
    Ma c'è da dire una cosa: mia nonna continua ad avere il suo orticello e le sue galline, quello che non riesce a produrre lo acquista, ma mai e dico mai, le ho visto nel piatto un prodotto che non fosse di stagione o qualcosa che potesse farle ancora più male alla salute!
    Personalmente credo che ormai non valga nemmeno più la pena parlare di queste cose, tutti noi sappiamo come stanno le cose ed il proliferare di tutte queste malattie è l'evidenza dei fatti.
    Non è un discorso di blog, ma di persone, di scelte alimentari che possono portare da una parte piuttosto che dall'altra... il cibo è ciò che nutre l'organismo, sei tu quindi che scegli se dargli un buon carburante o un veleno.
    Proprio perchè oggi c'è tutto questo inquinamento ed i cibi sono modificati, dovremmo fare ancora più attenzione a ciò che mangiamo.

    Ritornando al discorso blog, c'è qualcosa di molto triste invece da dire: è molto fastidioso questo darsi addosso l'uno con l'altro. Ho letto di qualcuno che chiama "professoresse" o in altri modi poco simpatici, le blogger che esprimono la loro opinione andando contro la tendenza attuale che tutto è bello e tutto è buono e questo è davvero indice di maleducazione. Quindi non solo ignoranza, nel senso di chi non conosce e non si informa, ma qualcosa che va proprio oltre, che tocca il rispetto verso gli altri.
    Non è bello vedere questo e forse si dovrebbe riflettere anche su questi valori che vengono messi sotto i piedi...ma che senso ha?
    Con questo passo e chiudo,

    Ago

    P.S.: ho letto in qualche commento che la margarina può essere una valida alternativa per chi è intollerante al lattosio ...ma voi le etichette stampate dietro le confezioni, le avete mai lette? Non sapete che il 99% delle margarine contengono latte in polvere e pure in discreta quantità? Sapete che il latte in polvere ha un contenuto di lattosio molto alto? Forse no, quindi prima di parlare, andate ad informarvi. Ce ne sono altre di alternative, grazie al cielo! Qui si parla di salute, non di caramelle.

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    1. Stima reciproca Sara e da tanto anche quella! :-D

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    2. Eppure alla mia amica, intollerante al lattosio, l'ha detto il MEDICO, e gliel'ha anche scritto su un documento dove ha elencato gli alimenti consentiti.. resta il fatto che secondo me un dolcetto fatto con qualche grammo (perchè in una porzione non ce ne sarà di più) di margarina è sicuramente meno dannoso di un giro in macchina con qualcuno che ti fuma a fianco. :)

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  30. Bello trovare in giro articoli come questi che stimolano alla riflessione e alla discussione. Peccato invece vedere che ormai esprimere un'opinione sensata, anche se con indignazione, venga spesso considerato come attacco alla libertà altrui. Mi ricorda i tristi dibattiti televisivi degli ultimi anni, in cui qualsiasi piccola critica arriva a essere considerata mancanza di rispetto. Ben venga la critica, sempre di più, se questo è il piattume a cui siamo condannati. Purchè la critica sia appunto costruttiva e non buttata lì tanto per scrivere, perchè non so se ve ne siete accorti, ma ormai fa moda pure quello :-)
    Detto ciò, sono una di quelle nuove foodblogger che affollano la rete, forse non ho ancora avuto il tempo per essere travolta da questo darsi addosso l'uno con l'altro di cui parlava Ago, mi limito a scrivere con passione e dedizione, cercando di portare fuori il mio modo di intendere la cucina e l'alimentazione, sperando che a qualcuno possa tornare utile. Mi lamentavo proprio qualche post fa di come sia complicato a volte seguire così rigorosamente la stagionalità, dover fare assolutamente in certi tempi prestabiliti una data ricetta che sennò la stagione dell'ingrediente passa e bisogna rimandare l'articolo all'anno prossimo...ma è anche stimolante e divertente, e soprattutto non mi immagino un altro modo di fare le cose. Questa è la strada che ho preso e non credo proprio che avrò voglia di tornare indietro, piuttosto andrò sempre più avanti. Quando alcune abitudini sono ormai ben radicate in noi diventano scontate, e arriviamo a pensare che lo siano anche per gli altri, invece, come ben scrivi nel tuo articolo, i supermercati sono ancora pieni di peperoni e zucchine a gennaio, evidentemente tanto scontate non sono affatto ed è per questo che credo sia necessario che le informazioni alternative a tutto ciò (che la stagionalità è solo uno dei mille aspetti di un'alimentazione corretta e naturale) vengano diffuse sempre di più. Grazie per il tuo contributo!

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    1. Grazie a te: non sai quanto sia motivante e ricco il tuo commento per me.

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    2. :-) ne sono contenta, allora è valsa la pena di rimandare la preparazione delle orecchiette stamattina!
      ho scoperto solo ora il tuo blog grazie a una condivisione di manuela (unapiccolamela), lo trovo molto interessante e ben fatto, tornerò a trovarti di sicuro!

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  31. Dal tuo post emergono due principali messaggi:
    il primo: usiamo prodotti stagionali.
    il secondo: i foodbloggers che non lo fanno, fanno schifo (ciarpame e ricette vomitate).
    Sul primo punto sono ovviamente d'accordo, anche se poi ognuno decide in base al proprio portafoglio: io non compro cardi, carciofi e broccoletti, anche se di stagione perché 6 euro per i cardi, 90 cent per un carciofo e 4 euro per i broccoletti non me li posso permettere. Allora ogni tanto, per variare, compro anche una zucchina d'inverno, perché costa 1.50 al kilo. Forse non sarà supersalutare come una zucchina d'estate, ma tant'è.
    Riguardo il secondo punto un blog è un diario e ognuno nel suo diario scrive quello che vuole. I visitatori, se trovano il blog interessante, ritorneranno. Se lo reputano ciarpame, semplicemente non ci torneranno più. E vissero felici e contenti. Tutti, no?

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    1. sì e no: il secondo punto in particolare. ma forse l'ho espresso male io. quello della stagionalità era un esempio (e c'è anche scritto sul post) per parlare di qualità dei contenuti. la seconda parte del post riguarda invece una certa deriva dei blog di cucina: la corsa agli sponsor, la corsa alla visibilità, la corsa ai pass per i congressi, la corsa a postare ad ogni costo... la corsa. che però, secondo me, non porta a niente.
      che poi ognuno sia effettivamente libero di fare ciò che vuole non son certo io a negarlo.
      spero di essere stata più chiara adesso :)
      grazie per il tuo intervento

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  32. Mi ero perso questo post ma per fortuna mi è stato segnalato.
    Al di la della mia opinione in merito, quello che noto è che, come spessissimo accade, esprimere un parere fuori dal coro porta molte persone all'isteria.
    è ormai tempo di scrivere un coccodrillo per la morte dello spirito critico e del diritto di espressione.
    Fatico a capire le reazioni di molte foodblogger che hanno letto il tuo post come un attacco verso di loro (o alla loro categoria) invece di prendere l'opportunità di riflettere sul loro mondo e sul loro modo di porsi verso il cibo. Peggio poi quello che ho letto nei post di risposta, pieni di inesattezze e superficialità e un vero inno al junk food con appena un pizzico di opinioni sensate.
    Sono contento di aver scoperto il tuo blog e gli altri che hai segnalato. Fortunatamente il mio panorama dei foodblogger è un po' migliorato :-) Forse c'è speranza

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    1. ti ringrazio moltissimo roberto: il tuo contributo è una ventata d'aria fresca.

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  33. ..e chi ha mangiato margarina insieme a me e tante altre e se ne è completamente "dimenticato" ???
    Come è facile scordarsi di certe cose e poi salire sul pulpito a dar lezioni...Mi spiace ma come tante altre persone ,vorrei, mi piacerebbe ,ma in casa mia vogliono peperoni anche d'inverno che faccio li meno ? Pomodori no, quelli sanno troppo di acqua ;-)

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    1. Lory, mia moglie compra zucchine in tutte le stagioni e nonostante questo siamo assieme da più di 13 anni. Pare ovvio che il giusto atteggiamento non è quello di fare i talebani della stagionalità ma sicuramente è quello di essere sempre consapevoli.
      Inoltre io, per mia scelta personale, compro alimenti seguendo la stagionalità dei prodotti della terra, mi rivolgo a negozi e produttori che so che hanno prodotti migliori di quelli della GDO (dove il meno possibile compro frutta e verdura) anche se li pago di più perché voglio riconoscere loro valore al lavoro che fanno.
      Secondo me è ora di recuperare l'agricoltura di buona qualità e il più possibile di prossimità e un rapporto col cibo più sano e utile.
      Queste sono opinioni e non capisco perché esprimerle debba essere considerato un atto di accusa al chi mangia i 4 salti in padella. Le proprio opinioni si esprimono per esporre il proprio punto di vista e confrontarsi e non certo per salire sul pulpito a dare lezioni.
      Quindi fatico a capire questo prendersela perché qualcuno la pensa diversamente.

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  34. In questi giorni mi sono limitata a leggere, ho letto il post di Sara, i commenti,le risposte di Sara e ancora i commenti, poi ovviamente tutto questo è migrato su fb, come all'incirca un anno e mezzo fa (ti ricordi Sara? allora l'oggetto della discussione furono le collaborazioni, si ruppero amicizie, virtuali, ma pur sempre amicizie, si litigò e la cosa continuò giorni e giorni, poi ci sono state tante altre piccole guerre, ma non si capisce perché quando Sara scrive una cosa giustissima e sacrosanta si scatena l'inferno...a questo punto, tanto ho litigato con tutti per affermare i miei principi, scrivo quello che penso...Chi apre un blog lo fa per tanti motivi, ognuno ha i propri, giusti o sbagliati, perché ama la cucina, perché ama condividere le proprie ricette, perché vuole mettere in mostra il proprio saper fare, perché perché...tanti ma una cosa deve essere chiara, se vai in rete non ti puoi permettere di scrivere quello che vuoi. Qualcuno, poco informato, dice: io sono libera di scrivere quello che voglio, è il mio blog, il mio spazio; non è così quel tuo spazio viene visitato da diverse persone e se tu dai dei consigli sbagliati, questi vengono letti. Se tu scrivi friggere con olio di soia, tu sei libera di farlo, ma non di consigliarlo, capito? se tu vuoi mangiare wurstel tutti i giorni, puoi farlo, fare il brodo con il dado pieno di glutammato puoi farlo, ma non puoi consigliarlo pubblicamente, è chiaro il concetto, se tu lo fai io sono legittimata a dire, quello che poi dicono da diversi mesi: dai blog di cucina pessime ricette...e ancora peggio. E' vero ognuno si faccia un bell'esame di coscienza, per stare in rete ci sono delle regole altrimenti ci puoi stare lo stesso ma se poi ti criticano, ti dicono "ciarpame" non ti offendere. Ciao Sara sono d'accordo con il tuo post

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    1. ciao tamtam, grazie tante per il tuo supporto :)

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  35. Ciao Sara, giungo al tuo post dietro suggerimento. Non sono tra le blogger attive, latito da un bel pezzo, per la verità. Ho letto sino in fondo, com'è giusto che sia e devo essere sincera, i temi che tu affronti li condivido. Purtroppo è il tono e gli accenti che hai posto, a piacermi meno. Per quanto mi riguarda ho la lucidità di non sentirmi minimamente ferita o offesa dalle tue parole, ma la reazione che hai suscitato in molte, dice l'opposto. L'aggressività e i giudizi non ripagano mai, nonostante la veridicità delle tuo post. Non ho letto i commenti precedenti, quindi non so se il tuo intento fosse quello di creare scompiglio pur di porre l'attenzione su ciò che tu hai pubblicato..Nel bene e nel male, hai comunque avuto la risposta!! Un briciolo di umiltà non farebbe male a nessuno. Gli attacchi da una parte e dall’altra recano solo danno e tendono a sporcare quello che di bello c’è. Il mondo dei food blogger è vario e affollato, hai ragione, ma non ci sono ne etichette ne regole. Ognuno pubblica e scrive quel che gli pare…..Questa è libertà! Proprio come hai fatto tu. Certo preferirei entrare in un blog e leggere di cucina, che di pensieri e giudizi…..motivo per cui, posso scegliere cosa leggere. Spero di spiegarmi. A quel malcapitato che approda sui nostri blog credete che interessino queste scaramucce tra blogger? Non credo proprio….ma siamo liberi!!
    Bisogna puntare sulla qualità è vero, questo vale anche per le parole e l’uso che se ne fa! Piacere di averti letta, buona giornata, Ale

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    1. ciao alessandra, grazie per questo commento: sei la dimostrazione che si può essere dissenzienti anche con grande educazione e lucidità. ho usato parole forti non certo per creare scompiglio ma per esprimere uno stato d'animo: diversamente non sarei stata in grado di fare. chi si è sentito in qualche modo "colpito" dalle mie esternazioni ha forse letto attacchi personali che in realtà non c'erano: il mio dissenzo era ed è di carattere generale, nei confronti di chi si accapiglia in una corsa alla visibilità, agli sponsor e a quant'altro senza badare minimamente ai contenuti. cioè, paradossalmente, costoro potrebbero anche tenere un blog di modellismo o di giardinaggio, per dire, tanto poco "vero" interesse dimostrano nei confronti della materia. ho fatto nomi? ovviamente no, non sarei neanche in grado di farne ora su due piedi, per quanto poco mi trattengo nei blog che casualmente trovo e reputo tanto lontani dal modo più "giusto" - secondo me - di vedere il mondocibo. blog pieni di pubblicità, pieni di materie prime scadenti: ce ne sono, e tanti. ed esistono per dire cosa? io non l'ho ancora capito. a presto!

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    2. dissenSo ovviamente. con la S.
      dieci minuti in punizione sui ceci neri del sottoborneo occidentale.

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    3. saranno felici i ceci.....:-)

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  36. Purtroppo o per fortuna, anche se il blogger non è un operatore dell'informazione, di fatto fa circolare informazione. A mio avviso qualsiasi informazione avvantaggi l'industria del cibo (quella intensiva, ma non solo: agroindustria, zooindustria, etc.) è un danno per i produttori che fanno qualità reale. Quindi c'è un'implicazione morale in ogni cosa che si scrive e che si divulga, anche se questa riesce a spostare di un millimetro la mano di un consumatore verso qualche schifezza. Meglio indurlo a ritrarla, e a spostarsi da uno scaffale di supermercato allo spaccio di qualche azienda agricola, magari bio o biodinamica

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    1. Vedo che hai centrato il punto molto meglio di me, e in poche righe :) grazie!

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    2. Essaggerata! Questo è un complimentone fantastico. Sono dieci anni che mi documento e scrivo (produco anche video) sui formaggi di animali al pascolo (una volta c'erano solo quelli) e sulla loro superiorità, organolettica e nutrizionale, rispetto ai formaggi industriali, che sono fabbricati con latte di animali costretti in stalla, nutriti con mangimi e insilati, pompati di integratori per produrre di piu' E immolati sull'altare del profitto in esistenze di tre anni appena. Solo se si ha coscienza di questo (e d'altro: l'agricoltura intensiva è un crimine per l'ambiente e i consumatori) si può parlare compiutamente di comunicazione gastronomica

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  37. amen!!!! lo sai come la penso, sono d'accordissimo e oltre. Il problema sai qual'è? che molti blogger non troppo esperti in materia di stagionalità e qualità dei prodotti, nemmeno si sentiranno presi in causa, nemmeno capiranno che stai parlando proprio di loro oppure ti diranno "il web è libero, ognuno fa quel che vuole".

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    1. eheh... ma guarda, non è che si nasce imparati: ci si affaccia timidamente, si cresce, si matura. come un frutto al sole, con la differenza che noi non finiamo mai di addolcire :)

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  38. Io sento di poter cedere alla melanzana in qualsiasi momento, e la presenza di anellini venuti con me da Palermo, di una ruvida bellezza rara, è un incentivo pericoloso, anche se vedo che poi la bozzuta zucca e lo sciabolante radicchio riescono con il loro rosso e arancione a riportarmi a sè (per non parlare dei verdi broccoletti). Confesso qui davanti a voi che ho di recente usato del finocchietto selvatico surgelato per una munifica pasta al forno siciliana (insieme ai citati broccoletti). A questi temi sono probabilmente educabile, purché si resti fermamente spreguidicati e curiosi; ma ciò su cui medito davvero è la relazione, i suoi modi; quanto sul web ci siano luoghi di scambio, o ci si senta costretti a un'esibizione violenta (per chi la attua e per chi la subisce: sento l'angoscia che la muove), quella medesima che impesta la televisione e da cui speravamo il web ci salvasse (io ho una medaglia invisibile che esibisco immantinente: fui invitata più volte alla prova del cuoco e non andai, come del resto altre foodblogger di mia conoscenza, tra l'altro pensando che al primo gridolino o saltello avrei dato un pugno in un occhio a qualcuno). Esibirsi per timore di non esistere: vedete che ne parlo come di un sentimento: qualcosa che ciascuno può in ogni momento provare, non come di qualcuno. Esibirsi e sentir sfuggire la possibilità di una comunità, che certi forum di vecchia data diedero: cosa è successo? Forse è vero che i blog sono troppo individualisti; forse l'unico modo di partecipare è moltiplicarsi, i commenti è così difficile farli... Comunque eccomi qui, stupita: è la seconda volta in poco tempo che partecipo a una discussione (vero Giovanna?) quindi vuol dire che ho sentito una possibilità, un motivo di farlo.

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    1. Leggere i tuoi scritti è sempre di grande arricchimento. Grazie :)

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  39. Iniziare la giornata con questo articolo fa bene al mio spirito e mi fa iniziare con un sorriso la giornata... perché? Perché c'è ancora qualcuno che ci crede.
    Grazie Sara e a tutti i commenti che ho letto solo velocemente (per mancanza di tempo...).

    Al prossimo,
    Sara I° lab.

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  40. Premesso che mi ritrovo blogger per caso, probabilmente aprendo qualche blog da qualche parte qualche anno fa, ma non mi ci definisco certamente per convinzione personale.
    Ho qualche cosa da dire, sicuramente, ma preferisco dirlo (scriverlo) attraverso i miei articoli su riviste e pubblicazioni con le quali collaboro o, molto più semplicemente, attraverso i commenti a discussioni che ritengo utili, interessanti e formative come questa.
    Sara ha posto una questione attuale che ha radici molto più profonde e diverse dalla stagionalità dei prodotti usati e/o venduti, dalle mode culinarie e dai riflettori mediatici: la visibilità personale.
    Purtroppo l'educazione ricevuta e impartita da una generazione fa ad oggi è stata basata più sull'apparire che sull'essere.
    Frutto di una concezione edonistica che ha preso il sopravvento e che a me piace riassumere con una battuta tratta da un famoso film con Alberto Sordi, "Il Marchese del Grillo" che così recita: "Perchè io sono io e voi non siete un cazzo".
    Apparire, fa certamente notizia, alza gli indici di ascolto, coinvolge le persone (ignoranti o pensanti tutti) porta contratti pubblicitari, alza il conto in banca, afferma ed impone una immagine, crea una etichetta, uno slogan, un marchio, ecc.
    Essere, non rientra in questi criteri e sfugge a qualsiasi controllo per cui è bene parlarne ma solo quando è necessario dover rompere alcuni schemi o diversificare eventuali strategie di marketing per incrementarle.
    Applaudiamo tutti alle iniziative di Slow Food e di Eataly ma snobbiamo i prodotti locali e regionali che i negozi e i supermercati (i primi per riuscire a diversificare la commercializzazione e contrastare la concorrenza dei grossi, i secondi per attirare altre categorie di clienti, rubandole ai primi) offrono tutto l'anno.
    Rivoluzione alimentare, direbbe qualcuno.
    Per me si tratterebbe, molto più semplicemente, di riprendere le vecchie e ormai quasi dimenticate abitudini alimentari che da abitudini di massa, sembra siano invece diventate fenomeno di nicchia da guardare con sospetto.
    Oggi sulle tavole di tutti noi è comunque sempre presente un alimento, un prodotto che, molto tempo addietro, era praticamente sconosciuto o considerato talmente raffinato da essere impiegato solo in determinate occasioni (ammesso che se ne avesse la possibilità economica di acquistarlo).
    E' successo quindi l'esatto contrario: l'effimero è diventato abitudine e l'abitudine si è persa nell'immaginario collettivo, restando relegata a pochi nostalgici che hanno una sola possibilità: continuare ad illudersi che si possa tornare indietro per ristabilire antichi saperi, antichi sapori.
    Troppo ancora ci sarebbe da dire e questo mi sembra anche un buon posto per farlo presente ma non vorrei tediare ulteriormente i lettori e, sopra tutto, non vorrei abusare di questa inattesa ospitalità.
    Solo un'ultima considerazione: Molti dicono che tutto nasce dall'educazione alimentare nelle scuole elementari (scusate il giochino di parole ma mi è sempre piaciuto scrivere di similitudini) ma vorrei ben capire come si può pretendere di educare i propri figli ad una alimentazione più sana e consapevole quando, di fronte alla finestra, campeggia in pompa magna l'insegna di Mc Donald's?

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    1. Benvenuto Salvador, e ben venga l'approfondimento: grazie per il tuo intervento ricco di spunti. Educazione alimentare: ecco, secondo me questa è una delle più grosse lacune del sistema scolastico. Se non educhiamo i bambini a capire "cosa" si mettono in bocca quando mangiano dove speriamo di arrivare? C'è margine per tante altre riflessioni.

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    2. Ciao! Sono arrivata qui da un post di Silvia su Dissapore (in realta' da una segnalazione su fb del post). Sono arrossita, ma non nego che mi ha fatto molto piacere,vedere i miei articoli consigliati da te (non pensavo potessero resistere anni, alla velocita' assassina del web). E sorrido, pensando che uno degli imput principali e' stata la tua lista dei cibi di stagione (col pesce, ricordo...il pesce! Allora gia' pochi si azzardavano a scrivere di cibi di stagione, figurati i pesci...;-)). Comunque, nel frattempo sono ancora piu' lontana dall'Italia (SudAfrica, pensa te). Avrei tantissimo da dire. Cerco di riassumere al massimo. Da qualche tempo, ogni volta che torno in Italia, mi spaventa quasi, la quantita' di gente che parla e sparla, spesso senza conoscenze, e la pochissima qualita'. E' come se tutti andassero in giro (per il web) con un megafono.Come se un'insegnante spiegasse malissimo e, alle lamentele dei genitori, rispondesse che i loro figli possono sempre cambiare scuola. Nessun buon senso. O pochissimo. Soprattutto, nessun senso di responsabilita' per chi e' pubblico (ed un foodblogger lo e').Tutti possono dire tutto cio' che pensano, senza filtri e senza responsabilita' del singolo individuo (parola assente dalla societa' italica attuale). D'altra parte, ho notato in questo ultimo mese di rientro in patria, siete in pieno boom economico, no? Il vostro sistema sanitario in attivo non aspetta altro che avere schiere di bambini e adulti pieni di bronchiti e malattie da raffreddamento perfettamente evitabili se solo non venissero cibati quotidianamente con acqua fredda (=zucchine, pomodori, insalate, che infatti la natura ci ha dato per rinfrescarci dai bollori estivi). Ma cosa vi interessa di queste sciocchezze, a voi, lassu' nel paese del Bengodi? Mica che adesso ogni singolo cittadino si deve sentire in dovere di prevenire le malattie a tavola? Ma dai, scherziamo? Quello lo lasciate alle vecchie nonne e a quei poveracci del terzomondo, che a voi li non serve, ipnotizzati da Parodi e Cracchi vari (che, fra l'altro, nessuno conosce passato il confine di un chilometro, e sembrano eroi nazionali...e io che chiedevo: ma chi sono, sti qua? Cosa fanno? Perche' una nazione intera ne e' soggiogata e non parlano d'altro?) Perepppepepe'....e vai di trenino (cit. Guzzanti)
      Ah, il commento era qui perche' in origine volevo rispondere a Salvador: sai come si fa, con i cartelli del McDonalds e con "oddio ma il mio bambino li vuole, i pomodori!!"? Si recupera un buon chilo di quella autorevolezza genitoriale che ormai in Italia e' morta e sepolta (scusa, altro chock da ritorno, i bambini che dicono ai genitori cosa devono preparare per cena. Mi fanno una pena, poveri... - i bambini). E guarda che abito a Johannesburg, non in un paesino senza nessuna "tentazione" :-))
      un abbraccio forte (scusa, ma a parte Izn, non seguo piu' nessun foodblog - e non ho nemmeno la tv!)

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  41. Ciao Sara, ho trovato davvero interessante questo post.
    Pur postando anch'io mole ricette mi trovo decisamente d'accordo con te.
    Le ricette dilagano, ma si parla poco di ingredienti, di stagionalità e di altre questioni importanti sopra citate.
    Bisognerebbe fare più attenzione, a quello che si mangia e a quello che si scrive...
    Buona giornata
    Mafaldina

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  42. Come al solito Dissapore prende gli argomenti di seconda mano e ne fa un post. Al di la di questo vale la pena di andare sul sito e leggere i commenti. Io ho dovuto leggerli due volte per credere che sono veri. Non solo non capiscono il senso del post ma si fermano pure a guardare il dito che indica la luna... forse la situazione è ancora peggiore di quella descritta da Claudia

    http://www.dissapore.com/grande-notizia/foodblogger-blues-crisi-di-rigetto-da-ricetta-compulsiva/

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    1. Mi permetto di segnalare che Silvia aveva gia' scritto il post, ma ha scelto di mettere il link a questo di Sara perche', secondo lei, spiegava meglio di tutti quello che e' il pensiero di molti. Non per difendere nessuno, ma ...ehm...c'e' gente che da anni ripete queste cose, non solo qui (con tutto il rispetto). E non solo riguardo al cibo, naturalmente. E' che negli ultimi mesi secondo me la situazione in Italia vi sta sfuggendo di mano (non per difendere Dissapore che, purtroppo o per fortuna, non avevo probabilmente mai letto prima - e non riesco nemmeno a metterci un commento, figuriamoci! ;-)

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  43. che meraviglia questo blog, mi sono unita ai tuoi lettori, se ti va passa a trovarmi:
    www.dolcementeinventando.com

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  44. Ritorno con piacere a rileggere sia il post che i nuovi commenti e mi permetto di aggiungere, visto che si parla di cucina consapevole e sana, anche: metodi di conservazione, cottura, norme igieniche....tecniche di cucina. Ed io si, porterei a galla, tutte quelle figure che dai blog sono passati ai fornelli, senza alcuna conoscenza....o con un misero bagaglio acquisito da qualche corso riassuntivo. Lo so, non è la sede, non è il post adatto....Allora prendetelo come un suggerimento. Quando si parla di cucina e di riempire il carrello...di conseguenza vengono chiamati in causa anche gli altri elementi che, seppur qui non nominati, sono importantissimi e legati tra loro. Buon inizio settimana a voi ^__^

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