17/12/14

Quante cose da dire: la Sardegna, le Cacioricette, le coincidenze...

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Due giorni prima di partire per il blogtour "Sardegna sconosciuta" ho ricevuto il programma: "giovedì pomeriggio visita al minicaseificio Monzitta e Fiori". Noncipotevocredere: una coincidenza incredibile poiché non c'è alcun collegamento organizzativo né di altra natura fra l'AIFB, la mia collaborazione col portale Qualeformaggio e questo tour, organizzato dalle Camere di Commercio sarde e dall'Associazione Nazionale Città dell'Olio. Quando si dice "il caso"! Non vi dico quindi la sorpresa e il piacere di conoscere personalmente Pierangelo Monzitta e sua moglie: il casaro e la factotum dell'azienda. 

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Quando siamo arrivati era tardo pomeriggio, perciò i lavori in caseificio erano ormai conclusi: la nostra visita si è risolta in una piacevole chiacchierata con Pierangelo, una breve visita al caseificio lindo e pronto per il mattino successivo, e una bella degustazione dei formaggi aziendali.
Pierangelo vende i suoi formaggi ad un prezzo praticamente triplo rispetto alla media dei pecorini sardi: è un pioniere, un coraggioso, una mosca bianca. D'altra parte la sua storia si fonda proprio sul coraggio, oltre che sull'amore per questo lavoro: lavorava come dipendente al caseificio, ma quando l'azienda si è trovata in un momento di difficoltà e di svolta, Pierangelo e sua moglie l'hanno rilevata, con tutti i sacrifici e le conseguenze del caso. Ora, da qualche anno portano avanti una filosofia di allevamento estremamente radicale e vocata alla qualità: le loro pecore si nutrono di erba spontanea e seminativi polifiti per quasi tutto l'anno, poiché in quella zona il microclima è tale da consentire la crescita dell'erba per otto/dieci mesi all'anno. 

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Nel breve periodo in cui non c'è erba, le pecore mangiano fieno autoprodotto, di ottima qualità e varietà. Questo modus operandi unito alla lavorazione a latte crudo, analisi alla mano, consente di ottenere in maniera naturale (e non tramite artificiose aggiunte di sementi alla dieta delle pecore) dei livelli di Omega3 elevatissimi: si potrebbe arrivare a dire che il suo formaggio sia "anti-colesterolo", poiché le proprietà antiossidanti degli acidi grassi Omega3 sono arcinote.

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Tornerò a parlare sia della Sardegna che di Monzitta più avanti: per ora vi rimando su Qualeformaggio per la ricetta della fonduta di pecorino semistagionato "Tiu Ettori" (che si pronuncia (Ettòri) con latte di nocciole fatto in casa, tartufo nero, uovo in camicia e olio di nocciole (questo: mi è stato regalato da amici e l'ho trovato meraviglioso). E' un formaggio da latte intero, semicotto, dalla pasta elastica, morbida e leggermente occhiata: ha un gusto dolce e un aroma che richiama l'erba; vi ricordo che è possibile acquistarlo online presso Il Mercato del Formaggio.

TiuEttori_1


5 commenti:

  1. Questa è una parte del tour che mi dispiace proprio essermi persa! Devono essere fantastici questi formaggi.

    Fabio

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    1. Ehhh lo so: in quel momento voi vi stavate prendendo cura dei nostri trigliceridi con le panadas e le altre leccornie :D

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  2. Ecco....non ci sono stata ma anche sono per questo luogo, ripartirei subito. E poi quando si dice che il mondo è piccolo!
    Bellissimo il tuo reportage...credo che ne leggeremo ancora delle belle. Un grande bacione.

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  3. Sono d'accordo con Patty ripartiamo alla scoperta di questi nuovi luoghi e sapori!!! La sardegna è troppo grande per un solo blog Tour!!!

    Bell'articolo e belle foto ;)

    Ornella

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