17/05/13

questa volta faccio pubblicità: urbevetus

chiappetta 1

"A-Senzo di Cinta è un maiale di Cinta Senese allevato nel massimo rigore e rispetto dell'animale, inteso in termini di alimentazione, benessere animale ed unicamente allevato allo stato brado in tempi molto lunghi. Questo è il motivo del nome... A-Senzo. Altrimenti che senso avrebbe..."

Non sono parole mie ma di Alfredo Angeli, allevatore di maiali di Cinta Senese "per passione e per coscienza", come ama egli stesso definirsi. Non è un animale facile, la cinta: si riproduce poco, cresce lentamente e vuol stare all'aria aperta (e come dagli torto). Insomma è un maiale lontanissimo da quelli che fanno comodo al mercato: bestie moltiplicate come pani e pesci, ammassate, ingozzate, avvelenate e quindi macellate per riempire scaffali di un'abbondanza inutile e dannosa. No: questi fanno una vita sana e "slow", questi mangiano ghiande e tartufi. Questi incarnano ciò che dovrebbe essere l'anima di ogni allevamento: un luogo dove ci si prende cura di creature che poi andranno macellate per il nostro nutrimento, e non un lager. 
Alfredo ci crede: vive e lavora per questo.

chiappetta 2

Siamo amici: qualche giorno fa ci ha spedito a casa una "chiappetta" (il nome fa sorridere, ma il sapore ancor di più). Nella targhetta degli ingredienti c'è scritto solo carne di suino, sale, spezie, miscela di piante aromatiche. E basta. E' sufficiente, per un animale sano e felice. 
Si tratta di un piccolo prosciutto: un famoso chef gli ordina solo i busti di maialetto, così Alfredo stagiona le cosce e ci fa questi prosciuttelli formato bonsai. La carne è leggermente tenace, infiltrata di grasso profumatissimo, insaporita da Dio, sapida ma non salata. Col pane sciapo, ci canta.
Questa volta faccio pubblicità: chi lavora bene se la merita.

Azienda agricola "Urbevetus" di Alfredo Angeli
Loc. Botto, 05018 Orvieto (TR)


chiappetta 3

02/05/13

qualcosa di giallolimone: biscotti!

limoni

ho il frigo pieno di limoni: l'albero dei miei genitori trabocca di frutti e io ne approfitto. l'altro giorno volevo fare dei biscoti al limone ma molto, molto al limone, in più volevo usare l'ammoniaca poiché ho scoperto che, essendo un potente lievitante, posso diminuire molto i grassi e ottenere lo stesso dei biscotti gustosi e croccanti. così ho cercato e ho trovato questa ricetta. ho fatto alcune modifiche in base agli ingredienti che avevo nonché al fatto di voler usare più limone possibile et voilà. non sono riuscita a lavorare l'impasto con le mani poiché credo che la quantità di liquido che ho usato o la capacità di assorbimento della farina di farro non fossero adeguate per formare dei bastoncini: così ho steso l'impasto a cucchiaiate e buonanotte. ma vorrei approfittare di questo post per fare una piccola riflessione: ci vuol tanto a linkare il post di qualcuno che ci ha ispirati? ecco. chi copia sbaglia, ma chi scopiazza, modifica e si spaccia per grande inventore di chissaché è altrettanto... si può dire? sfigato :)

 biscotti limone olio

BISCOTTI DI FARRO AL LIMONE SENZA LATTICINI ispirati a quelli di Martina

ingredienti

230 gr farina di farro biologica (di grano, nella ricetta originale)
40 gr olio extravergine d'oliva delicato (oppure, se proprio il pizzicore dell'olio e.v.o. non vi piace, usate olio di semi ma rigorosamente derivante da spremitura a freddo)
1 uovo codice 0
40 gr zucchero integrale, più un altro po' per spolverizzare i biscotti crudi (solo zucchero bianco, nella ricetta originale)
70 gr zucchero bianco
la buccia grattugiata di due limoni
1/3 di bicchiere di succo di limone filtrato (latte, nella ricetta originale)
un bel pizzico di sale
4 gr di ammoniaca per dolci

sbattere l'uovo con gli zuccheri finché questi siano sciolti. unire l'olio, il limone, l'ammoniaca, il sale e mescolare. unire infine la farina. disporre l'impasto su una teglia coperta di carta forno con un cucchiaino, cercando di fare dei mucchietti regolari e ben distanziati. spolverizzare di zucchero ed infornare a 180° per 10-12 minuti, quindi aprire lo sportello del forno a fessura, cuocere un altro minuto e sfornare. una volta raffreddati, riporre in scatola di latta.
il primo giorno sono croccantissimi; nei giorni successivi la superficie esterna diventa leggermente meno croccante ma dentro restano intatti.

post precedenti

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